Utilizzo di chetoni nel ciclismo: un fenomeno destinato all’incremento?

I chetoni possono entrare nel mondo del ciclismo?

Come Gazzetta del Ciclismo abbiamo deciso di interessarci dei chetoni, vista e considerata l’attenzione sempre maggiore che questa enorme fonte di energia sta ottenendo oggigiorno. Per molti anni abbiamo sentito parlare di diete chetogeniche, ovvero di un regime alimentare che costringe il nostro corpo ad andare in chetosi. Ciò significa, per dirlo in parole povere, bruciare i grassi per far fronte al fabbisogno energetico di una persona. I chetoni fanno quindi parte del nostro metabolismo fisiologico e possono risultare fondamentali anche nella pratica del ciclismo.

Come sappiamo i macro nutrienti di cui possiamo avvalerci si suddividono in tre categorie:

  • carboidrati;
  • grassi;
  • proteine;

I chetoni possono essere considerati, per certi versi, un quarto macro-nutriente in quanto ad energia fornita al nostro corpo. Con la differenza sostanziale che quando il nostro corpo, attraverso la chetosi, brucia grassi e non glucosio produce corpi chetonici. Sostenere però questo regime alimentare con la dieta è molto complesso, talvolta può presentare dei rischi e risulta sicuramente molto pesante dal punto di vista delle abitudini sociale ed alimentari. Ciò è particolarmente vero se si pensa al fatto che un regime alimentare chetogenico preveda per 7 giorni su 7 una dieta poverissima di carboidrati e l’immissione nel proprio corpo di livelli significativi di grassi.

Una novità sostanziale

Qui subentra la grande novità del momento, non è infatti un caso che in questo periodo si parli molto di chetoni anche nel ciclismo. Questi sono potenzialmente molto utili anche a chi percorre lunghe distanze in salita. Un’azienda Statunitense che da anni opera con impegno nel settore dell’integrazione alimentare, ha sviluppato e brevettato un sistema alternativo e innovativo per beneficiare della chetosi senza tutti gli sforzi elencati in precedenza. Questo argomento è così tornato fortemente alla ribalta e si pone inevitabilmente al centro della scena, coinvolgendo la comunità ciclistica. Questo è dovuto ad un nuovo sistema appena brevettato, che consente di utilizzare un chetone esogeno naturale, bioidentico a quello prodotto dal nostro corpo. Con questo metodo i cosiddetti Keto alimentano il nostro corpo, fornendo enorme energia fisica e mentale, come ben descritto nel video presente su questa pagina. Questo almeno è quanto assicurato dall’azienda che ha brevettato questo innovativo sistema.

Oltre all’apporto di grande energia utile per le uscite in bici, come vedremo in seguito, i chetoni apportano notevoli benefici su molti aspetti, come ad esempio:

  • perdita di grasso;
  • conservazione e cura del muscolo;
  • benefici sul nostro stato psicologico.

Questo nuovo integratore naturale consentirebbe quindi di ottenere, secondo i produttori, un beneficio enorme senza passare da un lungo percorso diversamente necessario al nostro corpo per entrare in chetosi. Per questa ragione il mondo del ciclismo si sta interrogando sull’efficacia di questo strumento e continueremo a seguire gli sviluppi di questo dibattito. Vediamo di chiarire dei intanto dei punti fondamentali.

I chetoni sono davvero naturali?

Se ci riferiamo a quelli appena ideati e brevettati la risposta è che sono bioidentici e biocompatibili con il nostro organismo. Sull’argomento è intervenuta anche Loredana Spiga, chirurgo vascolare, spiegando che questi sono quindi “naturali e non chimici“. Lei stessa afferma di aver riscontrato su molti pazienti una notevole dinamica cardiaca attraverso l’utilizzo dei chetoni esogeni. Spiga ha inoltre dichiarato che:

Lo stato di chetosi migliora lo stato fisico, riduce il peso corporeo, migliora l’energia e inevitabilmente migliora la qualità della vita“.

Al momento esiste un solo brevetto al mondo per chetoni naturali, ottenuti attraverso un prodotto bioidentico. Questa definizione non è assolutamente nuova, ed è esattamente quanto avviene da molti anni con l’assunzione di creatina, una sostanza ricreata in laboratorio, appunto in modo bioidentico. Ciò significa che è molto importante distinguere intanto questa produzione da tanti altri prodotti presenti sul mercato che vengono venduti come prodotti che favoriscono la chetosi. Questi nuovi prodotti invece sfruttano un sistema innovativo che immette, stando a quanto sostengono Pruvit e i primi utilizzatori di chetoni esogeni, direttamente il corpo in questa condizione di maggior disponibilità energetica.

I chetoni esogeni fanno male?

Il Dott. Catania si è occupato di questo argomento in modo molto esaustivo. Comunque al momento l’utilizzo di questo potente strumento sembra avere soltanto effetti positivi sul nostro corpo. Sulla questione è però intervenuta la dottoressa Andra Campitelli che ha spiegato che vi sono alcuni aspetti essenziali da prendere in considerazione quando si inizia questo trattamento. Per prima cosa i chetoni producono disidratazione, per cui è importante integrare l’utilizzo con abbondante idratazione e sali minerali.

In alcuni casi gli effetti collaterali presentati possono essere: senso di affaticamento, mal di testa o costipazione. In presenza di questi effetti è importante incrementare l’idratazione attraverso anche l’assunzione di calcio, magnesio e potassio. Possono verificarsi anche dei leggeri disturbi di digestione, dovuti al fatto che l’organismo potrebbe non essere abituato a gestire grassi buoni di questo tipo. In questo caso il consiglio della dottoressa è quello di ridurre il dosaggio di Keto e di integrare con sali minerali.

Comunque il consiglio dato dagli esperti del settore è quello di iniziare questo trattamento assumendo inizialmente mezza bustina, almeno per un breve periodo iniziale di assestamento. In ogni caso al momento le recensioni di coloro che stanno provando questo prodotto sono altamente positive e sono pochi i casi.

Cosa contengono i chetoni esogeni che possono essere utilizzati nel ciclismo?

Per valutare l’assunzione di un prodotto è sempre necessario considerare il suo contenuto. La decisione che ne scaturisce deve infatti sempre essere frutto di una decisione personale. I chetoni esogeni realizzati da Pruvit contengono:

  • Eritritolo, ovvero un poliolo naturale al 100% e prodotto in alimenti fermentati e nella frutta;
  • Acido citrico, presente naturalmente negli agrumi;
  • Rebaudiosido A, ovvero estratto naturale di stevia, un dolcificante naturale con moltissime proprietà benefiche;
  • Caffeina del te verde;
  • Vitamine B6 e B12;
  • Elaborazione del DNA, ovvero estratto da prodotti animali e vegetali come sardine, tuorlo d’uovo, salmone e noci;
  • Acido idrossibutirrato Bhb a Acido Idrossibutirrico che è sono sostanze chimiche acide solitamente prodotte dal nostro corpo e in questo caso estratte da piante, frutti, erbe e minerali;
  • Taurina ottenuta attraverso proteine animali.

Dall’analisi degli ingredienti è quindi evidente l’impegno di questo produttore nel ricreare un prodotto totalmente naturale, ovvero bioidentico a quello realizzato dal nostro corpo.

Guarda il video e scopri il costo dei Chetoni!

DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel (poco) tempo libero.

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