Amstel Gold Race: vittoria per Van Aert al photofinish

Incredibile Amstel Gold Race che regala spettacolo fino al termine e anche dopo. Come per un arrivo di una gara di 100 m o una gara di Moto GP occorre il photofinish per stabilire chi tra il giovane ma già vincente Van Aert e il nuovo e affamatissimo Pidckock sia il vincitore di questa splendida gara.

Primo capitolo della trilogia

Il trittico delle Ardenne si riapre dopo un anno di stop causa Covid con la gara della Birra. Un percorso di poco più di 200 km con il mitico Cauberg a fare da spartiacque nella corsa (a onor del vero percorso rivisto e più simile a una gara mondiale).  La fuga di giornata onorata da 10 corridori matura fino a 4 minuti di vantaggio prima che la Jumbo e la Movistar inizino il loro lavoro. Segnaliamo anche la bella azione di Sonny Colbrelli che prova con un gruppetto a rientrare sulla fuga.

Roglic in cattedra

A meno 35 km dall’arrivo si inizia a fare sul serio. Il corridore più in forma del momento, Primoz Roglic, lavora per il “suo” capitano di giornata Van Aert. Inizia una rimonta che a tratti sembra imbarazzante per gli altri corridori che vengono ripresi e saltati come se fossero cicloturisti sulle strade delle Ardenne. Trascina con se anche Valverde e Pidcock oltre agli altri capitani per azzerare la corsa. Uno sfortunato problema meccanico poco più avanti lo taglierà definitivamente fuori dalla corsa.

Il suo compito oggi però sembra essere quello di uomo squadra e ribadire, indirettamente, quella che sarà la sua leadership anche al prossimo Tour de France mettendosi al servizio di Van Aert con l’obiettivo che il belga ripeta le sue gesta anche quest’anno alla Grand Boucle.

A colpi di fioretto

Riparte una nuova gara ci provano Schelling Vliegen e Dewulf a scappare ma il gruppo controlla facilmente. Parte poi Alaphilippe che poco dopo il Cauberg fa la selezione decisiva con Matthews, van Aert, Pidcock, Valverde, Schacmann e Kwiatkowski. Proprio quest’ultimo prova una nuova azione a -15 km dall’arrivo. Restano sui pedali proprio il campione del mondo Alaphilippe e gli altri.

Coraggio inglese

La mossa decisiva arriva tra la polvere proprio dal più e dal meno atteso protagonista di giornata. Il giovane Pidcock in una squadra, la Ineos, che sembra fatta solo di capitani e di cui lui è il più giovane è inesperto, azzarda l’attacco. Lo scatto è fulmineo e la sua pedalata ha un ritmo forsennato. Da solo fa la selezione su corridori ben più quotati e vincenti. Talento cristallino che abbiamo già ammirato sulle strade del giro U23 dello scorso anno e che sembra muoversi tra i pro come se fosse a casa propria. Resistono solo Schacmann e Van Aert e si intuisce che la vittoria sarà questione tra loro 3.

A un centimetro dalla vittoria

Si arriva all’ultimo km e inizia la consueta partita di poker giocata sui nervi dai 3 attaccanti. Rallentano, si studiano, si controllano si cambiano le posizioni. Il gruppo si avvicina come uno squalo affamato che vede in lontananza la sua preda, stizzito proprio da quell’incedere così fluttuante di chi sa che ha comunque già vinto. Il più scaltro è proprio il giovane inglese che riesce a mettersi alla ruota di Van Aert che ai -200 è costretto a partire da solo. La volata è lunghissima e dopo 200 km di corsa pesa nelle gambe.

Si arriva agli ultimi metri e Pidcock esce dalla scia di Van Aert e i 2 arrivano praticamente appaiati alla fine. Ci vorrà un lungo photofinish per dirimere il vincitore e incoronare Van Aert per appena un cm. Questione però che riguarda semplicemente l’albo d’oro perché oggi hanno vinto certamente entrambi. Arrivare così forti e così vicini in una gara così dura è una vittoria per tutto il ciclismo e soprattutto per le nuove generazioni che stanno rivoluzionando i canoni di questo sport e stravolgendo ogni canone.

Per il giovane Pidcock l’appuntamento con la storia è solo rimandato, sapremo a breve se di qualche giorno (nelle altre 2 gare del trittico) o di qualche mese. La sensazione è che siamo di fronte a un nuovo possibile campione. Menzione d’onore per il nostro Kristian Sbaragli buon settimo al traguardo. Adesso la saga continua con la Freccia Vallone 2021.

Uno sport che cambia

Il nuovo corridore è un atleta totale, colui che trova l’equilibrio in tutte le discipline, dalla cronometro, alla salita, alla volata e perfino al cross e alla MTB. Un’immagine nuova di questo sport che forse lo rende ancora più familiare a tutti gli appassionati.

Vincenzo Davide Catania

Vincenzo Davide Catania ha 35 anni e vive tra i ridenti colli di Bologna dove lavora come Chirurgo Pediatra presso l’Ospedale Sant’Orsola. Sposato con una donna meravigliosa che gli ha regalato 2 piccoli angeli, Giulia ed Emanuela. La passione per il ciclismo riemerge nei ricordi adolescenziali delle epiche imprese del Pirata, delle roboanti vittorie di Cipollini e Petacchi e delle imprese, nelle fredde terre del Nord, di Bartoli. Passista per natura e vocazione, nel poco tempo libero, spesso rubato al sonno alle prime luci dell’alba, coltiva la propria passione per la bici in una sfida costante con se stesso nella scoperta di nuovi e stimolanti percorsi che lo riportino ad un contatto puro con la natura delle montagne e del bosco.

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