L’assolo sloveno che infiamma le strade basche: trionfa Pogacar e vince Roglic

Se lo scorso ci è sembrato un anno irripetibile con la sfida tra gambe e nervi tra i 2  sloveni, il giovane principe Pogacar e il cannibale Roglic, beh quest’anno possiamo aspettarci di tutto. Sulle strade della terza tappa del giro dei Paesi Baschi i 2 corridori si sfidano a viso aperto. Si stuzzicano, si rincorrono, si accendono e si spengono quasi simultaneamente. Illudono il gruppo di poterli riprendere all’ultimo km ma c’è poco da fare. Quando questi 2 atleti decidono che è giunto il momento non ce n’è per nessuno. Al Tour 2020 la loro era stata una sfida inattesa giocata a distanza e culminata al confronto nella cronometro.

Quest’anno invece, complice anche un calendario apparentemente più normale, la loro sfida si sta consumando sulle strade a viso aperto a colpi di fioretto e fucilate in salita, ma sempre con grande grandissimo rispetto. La corsa si consuma come prevedibile negli ultimi km, dopo che la coraggiosa fuga di giornata con protagonista anche il coraggioso danese Honoré che sarà ripreso a 17 km dall’arrivo.

Finale con il fiato in gola

La vera corsa comincia proprio ai meno 15 dall’arrivo. L’ultimo tratto della corsa è segnato da due ascese brevi ma terribili con punte oltre il 20%. Panorama e pendenze (oltre che fondo stradale) più simili a corse del Nord. Ci si aspetta come ieri l’acuto di uno dei corridori di casa pronti a sfruttare la loro conoscenza di queste strade così impervie e imprevedibili. Invece, i 2 cannibali sloveni decidono che è giunto il momento di fare la voce grossa e di mettere in chiaro le gerarchie. In un’accesa sfida che inizia ai 2500 m dall’arrivo e su pendenze superiori al 15% si susseguono tra i 2 continui scatti e attacchi del giovane Pogacar cui risponde, spesso contrattaccando il leader della generale Roglic.

Gli altri, Landa, Yates e Valverde provano e in alcuni tratti riescono a resistere riportandosi sul duo di testa. Ai 500 m dall’arrivo però l’ultimo scatto del duo sloveno che fa il vuoto alle loro spalle. Arrivano in coppia con Tadej che precede Primoz e si aggiudica tappa e abbuono portandosi a 20 secondi dal connazionale. Roglic resta leader della classifica generale. Da segnalare una buona prova per Fabio Aru che chiude a 1 e 03 da Pogacar, insieme a un corridore di primo piano come Enric Mas e davanti a Richard Carapaz d Rafal Majka.

Mancano 3 tappe alla conclusione del giro dei Paesi Baschi e siamo sicuri che quella di ieri sia solo la prima di una lunga serie di sfide che vedremo per tutto l’anno tra due corridori che al momento sembrano parlare e pedalare un’altra lingua rispetto a tutti gli altri.

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Vincenzo Davide Catania

Vincenzo Davide Catania ha 35 anni e vive tra i ridenti colli di Bologna dove lavora come Chirurgo Pediatra presso l’Ospedale Sant’Orsola. Sposato con una donna meravigliosa che gli ha regalato 2 piccoli angeli, Giulia ed Emanuela. La passione per il ciclismo riemerge nei ricordi adolescenziali delle epiche imprese del Pirata, delle roboanti vittorie di Cipollini e Petacchi e delle imprese, nelle fredde terre del Nord, di Bartoli. Passista per natura e vocazione, nel poco tempo libero, spesso rubato al sonno alle prime luci dell’alba, coltiva la propria passione per la bici in una sfida costante con se stesso nella scoperta di nuovi e stimolanti percorsi che lo riportino ad un contatto puro con la natura delle montagne e del bosco.

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