Due amici e un tandem: la storia di Daniele e Graziano

Questa è la storia di due amici accomunati dalla passione per uno sport, il ciclismo e da una particolare bicicletta con cui praticarlo, il tandem, un mezzo capace di portarli lontano e di far vivere loro esperienze uniche e indimenticabili. La guida si chiama Daniele Riccardo, abita a Locate Varesino, ha praticato ciclismo fin da bambino militando nelle categorie giovanili fino ai dilettanti e poi come amatore, finché è diventato guida per non vedenti entrando a far parte della Nazionale Italiana Paralimpica nella disciplina del tandem. Graziano Gallusi è un atleta non vedente, vive a Luzzara in provincia di Reggio Emilia, anche lui appassionato di ciclismo che segue e pratica ormai da tanti anni grazie al supporto di Daniele.

Insieme, i due ragazzi hanno compiuto imprese incredibili in sella al loro tandem, una bicicletta che necessita grande sintonia e simbiosi con il proprio compagno di viaggio. Daniele ci ha voluto raccontare la loro storia, le loro imprese, i viaggi e i progetti futuri.

Come vi siete conosciuti tu e Graziano e come è nata in voi l’idea di fare viaggi insieme in tandem?

Io e Graziano ci siamo conosciuti nel 2007. Prima di allora facevo da guida ad un altro ragazzo non vedente che abita a Brescia mentre Graziano andava in bicicletta con un’altra guida. Nel 2018 abbiamo partecipato in tandem al Fiandre Varesino (ndr una Randonnée che ogni anno viene organizzata nella Provincia di Varese), che quell’anno partiva da Cardano al Campo. Un’edizione particolare perché fu funestata dalla pioggia, tanto che molte persone decisero di non partire, ma io e Graziano eravamo determinati a farla in tandem e così è stato.

Ad oggi sei una delle guide per ipovedenti più competenti e conosciute in Italia, quando è nata in te l’idea di fare questo tipo di attività in bici?

Ho iniziato a correre in bicicletta a otto anni e ho fatto tutte le categorie giovanili fino ai dilettanti e ho corso anche a livello amatoriale vincendo parecchie gare. A un certo punto mi sono stufato di questo ambiente, che non mi dava più quello di cui sentivo la necessità, nonostante la mia passione per la bicicletta non fosse mai finita. Nel 2006 un mio amico mi ha chiesto di accompagnare in tandem un ragazzo ipovedente ai Campionati Italiani su pista che si correvano a Varese. Ho incominciato così. Dopodiché sono stato convocato diverse volte dal ct della Nazionale partecipando a due Mondiali su pista e alla Coppa del Mondo e ho vinto delle prove di Coppa Europa. Ho deciso di non fare più gare amatoriali perché ho capito che è un ambiente troppo competitivo, per alcuni è quasi un secondo lavoro e non mi divertiva più fare quel tipo di gare. Ho quindi deciso di dedicarmi a un ciclismo diverso, fatto comunque di impegno, fatica e sacrificio ma in tandem, come guida, per comunicare alla gente che è possibile trasformare una cosa da impossibile a possibile, nel mio caso far vivere a un ragazzo non vedente esperienze che da solo non potrebbe fare e che alla fine sono un arricchimento anche per me.

Cosa provi nell’accompagnare una persona non vedente? Come fai a trasmettergli la bellezza di ciò che vedi quando pedalate?

Ogni volta che accompagno Graziano provo una grande emozione nel raccontargli ogni minimo dettaglio, dalla A alla Z, anche il più piccolo che potrebbe sembrare insignificante ma utile per farlo immaginare cosa stiamo vivendo in quel momento. Attraverso le mie parole cerco di trasmettergli quelle emozioni che da solo non potrebbe provare. Questo è possibile farlo quando siamo in allenamento e andiamo ad andatura tranquilla, mentre quando siamo in velodromo non c’è tempo di parlare e spesso è lui che mi sprona perché riesce a contare i giri e sa esattamente a quanto siamo e quanto ci manca.

Tu e Graziano avete incominciato a pedalare in tandem nei luoghi vicino casa per spingervi sempre più lontano…

Sì, dopo l’esperienza del Fiandre Varesino ho detto a Graziano: “Perché non facciamo il Fiandre vero?”. Ed è così che nell’aprile del 2019 mi sono informato su come realizzare questa impresa, anche se farla subito sarebbe stato troppo complicato a livello organizzativo, così ci siamo preparati per il 2020, ma come tutti sappiamo quello è stato l’anno del Covid. Saremmo dovuti partire proprio ad aprile 2020, ma per via della pandemia abbiamo dovuto rimandare.

La vostra quindi è stata una partenza un po’ con i freni tirati, per via di eventi esterni e non programmabili…

Però non ci siamo persi d’animo e abbiamo riprogrammato tutto e pensato a come poter migliorare il tandem con cui avremmo fatto l’impresa. A novembre del 2020 però ho avuto il Covid che mi ha costretto a stare chiuso in casa per tre settimane e così tutto è stato di nuovo messo in discussione. In questo lungo periodo relegato tra le mura di casa mi è venuto in mente di fare con Graziano un Everesting.

