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La soglia dei 100km in bici

Fare un’uscita lunga, magari superando la soglia fatidica dei 100km in bici, è sempre uno stimolo molto interessante. Quella dei 100 km è infatti una soglia molto impegnativa per tanti cicloamatori, una gradino che si pensa possa essere salito solo con un particolare allenamento. Se da un lato questo è vero, è però vero anche che esistono alcune accortezze che, se messe in atto nella nostra preparazione, ci consentono di sviluppare la resistenza necessaria per superare senza troppe difficoltà questa soglia.

Per prima cosa è importante abituare il nostro corpo a stare in sella. Questo significa fare due o tre uscite settimanali anche brevi. Se abbiamo anche soltanto un’ora a disposizione, non rinunciamo alla possibilità di percorrere 20/25 km. Così facendo ci sarà più facile poi trascorrere un numero maggiore di ore in bici, quando vorremo provare ad affrontare una distanza maggiore.

  

Usiamo sempre la testa

Quando andavo all’università, un professore molto bravo diceva spesso che “usando la testa Mingherlino può battere Ercole“. Questo è vero anche in bici, la gamba è ovviamente sempre fondamentale ma con l’intelligenza è possibile sopperire in parte a certe mancanze fisiche. Come possiamo farlo? Vediamo alcune semplici ma importanti accortezze che renderanno più facile portare a termine il nostro giro con più di 100 km.

  1. Nella prima parte dell’uscita pedaliamo in modo leggero, con un rapporto abbastanza agile e mantenendo alto il numero di pedalate al minuto. Questo consentirà ai nostri muscoli di non affaticarsi troppo.
  2. Stiamo molto attenti all’alimentazione e all’idratazione, argomento di cui ci occuperemo approfonditamente in futuro. In ogni caso è importante mangiare qualcosina in modo regolare e bere una borraccia ogni 50 minuti circa. In un giro lungo idratarsi è fondamentale, in quanto perderemo moltissimi liquidi durante l’uscita.
  3. Potrebbe aiutare molto un’aggiunta di sali minerali, zuccheri e vitamine che favorisca la giusta integrazione corporea.
  4. Quando possibile distendiamo un po’ la schiena e cambiamo la posizione delle mani. Questo servirà per evitare dolori che potrebbero sopraggiungere con il passare dei chilometri. Di tanto in tanto potrebbe essere utile anche staccare lo scarpino dal pedale per sciogliere appena i muscoli delle gambe.
  5. Dividiamo il giro in tre parti, ovvero immaginiamoci di dover coprire tre percorsi diversi. Questo aspetto può aiutarci molto a livello psicologico. Il primo giro deve tener conto di una buona parte di riscaldamento, almeno 15 minuti. Il secondo giro sarà più intenso, mentre il terzo dovrà considerare una parte finale di defaticamento, molto utile per il nostro corpo.

Vi sono poi altri due aspetti importantissimi che non dobbiamo assolutamente sottovalutare: il meteo e la conoscenza del percorso. Vediamolo nel dettaglio.

Valutare bene il meteo

Ogni volta che prepariamo un giro da più di 100 km, non dimentichiamoci mai di valutare la temperatura, il rischio pioggia, l’odiatissimo vento e il possibile caldo. Non facciamo mai a meno della nostra mantellina, utile per pioggia, vento ma anche per preservarci da possibili “malanni” quando siamo sudati e ci fermiamo o facciamo delle lunghe discese.

Come orientarci con il vento? Teniamo presente che se all’andata è a favore, potremmo averlo contro nel nostro giro di rientro. Quindi in questo caso sarebbe importante preservarsi un po’ di forze, perché il vento contrario può essere molto ostico, soprattutto quando sopraggiunge la stanchezza.

Ricordiamo sempre che un giro lungo presuppone sempre anche dei possibili imprevisti, quindi portiamo sempre con noi dei soldi che possono sempre risultare utili, un kit per le riparazioni e almeno due camere d’aria della giusta misura.

Studiate il percorso

Non immaginate che vi stia chiedendo di mettervi sulla mappa per memorizzare tutti i paesini che incontrerete ma essere consapevoli delle fattezze del percorso vi sarà di grande aiuto. Se nel vostro giro dovrete salire delle salite impegnative, cercate di conoscerne la durata e la pendenza media. Avere una buona conoscenza di una salita può davvero fare la differenza psicologica, rispetto ad affrontarla “al buio”, ovvero senza consapevolezza.

Se vi affidate a dei compagni di avventura, i classici amici che amano organizzare i giri e che sono una grande risorsa, fatevi almeno raccontare la conformazione del giro. Quando salite in sella fatevi spiegare come sarà il giro, in modo da potervi fare un’immagine mentale e dosare bene le energie. Infine ricordate sempre che la testa è importante, Mingherlino può sconfiggere Ercole, e di conseguenza vi potrà permettere di aiutare le gambe ad aggiungere le tre cifre ai km percorsi in una giornata, raggiungendo ampiamente la soglia dei 100km in bici.

Di DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel (poco) tempo libero.

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