Il colpo del moschettiere Alaphilippe che trionfa e si veste di giallo

Grande Colpo di Alaphilippe

Spettacolo doveva essere e spettacolo è stato, stavolta però per azioni di gara entusiasmanti e coinvolgenti. Un Tour che si preannunciava scoppiettante sin dalle prime giornate e che non ha deluso le attese. Corridori che sono arrivati carichi a quest’appuntamento con la voglia di mettersi in mostra e riconquistare la strada.

L’azione vincente a 13 km dall’arrivo, e l’arrivo trionfale di Alaphilippe

A trionfare è stato Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick Step) che con una grande azione sull’ultima salita ha staccato tutti regalandosi vittoria di tappa e maglia gialla. Il francese ha sparato uno dei suoi colpi migliori scattando con una splendida progressione a 13 km dal traguardo. Solo lo svizzero Hirschi (Sunweb) e poi il britannico Adam Yates (Mitchelton-Scott) hanno resistito unendosi al francese nell’attacco decisivo. L’azione è decisiva e in vista dei 4 km di salita del Col d’Eze consente ai fuggitivi di staccare il gruppo. Il traguardo di montagna è per Yates che si aggiudica gli 8 sec di abbuono. Gli ultimi km sono stati quindi quasi un assolo del francese che in discesa ha poi accumulato il vantaggio decisivo che ha consentito ai fuggitivi di giungere per primi al traguardo di Nizza. L’arrivo in volata, col gruppo che incalzava, ha regalato altre emozioni. Yates prova ad anticipare i compagni a circa 150 m dal traguardo, ma lo scatto di Alaphilippe è decisivo e resiste al ritorno di Hirschi giungendo primo e commosso sul traguardo. Una vittoria di grande carattere che da grande valore a questa seconda tappa. Fase conclusiva della gara carica di tensione ed un’occasione, su un arrivo che ricordava quello della Sanremo, che il francese non si è voluto far sfuggire. Da segnalare purtroppo i due minuti di ritardo già incassati da Fabio Aru, atteso dal grande pubblico italiano. Non resta che augurarsi che il campione sardo possa recuperare la condizione durante questo Tour.

E se non fosse solo per pochi giorni

La fantasia e i sogni dei francesi, che da troppo tempo non vedono un connazionale vestire di giallo a Parigi, si riaccendono. Già lo scorso anno Julian aveva onorato la corsa vestendo la maglia gialla per 14 giorni e resistendo fino alla penultima tappa per cederla al vincitore finale Bernal (tappa scorso anno interrotta per le condizioni meteo). Vestire di giallo da sicuramente forza e motivazione, e il buon Alaphilippe ha dimostrato già lo scorso anno di aver carattere e forza e di poter tenere botta in salita. Ha alle spalle una squadra forte e lungo la strada certamente potrà trovare tanti alleati insperati. Questo tour non sembra il migliore possibile per lui con tante tappe di montagna e da adesso sarà sicuramente sorvegliato speciale. I grandi nomi attesi per questa grand boucle hanno lasciato fare ieri non scoprendosi più tanto e senza correre rischi. Ma se la favola del francese non fosse solo un sogno di fine estate…

Il colpo del moschettiere Alaphilippe che trionfa e si veste di giallo

Le prime fasi della gara

La tappa nel suo svolgimento ha visto la fuga di giornata con Sagan, Trentin, Cosnefroy, Gogl, Skujins, Postlberger, Perez con il primo, già in maglia verde e deciso ad accumulare punti decisivi. Il gruppo si limita a controllare guidato dalla UAE-Emirates e riprende i fuggitivi, il cui distacco massimo è stato di 4 min, a circa 60 km. La gara la fanno poi gli uomini della Jumbo-Visma e poi quelli della Ineos con l’obiettivo di tutelare i proprio capitani nei tratti più pericolosi della tappa. Si arriva ai 15 km dall’arrivo dove  inizia lo show del francese. Il gruppo con i big arriverà compatto con distacchi contenuti.

La terza tappa, si parte ancora da Nizza

Terza tappa con partenza da Nizza e arrivo a Sisteron. Lunghezza 198Km, con circa 3000 m di dislivello. Occasione per i velocisti con arrivo di gruppo ma non sono escluse azioni da lontano…è un Tour tutto da gustare.

Vincenzo Davide Catania

Vincenzo Davide Catania ha 35 anni e vive tra i ridenti colli di Bologna dove lavora come Chirurgo Pediatra presso l’Ospedale Sant’Orsola. Sposato con una donna meravigliosa che gli ha regalato 2 piccoli angeli, Giulia ed Emanuela. La passione per il ciclismo riemerge nei ricordi adolescenziali delle epiche imprese del Pirata, delle roboanti vittorie di Cipollini e Petacchi e delle imprese, nelle fredde terre del Nord, di Bartoli. Passista per natura e vocazione, nel poco tempo libero, spesso rubato al sonno alle prime luci dell’alba, coltiva la propria passione per la bici in una sfida costante con se stesso nella scoperta di nuovi e stimolanti percorsi che lo riportino ad un contatto puro con la natura delle montagne e del bosco.

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