Giro d’Italia, tappa 16: brilla la stella di Egan Bernal, strepitoso anche Caruso

Niente Fedaia e Pordoi, condizioni metereologiche proibitive che hanno portato ad abbreviare il percorso di circa 60 km, evitando questi due attesissimi passi di alta montagna. Come sempre ci sono due partiti, c’è chi dice “bene così per evitare possibili rischi alla salute dei ciclisti”, chi invece rievoca le gesta eroiche dei tempi che furono sostenendo che avrebbero potuto prendersi qualche rischio in più. La questione è annosa e personalmente chi scrive pensa che le accortezze per salvaguardare l’incolumità dei ciclisti non siano mai troppe.

Sulle strade però la spettacolo non è mancato. Bellissima la fuga che ha animato la frazione, con nomi di primissimo piano, in grado di incendiare l’animo dei tifosi: Vincenzo Nibali, Izaguirre, Almeida, Pedrero, Ghebreigzabhier e Formolo. Nomi davvero altisonanti che hanno reso la frazione bella e interessante. Dietro però lavora e anche molto bene la EF education Nippo, segnalando le intenzioni di Hugh Carty di attaccare.

A 22 km dal traguardo salta però il banco e ad attaccare è ancora lui, il padrone del Giro 2021, Egan Bernal. Giù il cappello perché è il più forte e continua a dimostrarlo km dopo km. Nel giro di pochi km Bernal li ha ripresi tutti, uno dopo l’altro la fuga si è sgretolata davanti ad un Bernal che sembrava salire in sella ad una motocicletta.

Si salvi chi può

Egan Bernal passeggia sui suoi avversari sfila su una salita del Giau che per lui sembra avere pendenze differenti, rispetto agli altri. Si salvi chi può è il grido comune nel gruppo, il Messi del ciclismo è tornato e i due sloveni sono avvisati. Siamo sicuro che la sfida sarà molto aperta e lunga tra loro. Limitano i danni un ottimo e sorprendente Damiano Caruso e Romain Bardet che provano a seguire da lontano il fenomeno della Ineos. Bardet sfruttando le sue doti di discesista si è riavvicinato a Caruso che era stato il “primo degli umani” in salita.

Nessuno riesce a seguire il fenomeno Egan, neanche le telecamere che perdono contatto per problemi tecnici, restituendoci anche in questo caso un ciclismo d’altri tempi, con i tifosi che aspettavano di vedere chi sarebbe spuntato dalla curva prima degli altri. Bernal ha vinto questa tappa difficile e travagliata, sfoderando la sua manifesta superiorità sul traguardo di Cortina! Imperatore incredibile del giro e padrone assoluto.

Al secondo posto Bardet che arriva insieme a Caruso, completando il podio di giornata. Quarto Giulio Ciccone che sprinta sul traguardo, quinto Hugh Carty e sesto posto per Almeida che rientra così in classifica. Perdono e molto Simon Yates e Vlasov. Da segnalare anche la resa completo di Remco Evenepoel che alza bandiera bianca ed esce di classifica. Rientra invece nella top ten Almeida.

Classifica generale dopo la sedicesima tappa

  1. Egan Bernal;
  2. Damiano Caruso a 2,24;
  3. Hugh Carty a 3,40;
  4. Vlasov a 4,18;
  5. Yates a 4,20;
  6. Ciccone a 4,31;
  7. Bardet a 5,02;

DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel tempo libero.

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