L’intelligenza di Carapaz e l’umiltà di Froome alla Vuelta2020

Ieri la tappa della Vuelta ha saputo dare agli spettatori appassionati di ciclismo due nuove bellissime immagini. Impossibile non partire da Chris Froome che merita davvero un grande elogio alla sua umiltà. Diciamo la verità, per molti anni ha dato l’impressione di essere antipatico, persino un po’ presuntuoso. Con le sue celebri “frullate” ha vinto tanto e tutto. Però in tanti, sottoscritto compreso, abbiamo avuto il dubbio che dietro i suoi successi ci fosse il grande ruolo di una squadra fortissima.

Insomma veniva accusato di vincere solo grazie alla squadra, invece già al Giro d’Italia del 2018 aveva dimostrato che le cose non stavano così. Ieri però ha avuto il grande merito di mostrarsi sotto una nuova veste: l’umiltà. Una qualità che rende davvero grandi! Si è messo a disposizione della squadra, aiutando il compagno di squadra Carapaz. Un intervento molto utile, soprattutto dopo la caduta che aveva fatto attardare Amador. Froome si è speso per Richard Carapaz, capitano della Ineos. Potrebbe sembrare normale ma non lo è considerando che:

  • Froome è un grande campione con un palmares unico;
  • E’ ormai a fine stagione e dalla prossima correrà con una nuova squadra;
  • Non è assolutamente in forma.

Insomma tanto di cappello e complimenti a Froome per l’umiltà.

La grande intelligenza di Carapaz

Ieri i corridori hanno scalato l’Angliru, lo Zoncolan di Spagna, la salita più dura e più celebre, per intenderci. Nel tratto veramente durissimo, dove le pendenze superavano anche il 20% sono rimasti in sei. La maglia rossa era sulle spalle di Roglic. Con il passare dei chilometri Carapaz è scivolato in sesta posizione, dando a tutti l’impressione di essere in crisi. Per vari km si è trascinato in questa posizione, fino a quando non ha capito che era giunto il momento di sferrare l’attacco, superando Roglic.

Alla fine ha conquistato la maglia rossa per 8 piccoli secondi ma l’impressione è che non l’abbia conquistata solo con le gambe ma soprattutto con l’intelligenza. Carapaz probabilmente non aveva più gambe di Roglic ma facendo pensare di essere in difficoltà a fatto in modo che Roglic si rilassasse, per poi attaccare quando lo sloveno non aveva forza per replicare. Lo scatto di Carapaz si è però esaurito dopo poche centinaia di metri, segno evidente che anche lui non aveva più molto nelle gambe.

Chi avrebbe avuto fiato e gambe per seguirlo e forse anche staccarlo era Kus, gregario d’oro di Roglic. Ovviamente però dopo aver guardato il proprio capitano, nella speranza di poterlo inseguire, ha dovuto mettere da parte i propri sogni di gloria e lavorare duro per permettere a Roglic di limare il distacco. Alla fine Carapaz ha preso la maglia rossa e Roglic si è consolato con la consapevolezza di poterla recuperare martedì a cronometro. Con la realtà però che, mentre la vittoria di tappa è andata a Carthy, Carapaz quegli 8 secondi se li è presi tutti con l’intelligenza!

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DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel (poco) tempo libero.

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