Bici Pantani: ecco il capolavoro dell’artista che ha saputo ricrearla

Gli amanti di Marco Pantani, tutti coloro che come me si sono avvicinati a questo sport meraviglioso grazie alle sue gesta che resteranno ineguagliabili, hanno sempre impressa nella mente e nel cuore l’immagine di alcune sue biciclette. In questi giorni abbiamo potuto apprezzare un nuovo capolavoro di Cristina Biason, un’artista unica nel settore dell’aerografia applicata alle decorazioni su bici da corsa.

Cristina si è dedicata a ricreare l’estetica del gioiellino del 1998, il mitico modello Mega Pro, con cui l’amato Pirata ha conquistato Giro e Tour in quello splendido anno. Questa bici entrata nella nostra memoria in modo indelebile era stata progettata e costruita appositamente per lui. Il suo telaio in alluminio Dedacciai pesava appena 850 grammi. Una peso minimo realmente impensabile per l’epoca. Per altri una bici di quel peso sarebbe risultata anche pericolosa ma non per Marco, agevolato dalla sua leggerezza (non arrivava a 50 kg). Si trattava inoltre di una bici realizzata solo per la competizione, in quanto non poteva essere commercializzata perché con quelle speciali caratteristiche avrebbe avuto una durata molto limitata nel tempo.

Un’opera d’arte oggi replicabile

Quel design unico, tanto amato da Marco che disse proprio che quelli erano i suoi colori preferiti, oggi viene replicato da Cristina per alcuni appassionati amanti della Bici del Pirata. Non è difficile rendersi conto di quanto il suo lavoro sia incredibilmente accurato. Basta infatti confrontare le foto dell’originale con quelle relative allo straordinario lavoro di Crissart.

Bici Pantani: ecco il capolavoro dell'artista che ha saputo ricrearla

 

Le immagini parlano da sole e offrono un risultato a dir poco sensazionale. Il design unico all’epoca creato dalla Bianchi è oggi replicabile. Questo va a vantaggio di singoli ciclisti che possono decidere di omaggiare il Pirata, decorando in questo modo unico la propria bici. Ricordiamo che per l’occasione la Mercatone Uno aveva studiato una formula che prevedeva un mix di colore tra giallo, marrone e verde. Il risultato non piaceva però ai designer della Bianchi che la modificarono in questo modo. Si tratta di un modello davvero incredibilmente bello, anche per le storiche vittorie a cui Marco ha saputo legarlo.

 Una bici che resterà nella storia

Inutile dire quindi che questo telaio resterà sempre nella storia del ciclismo e nel cuore dei tifosi di Marco. La bici di Pantani inoltre era poi abbinata a due ruote a profilo alto, le primissime per l’epoca. Queste erano bellissime, avevano solo 12 raggi all’anteriore e 16 al posteriore. Erano ovviamente in alluminio e tra l’altro con il tempo si è capito che il profilo alto non paga in salita. Questo aspetto tecnico evidente però per Marco non era un problema, lui era semplicemente il più forte.

 

Nel riprodurre il design della bici di Pantani una delle maggiori difficoltà è quella legata alla forcella. Infatti trovare forcelle di dimensioni ridotte, come quella usata dal Pirata, è ormai difficilissimo. Inoltre in alcuni casi questa potrebbe anche non essere indicata a causa del peso da mantenere. Qua potete trovare tutti i contatti di Crissart e altre informazioni sul suo lavoro davvero unico. Ci sono pochi casi in cui la tecnica e l’accuratezza riescono a sposarsi alla perfezione con la vena artistica e questo va sicuramente a vantaggio di tutti i fan di Marco che possono così disporre della decorazione della mitica “bici di Pantani”.

DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel (poco) tempo libero.

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