Quindi a novembre 2020 avete messo da parte per un attimo l’idea di andare in Belgio, giusto?

Sì, perché nel frattempo ho proposto a Graziano l’iniziativa dell’Everesting. Lui non conosceva di cosa si trattasse allora gli ho detto che semplicemente bisognava percorrere una salita un certo numero di volte fino a raggiungere il dislivello positivo del monte Everest, cioè 8849 metri.

Qual è stata la prima risposta di Graziano?

Graziano si è mostrato subito entusiasta e non ha esitato a dire di sì e così abbiamo incominciato a ripianificare tutto, questa volta per giugno 2021.

Voi siete i primi e per ora gli unici al mondo ad aver realizzato un Everesting in tandem. Come è stata questa esperienza?

All’inizio volevamo farlo sullo Stelvio, poi abbiamo deciso di “scalare l’Everest” sulla salita del Campo dei Fiori a Varese, un monte molto noto in tutta la provincia, che offre moltissimi percorsi sia a piedi per gli escursionisti che per gli appassionati della bicicletta con i suoi 9,3 km di salita e 718 metri di dislivello. È la salita regina per tutti i ciclisti della zona e non solo. Così abbiamo deciso di partire il 25 giugno 2021 alle ore 20, per compiere 14 scalate di questa salita, mettendoci alla fine quasi 25 ore e mezza. Vince Team, uno sponsor di Busto Arsizio, ci ha dato supportato con l’integrazione. Abbiamo terminato l’impresa il 26 giugno alle 21.30.

Bestseller n. 1
Segnalibro Amicizia Regalo Particolare Metallo con Stella Segnalibro Frasi Marcatori di Pagina Regalo Amici per Laurea Compleanno Studenti
  • ↬Il pacchetto include: 1 pezzo segnalibro metallo scritta frase amicizia italiano con scatola.
  • ↬Dimensione di segnalibro: circa 2.6*13cm. La lunghezza della catena con piuma è circa 10.7cm.
  • ↬Materiale: il nostro segnalibro è realizzato in metallo, che è resistente e non facile da sbiadire, con colore argento brillante.
  • ↬Design unico: questo segnalibro con scritta frasi amici, non solo può essere applicato come segno, ma può anche decorare il tuo libro, adatto a chi ama le letture o studenti che vanno a scuola.
  • ↬Ottimo regalo: segnalibro può essere posizionato in diversi luoghi che ti motivano a essere in buone condizioni, quindi è un regalo ideale per amici, alunni, laureati, studenti e inseganti durante la festa di laurea, compleanno.
Bestseller n. 2
Regina di Fiori - Lattina di Tisane dell'Amicizia (12 filtri assortiti da 3gr)
  • Tris di tisane per momenti in magica compagnia.
  • Mago Merlino: Tisana dopopasto con liquirizia, anice e finocchio.
  • Genio della Lampada: Tisana dei desideri con limone e zenzero.
  • Fata Turchina: Tisana degli incantesimi con foglie di mora, ortica e mate.
  • 12 filtri in totale.

Qual è stata la cosa più emozionante di questa esperienza?

La cosa più emozionante è stata descrivere a Graziano l’alba vista dal Campo dei Fiori.

E il momento più difficile che avete dovuto affrontare?

Il momento più difficile è stato durante la decima salita in cui io non ce la facevo più, ero sfinito fisicamente ma soprattutto mentalmente, però piano piano la crisi è passata e siamo riusciti a concludere la prova. Un altro momento difficile è stato durante la penultima discesa, quando abbiamo rotto i freni. In quel momento non abbiamo minimamente pensato di mollare, ma Graziano mi ha detto di mettere i piedi a terra per frenare perché dovevamo andare su di nuovo e finire con l’ultima ascesa. Alla fine ce l’abbiamo fatta e tutta la fatica è stata ricompensata e per noi è stata una grandissima emozione e soddisfazione.

Ripensando all’Everesting, come avete gestito tutte quelle ore in sella? Di che cosa avete parlato?

Abbiamo parlato di un po’ di tutto. Io gli descrivevo quello che vedevo, dalla strada al paesaggio, alla natura in cui eravamo immersi… Poi in realtà per gestire il tempo è stato fondamentale raccontarci qualunque cosa, anche che non c’entrava con il ciclismo, per non pensare alla fatica e far passare i chilometri.

 Quali altre imprese avete compiuto dopo l’Everesting?

Nel 2021 abbiamo fatto la Duomo-Stelvio. Nel 2022 finalmente siamo andati in Belgio per fare la Randonnée del Giro delle Fiandre, percorso medio di 180 km impiegandoci otto ore e mezza. Due settimane dopo, il 16 aprile 2022, abbiamo partecipato alla Randonnée della Parigi-Roubaix e nel 2023 a quella dell’Amstel Gold Race, un’altra bellissima esperienza.

