Giro d’Italia tappa 19: vincono solo le polemiche, dichiarazioni di Cassini, Vegni e Bugno

La tappa numero 19 del Giro d’Italia 2020 è stata vinta da Josef Cerny della CCC, davanti a Campenaerts e Mosca ma purtroppo verrà ricordata solo per le polemiche. Succede l’inverosimile, i corridori si accordano per inscenare una protesta. Ecco allora che decidono di procedere per metà percorso a velocità di crociera e con il gruppo compatto. I motivi? Denunciano tappe troppo lunghe e un clima non adatto.

Probabilmente non hanno mai visto le immagini del ciclismo storico, quando le tappe erano lunghe anche 400 km. Il punto però non è questo. Il direttore del Giro, Mauro Vegni si è detto molto arrabbiato e ha assicurato che dopo l’arrivo di Milano qualcuno dovrà pagare per questa mancanza di rispetto. “Pioveva ma c’erano 13 gradi, quindi c’erano le condizioni per correre in massima sicurezza. (prosegue Vegni) Abbiamo portato avanti il Giro in una situazione davvero difficile per l’emergenza sanitaria, garantendo il lavoro anche ai corridori e alle squadre. Oggi hanno fatto male a se stessi e al ciclismo“.

La posizione di Cassani

Molto chiara ed esplicita anche la posizione del Ct Cassani che ha dichiarato:

È successo che i corridori hanno inscenato una specie di sciopero rifiutandosi di partire adducendo la scusa del freddo e della pioggia. Voi sapete quanto io ami i corridori, ami il loro duro mestiere e sono sempre stato pronto a difendere le loro buone ragioni, le ragioni della fatica e del sudore, ma questa volta non posso allinearmi con loro. Perché oggi non si sono comportati in modo onorevole così come è tradizione nel ciclismo. Perché è successo tutto questo? Cerco di capirlo. Evidente sono stanchi, molto stanchi. Il giro è stato molto duro fin dalle prime tappe, hanno trovato brutto tempo, pioggia, freddo, e le ultime tappe sono state davvero toste. Inoltre sentono quella tensione che questo maledetto Covid 19 porta tutti ad essere molto più pensierosi e preoccupati. Tutto questo però non giustifica il loro comportamento anche perché la direzione del Giro si era dimostrata sempre impeccabile nonostante le tante difficoltà, comprese quelle di natura non sportiva. Bisogna dire grazie a Mauro Vegni perché con tenacia e coraggio ha saputo risolvere tutti i problemi. I corridori oggi dovevano capire anche questo, dovevano essere più vicini al giro, e quindi al ciclismo che poi è il loro mestiere. Io sono convinto che siano già pentiti perché oggi tutti quanti noi abbiamo fatto una pessima figura“.

Non possiamo che essere d’accordo con il Ct della nazionale azzurra. Anche perché questi ragazzi dovrebbero riflettere su quanto sono fortunati: fanno il lavoro più bello del mondo, che milioni di appassionati avrebbero sognato e dovrebbero onorarlo al meglio.

Alcune voci fuori dal coro

Sul Giro d’Italia e sui suoi corridori sono piovute proteste. Tra i pochi a difesa dei corridori si segnala la presa di posizione di Gianni Bugno commentatore RAI. Bugno ha dichiarato che si tratta di una decisione “saggia” che ha il suo rispetto. Si è poi detto dalla parte dei corridori che “avrebbero dovuto fare 260 chilometri con pioggia e freddo“.

Dalla parte dei ciclisti anche Fabio Bergamo, attivista per la sicurezza di ciclisti e motociclisti che ha presentato recentemente delle proposte alla Camera dei Deputati. Bergamo ha sottolineato di schierarsi dalla parte dei ciclisti, aggiungendo che:

oggi hanno deciso di fermarsi e dimezzare il percorso della tappa.. Sarebbe ora che ci fossero più pause fra le tappe a beneficio di una competizione più equilibrata tra i corridori e per la stessa spettacolarità del giro“.

Vedremo se e quali strascichi lascerà questa vicenda, sperando che oggi si possa tornare a parlare di ciclismo corso e combattuto.

DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel (poco) tempo libero.

One thought on “Giro d’Italia tappa 19: vincono solo le polemiche, dichiarazioni di Cassini, Vegni e Bugno

  • Ottobre 24, 2020 in 8:22 am
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    Bisogna fare tappe belle e se possibile spettacolari senza ‘massacrare’ i corridori con salitacce e percorsi sempre più duri. L’Italia è un bellissimo Paese e ofre questa possibilità. Teniamo conto .

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