Giro d’Italia tappa 15 Ciccone risorge, i big non si muovono

La quindicesima tappa del Giro, fra le montagne valdostane regala spettacolo, più per merito dei corridori in fuga che per merito del big della generale. Fra scorci di incantevole bellezza, torrenti e cascate, un redivivo Giulio Ciccone, si prende la ribalta vincendo la sua terza tappa al Giro nell’arrivo di Cogne, al termine di una lunga e pedalabile salita.

Pronti via ed è subito bagarre per andare in fuga, il gruppo lascia poco spazio finché, dopo diverse decine di chilometri, si forma un mega fugone di quasi trenta corridori, con dentro nomi importanti fra cui l’immancabile principe Matteo, il cui Giro è semplicemente sensazionale.

Manca fra i fuggitivi la maglia azzurra Diego Rosa ed è un’occasione persa perché i tre GPM di giornata a Les Fleurs, Verrogne ed all’arrivo sono tutti da quaranta punti cadauno.

Ed infatti nella fuga c’è l’olandesino della Jumbo Bowman che insegue il nostro nella classifica della maglia azzurra.

Il primo GPM è il suo e con i quaranta punti incamerati sfila virtualmente dalle spalle del piemontese della Eolo la maglia di miglior scalatore.

Nella seconda salita però, la più difficile di giornata, è inizialmente Van der Poel a dare una accelerata. Il suo tentativo dura poco perché da dietro rinvengono Ciccone, Buitrago, Carthy e Pedrero, che sembrano averne di più.

La fuga dei ventotto si sgretola mentre il gruppo procede sonnacchiosamente. Ad un certo punto gli UAE si mettono in testa con Ulissi e Formolo e pensi che qualcosa stia per succedere, ma è solo una finta. Gli Ineos ritornano in controllo e il gruppo procede di rimessa.

Gruppo dal quale evade Guillaume Martin in cerca di riscatto dopo la debacle del giorno prima ed desideroso di risalire la classiffica generale.

Riuscirà nell’intento, precedendo il gruppo all’arrivo di circa due minuti e risalendo fino alla decima posizione. Ciccone transita primo al GPM di Verrogne e si reinseerisce nella classifica della maglia azzurra.

All’imbocco dell’ultima salita l’abruzzese si trova in compagnia di Buitrago, quando da dietro rinviene uno splendido Carthy, che sembra averne più degli altri. Non sarà cosi perché Ciccone prima si leva di dosso sia l’inglese ch anche il colombiano della Bahrain, il quale cede il passo, lasciando il capitano della trek solo ed involato verso la vittoria già dai diciannove chilometri al traguardo. Del resto la salita è agevole è l”abruzzese non fatica troppo a mantenere un buon passo tenendo a debita distanza gli inseguitori.

In gruppo tutto tranquillo, un po’ per le fatiche della tappa di ieri un po’ per il ritmo anestetizzato degli Ineos non si muove nessuno dei big.

All’arrivo Ciccone esulta col più classico dei lanci degli occhiali (ormai il suo marchio di fabbrica) piangendo lacrime di gioia dopo mesi difficili mentre anche Buitrago, secondo, piange, ma per l’occasione persa.

Il gruppo arriva unito a circa otto minuti, Carapaz fa una volatina che inizialmente sembra concedergli due secondini sugli avversari, poi corretti dalla Giuria. Tutto invariato dunque in classifica generale in attesa di una terza settimana che si annuncia scoppiettante.

Buon Giro a tutti.

Mario Delitala

Avvocato di professione, ma con una profonda passione per il ciclismo, praticato e guardato. Nel poco tempo libero a disposizione si allena, da solo ed in compagnia, studiando sempre nuovi percorsi da appassionato cacciatore di grandi salite, da percorrere rigorosamente al proprio lento passo, con la sola soddisfazione di arrivare in cima. Fra i suoi “scalpi” più importanti alcune mitiche salite della storia del ciclismo, come il Col de Vars ed il Col d’Allos nelle Alpi francesi o il Colle della Maddalena, nelle Alpi italiane. Realizza uno dei suoi sogni, quello di scrivere di ciclismo, col gusto di provocare discussioni e dibattiti, in linea con le proprie abitudini professionali.

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