Fra le 13 e le 18 di mercoledì 12 maggio 1909, 127 corridori si presentano al salone del Giardino del Teatro Margherita nell’albergo Loreto in Corso Buenos Aires a Milano. Sono lì per il rito della punzonatura, il primo nella secolare storia del Giro d’Italia. Una volta finite le operazioni, gli organizzatori controllano l’elenco degli iscritti e si accorgono che qualcuno ha dato buca. Non si sono presentati, infatti, gli uomini dello squadrone dell’Alcyon, il lettone Ivan Nedela, l’argentino Anselmo Ciquito e i tedeschi Eugen Stabe e Otto Pawke. Sono comunque sei le squadre in lista. C’è la Rudge Whitworth, la Stucchi, la Bianchi, l’Atala, la Labor e la Dei. Le squadre però non hanno le divise. Non ci sono sponsor sulle maglie. Così Gerbi, corridore della Bianchi, indossa un completo rosso, tenendo fede al suo soprannome: “il diavolo rosso”.

La partenza del primo Giro d’Italia

Una Milano insonne attende la partenza del primo Giro d’Italia. Sono migliaia i tifosi che assediano l’albergo Loreto. Sono le due di notte quando i corridori cominciano ad allinearsi sulla griglia di partenza. Per illuminare la scena si accendono le luci al magnesio, il meglio che la tecnologia dell’epoca può offrire. Alle 2.53 del 13 maggio 1909, Gilbert Marley, asso dell’era dei bicicli, dà il via con la bandiera. I corridori partono con la foga adatta all’occasione. Dopo meno di due chilometri la prima caduta della storia del Giro d’Italia: un bambino tra la folla si sporge troppo e sei corridori finiscono a terra. Tra loro Ganna e Gerbi. Cinque ripartono, Gerbi no: ha una ruota spezzata. Così torna a piedi all’albergo Loreto. Zambrini, il direttore commerciale della Bianchi, lo porta in carrozza fino all’officina. Ripartirà dopo tre ore.

La prima tappa

La prima tappa, Milano-Bologna, passa anche da Padova, per un totale di 397 chilometri. Un’enormità per le strade odierne, figuriamoci per quelle del primo novecento. Come se non bastasse la durezza e la lunghezza del percorso, ci si mette anche il maltempo. Il traguardo è posto all’Ippodromo Zappoli. Ganna si presenta all’ingresso da solo, nel bel mezzo di una tempesta. Appena entrato nell’ippodromo, però, cade. Vince così quello che oggi definiremmo un outsider, Dario Beni, vent’anni, della Bianchi. Diventa così il primo vincitore di tappa della storia del Giro d’Italia. E i favoriti? Petit-Breton arriva dopo più di mezz’ora con il braccio fratturato dopo una caduta, si ritirerà dopo l’arrivo. Gerbi ha sei ore di ritardo.

Carlo Galetti e Luigi Ganna
Carlo Galetti e Luigi Ganna

Le altre tappe

Il campione d’Italia Cuniolo vince a Chieti precedendo Ganna. Nel tampone appenninico Rossignoli stacca tutti sul Macerone ed è primo a Napoli davanti a Galltti e Canepari. Ganna, che ha forato quattro volte, perde 51 minuti. Si rifarà vincendo nelle tre capitali del Regno d’Italia: Roma, Firenze e Torino. Nel mezzo c’è un’altra vittoria di Rossignoli che si impone nella Firenze-Genova. Così si arriva all’ultima tappa con Ganna che guida la classifica con 22 punti contro i 25 di Carlo Galetti della Legnano. Vince chi ha meno punti, come nel tressette a perdere.

L’ultima tappa

Nell’ultima tappa, la Milano-Torino, di 206 chilometri, Ganna vorrebbe controllare la gara. Dovrà fare però i conti con la fortuna e la sfortuna. La sfortuna passa in vantaggio quando a Borgomanero, a 75 chilometri dall’arrivo, Ganna fora perdendo contatto dai compagni di fuga, tra i quali Galetti che a quel punto sembra lanciato verso la vittoria della classifica generale. I fuggitivi, però, arrivano a Rho e hanno un passaggio a livello da superare. Ed è qui che la fortuna di Ganna pareggia i conti. Infatti il casellante ferma i corridori e li fa attendere per quattro minuti davanti alle sbarre chiuse, per poi alzarle senza che il treno sia passato, consentendo così a Ganna di rientrare. Beni vince la tappa, dimostrando di non essere un outsider, davanti a Galetti e Ganna. Rossignoli viene investito dal cavallo imbizzarrito si un lanciere di Novara.

Luigi Ganna
Luigi Ganna

Ganna vince il primo Giro d’Italia

Luigi Ganna con 25 punti vince così il primo Giro d’Italia. Secondo Galetti con 27 punti. Terzo lo sfortunato Rossignoli con 40 punti. E sarebbe stato proprio Giovanni Rossignoli a vincere se la classifica, anziché a punti, fosse stata a tempi come oggi. Infatti sommando i tempi delle singole tappe, Rossignoli avrebbe trionfato con 23’34” su Galetti e ben 36’54” su Ganna. E se Galetti si prenderà una rivincita vincendo tre Giri di fila, per Rossignoli ci saranno solo tre podi, ma mai una vittoria finale.

Di Francesco Papa

La passione per il ciclismo di Francesco scattò invece nel 1993 quando vide Argentin in rosa al Giro d’Italia passare di fronte a casa sua. Da allora scrittura e pedali sono andati di pari passo, ogni tanto la bicicletta scattava ma poi veniva raggiunta dalla scrittura e viceversa. Ora sono entrambe qui, pronte a giocarsela in volata.

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