Il piccolo principe cede lo scettro: potrà recuperare?

Sul col du Granon si scrive o meglio si riscrive la storia di questo Tour

Per la prima volta Pogacar viene battuto in un duello in salita. La tattica dei calabroni è stata fenomenale, una vittoria di squadra coronata da un grande numero di un singolo Jonas Vingegaard. L’uomo scovato su Strava ha dimostrato di essere cresciuto e che il secondo posto dello scorso anno non è stato un caso. Centra una grande vittoria in una delle tappe più attese di questo Tour e si cuce addosso per la prima volta la maglia gialla con un discreto distacco da Tadej.

Riviviamo assieme una tappa che ha regalato emozioni infinite lasciandoci senza fiato. Si parte e via con una fuga trainata fuori dal gruppo da un’azione di forza condotta da Van Der Poel e Van Aert. Si uniscono al gruppo un’altra decina di corridori. Il gruppo lascia fare anche perché Pogacar, causa Covid, resta con una squadra decimata incapace di poter controllare la gara.

La tappa entra nel vivo sul Galivier. La fuga regge e Barguil e Geschke tengono in attacco e riescono a scollinare in cima. Lo spettacolo invece è alle loro spalle. La Jumbo sfrutta la propria superiorità numerica e prova ad isolare Pogacar. Roglic prima e Vingegaard poi attaccano e contrattaccano costringendo la maglia gialla a chiudere in prima persona su ogni azione e a provare a rilanciare. I 2 uomini più forti alla fine staccano gli altri pretendenti per la classifica.

Pogacar e Vingegaard lasciano dietro prima Roglic, poi Gaudu e via via Thomas, Quintana e Bardet. In discesa però le carte si mescolano di nuovo. Van Aert si ferma e riprende Roglic. Si forma un nuovo gruppo compatto in testa alle spalle della fuga, con tutti gli uomini di classifica. Inizia l’ascesa del Col du Granon e inizia una nuova tappa ancora più avvincente.
Parte Primoz che con grande umiltà e intelligenza riconosce i propri limiti in questo tuor e si mette a disposizione della squadra e del neo capitano Vingegaard.

Il ritmo è forsennato, esaurita l’azione della Jumbo rilancia Majka ma Pogacar inizia già a dare qualche segno di stanchezza.
È il momento. Vingegaard scatta a 6 km dall’arrivo. Il suo attacco fa male e lascia per la prima volta in carriera Pogacar inchiodato sulla strada incapace di rispondere. Esaltato dall’efficacia della sua azione il danese vola sui pedali e in breve scava un solco in secondi che lo portano a indossare virtualmente la maglia gialla.

La sua azione con grinta e cattiveria lo conduce a riprendere anche gli uomini della fuga e a vincere la tappa.
Alle sua spalle un rinato Quintana che superati i 2000 m si scopre ancora capace di giocare un podio a un grande giro
Tengono un ottimo Bardet e Thomas.

Oggi sarà un’altra giornata, un’altra storia. Vedremo cosa ci racconterà stavolta la strada. Non è ancora tutto deciso ma lo spettacolo è garantito. Un tour incredibile, una gara tutta d’un fiato senza calcoli e solo cuore.

DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel tempo libero.

2 pensieri riguardo “Il piccolo principe cede lo scettro: potrà recuperare?

  • Luglio 26, 2022 in 10:13 am
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    Pogacar ha perso il Tour 2022 per una squadra insufficiente ( a parte McNulty) e soprattutto per uno staff tecnico che ha commesso errori determinanti nella tappa del Galibier:
    – doveva impedire a Pogacar di rincorrere ripetutamente Roglic e Vingegaard. Pogacar poteva lasciarli andare, tenerli sempre ad una distanza di sicurezza andando col suo passo regolare(magari aspettando qualcuno da dietro) e poi magari poteva contrattaccare sul Granon
    -doveva imporre a Pogacar di alimentarsi ed idratarsi ai tempi giusti , cose che lui non poteva fare cercando di rintuzzare i continui scatti
    – non doveva convocare Hirschi, corridore peraltro molto forte ma assolutamente non allenato ora. STAFF TECNICO DELLA UAE INSUFFICIENTE !!!!

    se Pogacar impara dal concittadino Mohoric l’arte della discesa, non lo ferma piu’ nessuno.

    Vingegaard è migliorato molto soprattutto a cronometro , ma anche Pogacar puo’ migliorare con degli scatti in salita 50 m. piu’ lunghi e mangiando e bevendo regolarmente. All’arrivo in salita il danese era stremato come quando ha messo il piede a terra un metro dopo l’arrivo: se ci fosseo stati ancora 100 m di salita avrebbe perso minuti. Prossimamente bisognerà vedere la composizione delle squadre. la UAE deve acquistare un’ altro che puo’ puntare alla classifica anche se non proprio alla vittoria finale. E’ GRADITO UN COMMENTO

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    • Luglio 26, 2022 in 2:46 pm
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      Buongiorno Giuseppe, grazie per il tuo commento molto interessante e apprezzato. Rispondo intanto io, poi risponderanno anche Mario ed Enzo. Premesso ovviamente che le opinioni sono sempre personali e di conseguenza da rispettare, io credo che la squadra di Pogacar non fosse certo sul piano della Jumbo ma Majka e McNulty abbiano lavorato bene.
      Fino ad questo tour non avevamo mai visto Pogacar dover contenere e salire del suo passo e penso che lui per primo si sia riscoperto in questa nuova veste nella quale ha forse fatto fatica ad adattarsi. Sull’idratazione e su Hirschi concordo con te al 100%. Penso che la sfida tra i due sarà ancora lunga e nei prossimi anni ne vedremo delle belle.
      Grazie Giuseppe

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