Giro d’Italia: Ad Almeida il Monte Bondone, a Thomas la maglia rosa

Finalmente, dopo15 tappe soporifere, il Giro s’è desto. Arrivati in dirittura d’arrivo, i big non hanno avuto paura del Monte Bondone e si sono dati battaglia. La vittoria va a Joao Almeida, che regola in volata Geraint Thomas, che torna maglia rosa con 18″ sul portoghese. Male Primoz Roglic, che concede 25″ al duo di testa e ora è terzo a 29″ da Thomas.

Il Monte Bondone fa gola a molti

Quella di oggi era una delle tappe chiave del Giro, e non solo in ottica maglia rosa. Infatti, oltre al Bondone, oggi c’erano tanti GPM preziosi per la classifica della maglia azzurra degli scalatori. A fare man bassa di punti è Ben Healy che, inseritosi nella fuga partita a inizio tappa, alla fine indosserà la casacca simbolo del primato. Nella fuga sono due gli uomini da tenere d’occhio: Aurelién Paret-Peintre e Jack Haig, i più vicini tra i 26 alla maglia rosa di Armirail.

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Il gruppo procede con un passo regolare ma, complici i tanti kilometri di salita, ai piedi del Monte Bondone arrivano una quarantina, guidati dal treno della Jumbo-Visma di Roglic. Inizia la salita finale e il plotone perde uomini mentre si avvicina agli uomini in fuga. Una volta terminato il lavoro di Rohan Dennis per Roglic, è la UAE di Almeida a prendere in mano la situazione. Prima Formolo, poi Ulissi, alla fine Vine: il plotone è sempre più ridotto e quando termina il lavoro l’australiano l’australiano scatta Almeida.

Rimangono in 6: Roglic e Kuss della Jumbo, Zana e Dunbar della Jayco, Thomas e Almeida. Bravissimo l’italiano che, dopo essere stato in fuga, dà una mano al suo capitano. Una volta che Zana ha terminato di lavorare, riattacca Almeida. Roglic, che fa fare l’andatura a Kuss, sembra in controllo ma, sul contrattacco di Thomas, vengono evidenziate le sue difficoltà. I due battistrada si danno cambi regolari per infliggere più secondi possibile allo sloveno e, arrivati allo sprint, è Almeida a conquistare il Bondone. Roglic tutto sommato limita i danni concludendo terzo, a 25″ da Almeida e Thomas. 4°, con lo stesso tempo del capitano della Jumbo-Visma, un sorprendente Dunbar.

Finalmente spettacolo al Giro

Ci sono volute quindici lunghe e noiose tappe per vedere i big lottare, questo deve far riflettere chi disegna i percorsi del Giro. Oggi i big si sono dati battaglia non perché il Bondone sia più allettante di Crans Montana, ma perché è posto in terza settimana. E’ evidente che i big abbiano risparmiato le energie nei giorni precedenti in vista di una terza settimana così dura. Molti esperti infatti vorrebbero un Giro meno duro nella parte finale, con già nelle prime due settimane le tappe più impegnative. Questa sarebbe la soluzione per rendere frizzante il Giro nella prima parte, anche perché la terza settimana sarebbe comunque spettacolare, dato che dopo di essa non si può più cambiare la classifica. E’ questa la soluzione adottata negli ultimi anni da Tour e Vuelta.

Cesare Fabrizi

Ha 27 anni, ha studiato all’Accademia d’arte di scrittura e storytelling e sogna di pubblicare un fumetto da lui sceneggiato. Si è innamorato del ciclismo durante la terza tappa del Giro d’Italia del 2004, vinta da Damiano Cunego. Quel giorno decise che da grande avrebbe fatto il ciclista, purtroppo non è andata così e si consola con il tennis. Da allora non si è perso un Giro d’Italia e un Tour de France, e questo spiega la sua predilezione per i cronoman e gli scalatori come Wiggins, Contador e Pogacar.

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