Raccontaci della vostra Parigi-Roubaix…

In questa occasione, come succede ogni volta che facciamo viaggi insieme in tandem, raccontavo a Graziano quello che vedevamo e ciò a cui andavamo incontro chilometro dopo chilometro. A un certo punto, però, sono andato in crisi e pur seguendo tutte le frecce non mi ritrovavo più tra i diversi settori di pavé. In quel momento è stato proprio Graziano a rimettermi sulla dritta via e confortarmi, perché mi chiede: “A che settore siamo?” E io rispondo: “Dovremmo essere all’8° settore.” E lui: “Benissimo, allora tra poco alla tua destra vedrai un mulino, quello è il Mulin de Vertain”. La cosa più impressionante è che aveva ragione, era proprio lì nel punto preciso che mi aveva detto, pur non vedendolo. Graziano sapeva ogni particolarità del percorso, ogni buca, ogni svolta, ogni metro di quella corsa perché se l’era sentita tantissime volte alla televisione e si era studiato attentamente il percorso. Nella foresta di Arenberg, quando ero sfinito dalle forti vibrazioni del pavé, era Graziano a guidarmi, con la sua voce calma e sicura: sapeva precisamente dove eravamo e come gestire la situazione. Questa sua sicurezza ha dato anche a me la forza per andare avanti.

Ma un’altra impresa è alle porte… Di che cosa si tratta?

Il 12 ottobre 2024 alle ore 13 io e Graziano proveremo a realizzare il Primato dell’Ora in tandem al velodromo Vigorelli di Milano.  Aver scelto un luogo come il Vigorelli per noi è molto significativo perché questo velodromo rappresenta la storia del ciclismo su pista e portare un tandem da pista proprio lì significa realizzare qualcosa di veramente memorabile. Quel giorno si correrà il Giro di Lombardia e sarà un’occasione per coinvolgere la gente che si riunirà tra Milano, Bergamo e Como per seguire la corsa dei professionisti e noi speriamo di coinvolgere molte persone per sostenerci e fare il tifo per noi.

Come vi state preparando a questo appuntamento?

Dato che abitiamo lontano, ci alleniamo prevalentemente in autonomia, come è accaduto per l’Everesting e per gli altri eventi a cui abbiamo partecipato. Però faremo anche delle prove insieme dove collauderemo il tandem in alluminio realizzato appositamente per la pista. Faremo alcune prove al velodromo Vigorelli, in quello di Busto Garolfo, dove svolgeremo delle dimostrazioni di inseguimento e parteciperemo anche alla 6 Giorni delle Rose. Abbiamo realizzato una raccolta fondi su gofundme per cercare di raggiungere la cifra di 12.000 euro per ottenere il Primato dell’Ora, si tratta di una bella impresa che richiede molte risorse anche economiche, ma sono sicuro che insieme al sostegno di tutti ce la faremo.

Tu e Graziano avete un altro sogno nel cassetto da realizzare in tandem?

Sì, un sogno c’è e non è neanche tanto lontano. L’idea è quella di fare un viaggio il prossimo anno, ovviamente sempre con il tandem, due settimane prima della Parigi-Roubaix, partendo dal velodromo Vigorelli di Milano con arrivo al velodromo di Roubaix. Sono all’incirca 900 km e con la giusta organizzazione è un’impresa fattibile.

Il motivo di questa idea?

Perché i due velodromi per noi rappresentano la storia del ciclismo. Io e Graziano siamo in due, ma il mezzo con cui andremo è uno (il tandem) e ciò che ci unisce è la proprio la passione per questo meraviglioso sport.

Qual è l’insegnamento di vita più grande che ti ha trasmesso Graziano con la sua forza?

Sicuramente è il coraggio di non mollare mai, perché in tutte le situazioni difficili che abbiamo affrontato ha avuto sempre quella parola in grado di confortarmi e di credere sempre di poter arrivare fino in fondo: dalle insidie della Roubaix, alle mille curve dell’Amstel fino all’Everesting.

Da questa chiacchierata emerge quanto il ciclismo sia, talvolta inaspettatamente, uno sport che unisce persone così diverse ma che sono accomunate da un’unica grande passione e come l’aiuto e il sostegno reciproco siano fondamentali per affrontare situazioni impreviste che si incontrano lungo il percorso, un po’ come nella vita.

A volte ciò che ci sembra impossibile da realizzare, con impegno, coraggio e determinazione possiamo trasformarlo in possibile, talvolta contando su poche e semplici cose, come il tandem per Daniele e Graziano.

Letizia Nepomuceno

25 anni di Varese, aspirante giornalista e appassionata di ciclismo. Laureata in Lettere Moderne, pratica ciclismo a livello amatoriale. Le salite sono il suo habitat naturale e la scrittura è la sua grande passione insieme al ciclismo. Le piace raccontare il ciclismo femminile per promuovere un mondo in continua evoluzione e diffusione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *