Tirreno Adriatico – Tappa 4: Successo di Pogacar, il piccolo principe si risveglia “cannibale”

Il paragone è sicuramente di quelli pesanti, che solo a pensare fa venire i brividi. Accostare chiunque al “cannibale” Merckx è un rischio enorme. Lui il campionissimo che vinceva e stravinceva su tutti i terreni in tutte le competizioni ha dovuto attendere quasi 50 anni per rivedere sulle strade qualcuno che avesse la stessa fame, lo stesso coraggio e forse lo stesso talento.

La sensazione è chiara, quando Tadej è in corsa ci saranno sempre 2 corse diverse. Una per il nostro Pogacar e un’altra per gli esseri umani. Così anche oggi in questa quarta tappa della Tirreno Adriatico, la prima per coloro che ambiscono a competere la maglia azzurra, Tadej non si è nascosto, anzi ha tenuto a precisare che è sempre lui il più forte. Corre contro se stesso, non contro gli altri. Con la disarmante facilità che è propria dei campioni, con la consapevolezza piena di sé delle sue doti delle sue qualità, con la maturità di fare sempre la mossa giusta al momento giusto e con il coraggio di chi osa ogni volta spingere l’asta del proprio limite qualche cm più avanti.

Gli altri, gli esseri umani Vingegaard, Evenepoel, Almeida etc non possono far altro che lottare tra loro e accontentarsi delle briciole che il predatore lascia lungo la strada. Una tappa che si accende negli ultimi 15 km dopo che il coraggioso Simmons (TREK) protagonista di un’esaltate fuga di quasi 50 km di cui circa 10 in solitaria, viene ripreso nella pancia del gruppo.

Il percorso prevede che l’arrivo finale, la salita di Bellante con una pendenza max dell’11%, sia ripetuta 3 volte. Troppe perché Tadej non possa prendere le misure per quello che a circa 800 m dall’arrivo diventa l’attacco decisivo. In tanti hanno provato a staccarlo ma lui rientra sempre con agilità e facilità. Uno squalo che gioca con la sua preda dando la sensazione di lasciare andare di non volersi accanire e invece…Invece è una lunga danza che prepara allo scatto finale, quello che rompe fiato e gambe a chiunque tenti di riprenderlo. Il cannibale vede la preda, la scruta e al momento opportuno senza esitazione la divora.

Vincenzo Davide Catania

Vincenzo Davide Catania ha 35 anni e vive tra i ridenti colli di Bologna dove lavora come Chirurgo Pediatra presso l’Ospedale Sant’Orsola. Sposato con una donna meravigliosa che gli ha regalato 2 piccoli angeli, Giulia ed Emanuela. La passione per il ciclismo riemerge nei ricordi adolescenziali delle epiche imprese del Pirata, delle roboanti vittorie di Cipollini e Petacchi e delle imprese, nelle fredde terre del Nord, di Bartoli. Passista per natura e vocazione, nel poco tempo libero, spesso rubato al sonno alle prime luci dell’alba, coltiva la propria passione per la bici in una sfida costante con se stesso nella scoperta di nuovi e stimolanti percorsi che lo riportino ad un contatto puro con la natura delle montagne e del bosco.

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