Mentre il mondo del ciclismo continua ad interrogarsi sull’utilizzo dei chetoni, con alcune squadre professionistiche che hanno già intrapreso questo percorso, la comunità dei ciclisti amatoriali appare fortemente divisa. In particolar modo l’orizzonte dei ciclo-amatori sembra spaccato a metà. Da una parte vi sono coloro che vogliono provare questo nuovo integratore, dall’altra coloro che tendono a demonizzarlo.

Come Gazzetta del Ciclismo non vogliamo prendere una posizione in merito. Prima di tutto perché non siamo dei medici e abbiamo degli obblighi morali e deontologici da mantenere come organo di informazione. Detto ciò è ovvio che abbiamo una nostra opinione in merito e desideriamo che chi desidera acquistare questo prodotto possa trovare in noi un canale informativo e di ordinazione attraverso l’apposito portale. In precedenza abbiamo già riportato l’impressione di alcuni medici in merito. Oggi vogliamo soffermarci su un’informazione essenziale.

Qual’è la differenza tra chetoni esogeni ed endogeni?

Come il termine stesso indica, “endo” significa che provengono dall’interno, mentre “eso” significa che arrivano da fuori. Quelli endogeni infatti vengono prodotti dal nostro fegato, in seguito ad un regime alimentare molto rigoroso. L’utilizzo dei chetoni di tipo endogeno prevedono una trasformazione che avviene bruciando grassi e trasformando parte di questi in chetoni.

I chetoni esogeni, ovvero introdotti in aggiunta nel nostro corpo, permettono agli utilizzatori di entrare in uno stato di chetosi in modo affidabile e ripetitivo. Questo strumento è particolarmente utile per tutti coloro che vogliono provare i benefici della chetosi, ben spiegati dal nutrizionista Maurizio Tommasini, senza però dover mantenere a lungo questo difficile regime alimentare per entrare in chetosi. I chetoni esogeni presentano fondamentalmente quattro grandi vantaggi:

  • favoriscono un calo dell’appetito;
  • apportano grandi quantità di energia;
  • facilitano e velocizzano il dimagrimento;
  • aiutano a raggiungere alti livelli di attenzione e di concentrazione.

La perdita di grasso attraverso i chetoni esogesi, definiti anche chetone brucia grassi o lampone chetone, avviene perché questo strumento aumenta la combustione dei grassi. Oltre a questo, anche l’aumento della massa muscolare permette di perdere peso.

Come vengono ottenuti i chetoni esogeni?

Abbiamo visto che per definizione i chetoni esogeni hanno il significato di essere introdotti nel nostro corpo. Come avviene questo? Nel mondo esiste una sola azienda che ha saputo far fermentare i chetoni in modo naturale, facendoli così divenire bioidentici. Questi chetoni, chiamati Keto Nat, sono il risultato di un lungo lavoro di ricerca. Si basano quindi su un processo di sviluppo effettivo dei chetoni con la fermentazione naturale. Sono ottenuti ovvero in modo da riprodurre un processo esattamente identico a quello che avviene all’interno del nostro corpo. Possiamo dire che esiste un’unica azienda che ha ottenuto questo risultato, in quanto ha un unico brevetto al mondo.

Quale apporto può dare un chetone esogeno?

Questo integratore permette al nostro corpo di entrare in chetosi, ovvero di bruciare grassi e non più zuccheri e carboidrati. Per essere mantenuto, questo stato avrà poi ovviamente di essere coadiuvato anche da un sano regime dietetico povero di carboidrati. In ogni caso grazie a questi integratori il regime alimentare non dovrà essere così rigoroso e inflessibile come avveniva nella dieta chetogenica.

In conclusione quindi è importante distinguere tra chetoni esogeni e chetoni endogeni. I primi sono un aiuto per entrare facilmente in chetosi e usufruire di tutti i benefici che ne derivano. Non possiamo però, lo ribadiamo non essendo medici, escludere effetti collaterali o controindicazioni. Resta però il fatto che al momento la comunità scientifica appare fortemente orientata a favore di questi prodotti e che altri prodotti bioidentici, come ad esempio la creatina, vengono assunti con regolarità da molti anni.

Di DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel (poco) tempo libero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 Gazzetta del Ciclismo partecipa al programma associati di Amazon Services LLC e di altri store. Potrebbe ricevere una commissione sugli acquisti effettuati tramite i link presenti sul sito.