Granfondo: in calo gli iscritti, ecco spiegati i motivi

Mentre è stato recentemente presentato il calendario delle Granfondo del 2023, nel mondo del ciclismo amatoriale si continua a parlare del calo dei partecipanti (che prosegue ormai da alcuni anni ma che sarebbe stato piuttosto netto nel 2022). Chi ha partecipato a queste manifestazioni negli ultimi 10 anni si sarà sicuramente reso conto che qualcosa è cambiato, soprattutto negli ultimi anni.

A fare da esempi eccellenti sono i novemila iscritti dell’ultimo anno alla Nove Colli, manifestazione che citiamo soltanto perché è uno degli emblemi delle Granfondo italiane. Novemila iscritti sono ovviamente tantissimi ma evidenziano un netto calo se comparati con i 12mila degli anni precedenti (con i pettorali che finivano sempre con largo anticipo). Gli organizzatori hanno definito comunque la manifestazione un successo perché arrivava dopo la pandemia (ed è evidente che fosse così) ma è altrettanto vero che, numeri alla mano il calo riguarda tutte le Granfondo (o quasi).

Allora noi che alle Granfondo siamo abituati ad essere presenti per raccontarvele, abbiamo avuto modo di ascoltare diversi cicloamatori e di comprendere i motivi di questo calo.

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Costi di iscrizione

Diversi ciclisti segnalano che con i costi attuali non è possibile per un ciclista iscriversi a diverse Granfondo nello stesso anno, soprattutto a quelle più blasonate. I prezzi negli ultimi anni sono cresciuti (in alcuni casi hanno superato i 100 euro) e a questi si abbinano anche gli aumenti riguardanti i costi dei carburanti, degli hotel e in generale di tutto ciò che serve per spostarsi lontano da casa. Anche i costi indiretti sono aumentati, ovvero quelli necessari per gestire la bici.

I costi sono aumentati anche per gli organizzatori che spesso hanno quindi dovuto aumentare i prezzi, con il risultato che spesso partecipare alle Granfondo è diventato un lusso. Forse una soluzione potrebbe essere quella di ridurre i gadget presenti nei pacchi gara ma sicuramente questa da sola non basterebbe per risolvere il problema.

Livello troppo alto

Il ricorso ai preparatori atletici per ciclisti amatoriali ha portato il livello delle Granfondo a livelli altissimi e impensabili probabilmente fino a 10 anni fa. Tantissimi amatori ormai fanno una vita da professionisti, prestando la massima attenzione all’alimentazione, non sgarrando mai e togliendo molto tempo alla famiglia. A questo va aggiunto poi che spesso alle Granfondo partecipano anche ex dilettanti under 23 o professionisti che hanno un livello di preparazione infinitamente alto e il ritmo può divenire spesso poco divertente.

Per risolvere questa situazione c’è chi propone di adottare delle griglie differenziate e diverse in categorie. Questo potrebbe molto probabilmente essere una componente interessante per aumentare il grado di divertimento. Ovviamente però è normale che un ciclista voglia migliorarsi (non fraintendeteci, siamo i primi a volerlo fare ma con le dovute cautele) e di conseguenza è giusto che chi va più forte sia liberissimo di farlo ma occorre lasciare anche a chi va più piano (ma paga comunque il suo pettorale) la libertà di divertirsi. Come? per rispondere a questa domanda parliamo del problema successivo.

Auto spazzola e doping

Le cosiddette auto spazzola, quelle con il cartello fine gara, sarebbe bello che restassero davvero a fine gara, in modo da salvaguardare la sicurezza dei ciclisti. Invece purtroppo molto spesso capita che agli organizzatori vengano concessi range di chiusura delle strade molto ristretti nel tempo e che solo il gruppetto di testa resti in questo intervallo. Ci rendiamo conto che, proprio a causa del livello alto dei partecipanti, sarebbe molto difficile chiudere diversi chilometri di strada per ore ma sarebbe davvero bello se in nome della sicurezza questo passo venisse fatto.

Purtroppo segnaliamo che esiste ancora il problema del doping nel ciclismo amatoriale, è vero è stato fatto molto per contrastarlo ma è evidente che sarebbero necessari più controlli. In questo senso vige però il principio che ormai le informazioni ci sono e sono abbondanti e dovrebbero essere i ciclisti stessi ad avere tutto l’interesse di tutelare la propria salute.

Troppi eventi in calendario

E’ anche evidente che negli ultimi anni il calendario delle Granfondo si è accresciuto a dismisura. Purtroppo la situazione odierna ha portata alcune manifestazioni storiche ad essere cancellate ma al tempo stesso negli ultimi anni sono state create tantissime Granfondo, con la logica conseguenza che i ciclisti si suddividono tra più eventi (dando la precedenza generalmente a quelli più vicini a casa propria).

Sicurezza e clima di gara

Purtroppo non sono mancati episodi spiacevoli anche negli ultimi anni. Gestire la sicurezza è sempre molto complesso nel ciclismo e siamo certi che gli organizzatori fanno del loro meglio ma non è raro che i ciclisti inizino a temere per la propria incolumità. A questo si unisce il fatto che purtroppo in alcune occasioni abbiamo assistito anche a nervi tesi e a gesti che non avremmo voluto vedere.

Alternative free

Capita sempre più spesso che chi non ha più voglia di allenarsi in modo costante tutto l’anno e di respirare il clima della forte competitività delle Granfondo decida di partecipare a manifestazione cicloturistiche e randonnée. Questa è una scelta facile da comprendere e molto interessante, in quanto questi eventi assicurano un elevato grado di divertimento (la competizione naturale che vi è sempre quando due o più ciclisti sono in sella ad una bici) e dei costi decisamente più contenuti.

Ci piacerebbe molto conoscere la vostra opinioni sull’argomento.

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