Colnago: fine di un’era, la proprietà passa agli arabi

Colnago, storico costruttore di bici da corsa milanese, fino a ieri fiore all’occhiello della produzione italiana, ha venduto la propria azienda ad un fondo arabo. La Colnago ha fatto la storia del nostro ciclismo, essendo capace di creare una forte appartenenza ad un marchio che i tantissimi ciclisti “colnaghisti” non hanno mai abbandonato. La maggioranza delle quote aziendali è passata ad un fondo di Abu Dhabi, a Colnago resta un piccola quota minoritaria e simbolica.

Ernesto Colnago per oltre 60 anni è stato capace di produrre biciclette di altissima qualità, riuscendo sempre a sperimentare con successo soluzioni d’avanguardia. A lui dobbiamo l’invenzione della Bici in Carbonio, oggi utilizzata dalla stragrande maggioranza dei ciclisti. Grazie anche a questa sua intuizione geniale Franco Ballerini vinse la Parigi-Roubaix nel 1995. L’uomo che è stato prima meccanico ma soprattutto amico di Fiorenzo Magni e di Giorgio Squinzi, ha giocato un ruolo di primo piano anche nella Mapei. Una squadra che non ha certo bisogno di presentazioni.

Una storia segnata anche dai grandi campioni

Tre i grandissimi campioni che più di tutti gli altri hanno legato i propri nomi a quelli delle Bici Colnago: Eddy Merckx che ebbe da Colnago una bici che pesava appena 7 kg con cui centrò il record dell’ora di Città del Messico del 1972; Beppe Saronni che divenne poi anche team manager della Mapei e Paolo Bettini che vinse l’oro olimpico e due mondiali. Ma la bici contrassegnata da l’asso di fiori, simbolo di Colnago è stata anche recentemente di Fabio Aru e soprattutto di milioni di appassionati in tutto il mondo.

Colnago resterà per sempre nella storia del Ciclismo. Non sappiamo cosa lo abbia portato a vendere ma sicuramente oggi non è facile fronteggiare la pesantezza del mercato internazionale. L’azienda era stata aperta nel 1954 e da allora ogni mattina Ernesto Colnago faceva visita ai suoi lavoratori nella fabbrica di Cambiago. Chi ama il ciclismo non può che unirsi ad un sentito grazie di cuore per questo uomo che resterà per sempre un innovatore in grado di anticipare i tempi. Agli arabi tocca la dura responsabilità di continuare a mantenere alto il nome di un marchio storico che non ha mai temuto l’incedere del tempo.

DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel (poco) tempo libero.

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