Critérium du Dauphiné 2023: inizia l’avvicinamento al Tour

E’ passata appena una settimana dal termine del Giro d’Italia, con le gesta di Primoz Roglic che sono ancora nella nostra mente. Ora però è giunto il momento di voltare pagina. Domani, 4 giugno, inizierà il Critérium du Dauphiné, prestigiosa corsa a tappe francese che molti big usano come banco di prova in vista del Tour. Andiamo quindi ad analizzare il percorso, che parte da Chambon-sur-Lac e arriva a La Bastille – Grenoble Alpes Métropole, e i partecipanti.

Criterium du Dauphiné 2023: il percorso

Saranno 8 le tappe della corsa che si svolge nella regione del Delfinato, e ci saranno occasioni per corridori di ogni caratteristica. Le prime due tappe sono caratterizzate da tante salite brevi che favoriranno uomini da classiche; difficile ipotizzare uno sprint di gruppo, con i pretendenti alla vittoria finale che potrebbero già fare le prime mosse. La tappa più tranquilla è la terza, di 191 km, che quasi sicuramente si deciderà allo sprint, con arrivo a Monistrol sur Loire Le Coteau. La quarta tappa, la cronometro di 31 km di Belmont de la Loire, è uno dgli snodi cruciali del Critérium du Dauphiné: infatti potrebbero essere molti i non specialisti a perdere tanto tempo dai ciclisti più adatti a questo genere di prove. La quinta tappa, con arrivo a Salins les Bains, presenta ancora un finale molto nervoso, con tanti saliscendi che favoriranno gli scattisti.

A chiudere questo Critérium du Dauphiné, ci sono le ultime tre tappe, che vedranno protagonisti gli uomini di classifica. La 6° non vede salite impossibili, ma negli ultimi 30 km, prima dell’arrivo a Crest Volland, non c’è mai pianura. La 7° tappa è quella regina, con Col de La Madeleine e Col du Mollard prima del traguardo sul Col de la Croix de Fer. Poi l’ultima tappa, con Col du Granier, Col du Cucheron e Col de la Porte prima del durissimo muro di La Bastille – Grenoble Alpes Métropole. Chi, al termine di questo trittico finale, indosserà la maglia gialla potrà festeggiare la vittoria.

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Gli uomini da tenere d’occhio nel Delfinato

L’uomo più atteso al Critérium du Dauphiné è sicuramente il vincitore dell’ultimo Tour de France, Jonas Vingegaard. Il danese questa stagione ha già vinto Gran Camino e Giro dei Paesi Baschi, oltre ad aver terminato in 3° posizione la Parigi – Nizza. Il calabrone è lo scalatore più forte al mondo insieme a Pogacar, ed è è anche un ottimo cronoman, perciò i 31 km contro il tempo di questo Delfinato potrebbero avvantaggiarlo rispetto a molti suoi avversari. Per quanto riguarda i padroni di casa, l’uomo di punta è Gaudu, 4° all’ultimo Tour, con Martin, Latour e il giovanissimo Martinez che ambiscono a una top 10. Altri uomini da seguire sono O’Connor, Haig, Landa, Kruiswijk, Bernal, Daniel Martinez, Carlos Rodriguez, Carapaz, Chaves, Hindley, Buchmann, Meintjes, Mas, Jorgenson, Lopez, Ciccone, Adam Yates, Tobias Johannessen, Poole e Onley,

Tanti saranno anche i cacciatori di tappe del Critérium du Dauphiné. Da citare il due volte campione del mondo Alaphilippe, Laporte, il campione olimpico Greg Van Avermaet, i giovani inglesi Fred Wright ed Ethan Hayter, Bagioli, Cavagna, Bjerg, Benjamin Thomas e Durbridge. I velocisti da tenere d’occhio sono Groenewegen, Sam Bennett, Trentin e Boasson Hagen. Gli italiani con più possibilità di fare bene nel delfinato sono i già citati Bagioli, Trentin e Ciccone. Non sono molti, anche perché quasi tutti i big del Bel Paese sono reduci dalle fatiche del Giro.

In conclusione, il Critérium du Dauphiné è sicuramente una corsa da non perdere, con tanti campioni al via e un percorso molto interessante. E poi c’è l’aspetto più importante: spesso chi fa bene in questa corsa fa bene al Tour. Basti pensare che Wiggins, Froome e Geraint Thomas negli ultimi anni undici anni sono riusciti nella doppietta 4 volte.

Cesare Fabrizi

Ha 27 anni, ha studiato all’Accademia d’arte di scrittura e storytelling e sogna di pubblicare un fumetto da lui sceneggiato. Si è innamorato del ciclismo durante la terza tappa del Giro d’Italia del 2004, vinta da Damiano Cunego. Quel giorno decise che da grande avrebbe fatto il ciclista, purtroppo non è andata così e si consola con il tennis. Da allora non si è perso un Giro d’Italia e un Tour de France, e questo spiega la sua predilezione per i cronoman e gli scalatori come Wiggins, Contador e Pogacar.

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