Giro di Svizzera; vince Skjelmose ma il pensiero va a Mäder

Mattias Skjelmose, ciclista danese classe 2000, vince il Giro di Svizzera 2023. Una corsa divertente, avvincente, con tante azioni di alto livello e tappe spettacolari, ma di cui si ricorderà solo per la morte di Gino Mäder.

Gino non doveva morire

È inutile girarci attorno: si ricorderà di questo Giro di Svizzera solo e unicamente per la morte di Gino Mäder. So che quello che sto per dire è una banalità, ma il corridore svizzero non doveva morire. Non doveva avvenire perché la discesa dell’Albulapass non doveva essere effettuata. La direzione di corsa doveva saperlo che quella discesa, piena di tornanti e in cui si superavano i 100 km/h, era pericolosa. Inoltre, per come era stata disegnata la tappa, aveva molto più senso collocare il traguardo in cima all’Albulapass ed evitare i successivi 10 km di discesa, non solo pericolosi ma anche poco utili ai fini della classifica generale.

La mia domanda è: possibile che il tanto chiacchierato sindacato dei ciclisti non sia intervenuto per tutelare questi ultimi? Già al Giro d’Italia si era arrivati a un compromesso sciocco nella tappa di Crans-Montana, in cui la pericolosa discesa della Croix de Coeur non fu eliminata. Al Giro è andata bene, ma a furia di affrontare discese così pericolose è ovvio che prima o poi la tragedia avvenga.

Giro di Svizzera: i promossi

Sono stati tre i corridori che hanno rubato la scena al Giro di Svizzera: Mattias Skjelmose, Juan Ayuso, Remco Evenepoel. Tutti e tre hanno vinto almeno una tappa, Ayuso addirittura due. Il danese, lo spagnolo e l’austriaco Felix Gall sono stati i più forti in salita, spartendosi equamente le tre tappe alpine. Evenepoel invece in salita ha fatto più fatica, ed è salito sul podio finale (3°) grazie alle due cronometro. Da sottolineare però la vittoria del campione del mondo nella penultima tappa, con dedica a Mäder. Va detto che il giovane belga rientrava in gara dopo il ritiro causa Covid al Giro. Probabilmente Remco non disputerà il Tour e si concentrerà sui mondiali e sulla Vuelta.

Molto bene Skjelmose. Il danese è stato molto regolare sia in salita, dove ha trionfato a Villars-sur-Ollon, sia nelle due cronometro, che ha concluso al 6° e al 3° posto. Grazie a questi risultati il corridore della Trek Segafredo ha trionfato nella classifica generale del Giro di Svizzera. Skjelmose sarà uno degli outsider a cui fare maggiore attenzione al Tour, grazie alle sue doti di passista-scalatore. Ayuso invece, vincitore della tappa dell’Albulapass e dell’ultima cronometro, si conferma un uomo che in un futuro prossimo potrebbe fare molto bene nei Grandi Giri. Non sappiamo se parteciperà al Tour, ma le sue doti di scalatore e di cronoman lo rendono uno dei giovani di maggior talento.

Giro di Svizzera i bocciati

Per quanto riguarda Felix Gall il discorso è complesso: l’austriaco ha dimostrato di essere uno scalatore formidabile, vincendo a Leukerbad, ma di essere anche fermo a cronometro. Con un handicap così marcato, sarà difficile per lui vincere un Grande Giro in futuro. Infatti, nonostante in salita sia stato il migliore insieme a Skjelmose e ad Ayuso, ha terminato il Giro di Svizzera all’ottavo posto. Un obiettivo per lui, al Tour de France, potrebbe essere una vittoria di tappa e magari la maglia a pois di miglior scalatore.

Male anche Bardet, che più volte ha provato a fare la differenza in salita ma che non ha mai staccato i suoi avversari. Per quanto riguarda i cacciatori di tappe presenti a questo Giro di Svizzera, rimandato Wout Van Aert, che vince sì la classifica a punti ma non riesce a vincere neanche una tappa, nonostante le tante occasioni che presentava il percorso. Bocciatura piena invece per Tom Pidcock, che ha disputato un Giro di Svizzera anonimo. Stesso discorso anche per Peter Sagan, lontano dalla condizione migliore.

Cesare Fabrizi

Ha 27 anni, ha studiato all’Accademia d’arte di scrittura e storytelling e sogna di pubblicare un fumetto da lui sceneggiato. Si è innamorato del ciclismo durante la terza tappa del Giro d’Italia del 2004, vinta da Damiano Cunego. Quel giorno decise che da grande avrebbe fatto il ciclista, purtroppo non è andata così e si consola con il tennis. Da allora non si è perso un Giro d’Italia e un Tour de France, e questo spiega la sua predilezione per i cronoman e gli scalatori come Wiggins, Contador e Pogacar.

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