Giro del Delfinato 2024: Roglic è (quasi) pronto per il Tour, Evenepoel no

Domenica il Giro del Delfinato 2024 si è concluso. La vittoria della prestigiosa corsa a tappe francese va a Primoz Roglic, che arriverà al Tour de France con il vento in poppa e il morale a mille.

Giro del Delfinato 2024: Roglic perfetto tranne nell’ultima tappa

Il fuoriclasse sloveno è stato l’autentico mattatore del Giro del Delfinato 2024. Nonostante le (solite) cadute, ben due, il capitano della BORA-hansgrohe ha disputato un’ottima cronometro, chiusa al terzo posto, per poi scatenarsi nei due arrivi in salita di Le Collet d’Allevard e di Samoens 1600, in cui il campione olimpico ha sciorinato la solita perfetta gestione tattica finalizzata da due volate vincenti. Meno performante è stato però Rogla sulla salita conclusiva dell’ultima frazione, Plateau des Glières. Sull’ultima asperità Roglic è andato in difficoltà, difendendo per soli 8″ il primato. Se vorrà vincere la Grande Boucle, defaillance del genere non saranno ammesse.

Evenepoel in ritardo di condizione, bene Jorgenson, Gee e Carlos Rodriguez

Se il vincitore del Giro d’Italia 2023 può essere molto soddisfatto della sua 8 giorni nel Delfinato, lo stesso non si può dire per Remco Evenepoel. Il due volte campione del mondo ha sì vinto la cronometro di Neulise, ma ha pagato dazio in tutti e tre gli arrivi in salita del Giro del Delfinato 2024. Il belga ha concluso con un deludente settimo posto in classifica generale, denotando un ritardo di condizione e qualche chilo di troppo. Inoltre, il capitano della Quick-Step ha evidenziato l’annoso problema di andare in crisi non appena nel gruppo dei migliori ci sia un cambio di ritmo.

A completare il podio del Giro del Delfinato 2024 ci sono Matteo Jorgenson e il sorprendente Derek Gee, che ha trionfato a Les Estables. Bene anche Carlos Rodriguez, 4° nella generale e capace di imporsi nell’ultima frazione, quella del Plateau des Glières. Straordinario nel ruolo di ultimo uomo di Roglic Aleksandar Vlasov. Il russo ha apparecchiato perfettamente le due vittorie del suo capitano ed è riuscito a curare la classifica, con un buonissimo sesto posto. Capitolo italiani: molto bene Giulio Ciccone, più volte vicino alla vittoria parziale e ottavo nella classifica generale. Bravo anche Lorenzo Fortunato, che porta a casa la maglia a pois di miglior scalatore.

Cesare Fabrizi

Ha 27 anni, ha studiato all’Accademia d’arte di scrittura e storytelling e sogna di pubblicare un fumetto da lui sceneggiato. Si è innamorato del ciclismo durante la terza tappa del Giro d’Italia del 2004, vinta da Damiano Cunego. Quel giorno decise che da grande avrebbe fatto il ciclista, purtroppo non è andata così e si consola con il tennis. Da allora non si è perso un Giro d’Italia e un Tour de France, e questo spiega la sua predilezione per i cronoman e gli scalatori come Wiggins, Contador e Pogacar.

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