Premesso che chi vi scrive è profondamente dispiaciuto per la situazione odierna e per le gravi ripercussione che il coronavirus sta provocando al nostro paese e al mondo intero. Fin dal primo momento ho pensato che uno dei pochissimi vantaggi offerti da questa brutta situazione fosse il maggiore tempo a disposizione di ogni persona per uscire in bici. Questo perché il virus ha ridotto notevolmente i nostri impegni e la vita sociale. Ma le cose stanno realmente così?

Uscire in bici in tempi di coronavirus è possibile?

Abbiamo già parlato degli effetti che il nostro allenamento può avere sulle nostre difese immunitarie. Per ogni dubbio in merito vi invitiamo a rileggere quell’articolo. Tuttavia ipotizzando di praticare l’allenamento nel modo giusto, in modo da rafforzare le nostre difese immunitarie, restano dei grossi nodi da sciogliere.

Prima di tutto vediamo cosa dice la legge. All’interno della cosiddetta “zona rossa“, che poi è stata ribattezzata “zona arancione” o “zona di grande sorveglianza” a causa del fatto che le attività economiche restano aperte:

  • il decreto emanato dice che ci si può muovere solo per motivi di lavoro, per “comprovate situazioni di necessità“, o per motivi di salute. L’allenamento in bici può rientrare in questa casistica? purtroppo no e i trasgressori possono essere denunciati in sede penale. Va comunque segnalato che il decreto non vieta l’attività all’aria aperta a distanza di sicurezza ma resta da capire come può essere inteso un allenamento in bici, se non uno spostamento.
  • oltre a questo il decreto parla appositamente dello sport, stabilendo che “tutto lo sport deve fermarsi” ad eccezione dei professionisti.

Per questo motivo è evidente che non è possibile uscire in bici all’interno di una zona di grande sorveglianza. Al momento questa zona è stata estesa a tutta Italia, isole comprese.

Possibili eccezioni

Stando a quanto si legge nel decreto è possibile proseguire con le uscite in bici soltanto per i professionisti. Questo però solo a livello singolo, in quanto in bici è difficile non respirare la stessa aria se una persona in gruppo si soffia il naso. C’è però poi un altro aspetto da valutare per tutti, professionisti, amatori e professionisti. In caso di una caduta sarebbe molto difficile in questo momento avere accesso alle cure ed è considerato pericolosissimo andare in un pronto soccorso.

Siamo sicuri che nessuno di noi vorrebbe ritrovarsi con il rischio di prendere il coronavirus a seguito di una caduta. In alcuni casi potrebbe risultare difficile anche avere una radiografia e questo potrebbe anche portare ad un rallentamento delle diagnosi, fattore che in alcuni casi può essere pericoloso.

Senza pensare agli scenari peggiori, oggi è però importantissimo seguire le direttive ed evitare ulteriori rischi per la salute. Purtroppo il sistema è al collasso e non possiamo permetterci il rischio di cadere, in ospedale iniziano a scarseggiare i posti letto. Che dire però se temiamo di perdere completamente la condizione fisica?

Come mantenersi allenati

Purtroppo non esiste la bacchetta magica e sono costretto a dirvi esattamente quello che non vorreste sentirvi dire. L’unica soluzione al momento praticabile è quella dei rulli e della ciclette. Lo dice un ciclista che vorrebbe tanto, con il cuore, almeno poter uscire in bici. In questo caso però è davvero opportuno usare la testa e non le gambe.

Il mercato sembra essersi adeguato ai tempi del coronavirus e si trovano ottime offerte come queste:

 

Se come me siete tra coloro che al momento potete lavorare da remoto, ovvero da casa, potreste valutare anche questa soluzione. E’ vero che si tratta di uno strumento solitamente non pensato per gli sportivi ma permette a chi è seduto di mantenersi allenato. Con un po’ di organizzazione questo allenamento potrebbe anche essere svolto sfruttando i tempi del lavoro. Sicuramente merita di essere provato, si tratta di un esperimento in una fase di emergenza.

Non resta dunque nient’altro da dire se non ribadire il fatto che è davvero importante usare la testa e rispettare la legge. Sperando che arrivino presto stagioni maggiormente “pedalabili”.

Di DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel (poco) tempo libero.

35 pensiero su “La bici da corsa ai tempi del Coronavirus: sono permesse le uscite?”
  1. Mi manca capire se le stesse considerazioni valgono completamente anche per le attività ciclistiche svolte per campi e/o argini in solitaria. Praticamente come stare da soli a casa con il rischio di scivolare per la scala.

    1. Riflessione logica e interessante. Però vi sono zone dove i Comuni hanno vietato ogni spostamento che non sia operato per motivi di salute, di lavoro o di comprovabile importanza. Resta da capire se uno spostamento in bici rientra in una di queste tre casistiche, probabilmente no.

      1. Buongiorno a tutti. State in casa. In questo momento va evitata qualsiasi attività non indispensabile che possa causare contagio a sé o altri o danni fisici da pronto soccorso. Gli ospedali lombardi sono al collasso, quelli italiani realisticamente ci arriveranno a breve. Cominciano a circolare protocolli sanitari con indicazioni di privilegiare i pazienti con maggiori anni di vita davanti… Non è un gioco. Massimiliano Nembro BG

  2. Secondo questa logica non si dovrebbe nemmeno spostarsi in auto in quanto più pericolosa. Ricordo che gli incidenti automobilistici sono in percentuale maggiori di quelli in bici. Ritengo che la legge parli di “evitare “ gli spostamenti ( anche in bici) e non “vietare “ con conseguenze penali , e pertanto diventa un richiamo alla nostra coscienza .

    1. Diventa difficile valutare effettivamente, in quanto vi sono anche differenze tra Comune e Comune. Resta però il fatto che nella zona arancione gli spostamenti sono vietati e non sconsigliati.

  3. la prefettura di Lecco specifica, quindi in zona rossa:

    16. Attività generiche all’aperto: consentite, purché rispettino quanto previsto su assembramenti e distanze interpersonali.

    Tra queste dovrebbero rientrare le uscite in solitaria in bicicletta senza alcuno scopo agonistico fermo restando la considerazione di opportunità di non rischiare con un incidente di intasare gli ospedali già saturi di pazienti.

    https://www.leccoonline.com/articolo.php?idd=50969&origine=1&t=Coronavirus%3A+i+chiarimenti+della+Prefettura+sull%27accesso+alle+attivit%26agrave%3B

  4. Le attività all’aperto sono consentite purché si rispettino le disposizioni sulla distanza.
    Andare in bici in solitaria non comporta alcun rischio di contagio, perché uno dovrebbe stare a casa???
    Cercate di approfondire meglio la tematica prima di giungere a conclusioni.

    1. Ci spiace ma non è così. All’interno della zona di sicurezza, come appena confermato dal Ministero dell’Interno, gli spostamenti sono consentiti solo con autocertificazione per lavoro, salute o urgenza.

      1. Ci dispiace, ma ha appena detto il falso. Nel decreto é scritto (cito) “lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro.”

        Ora provi documentatamente a sostenere che l’allenamento in bici non rientri in questa casistica. O riscriva l’articolo 🙂

        1. Gentilissimo Enrico,
          da ieri mattina ci interroghiamo su quel punto, non a caso nell’articolo è scritto: ” Va comunque segnalato che il decreto non vieta l’attività all’aria aperta a distanza di sicurezza ma resta da capire come può essere inteso un allenamento in bici, se non uno spostamento”.
          Tuttavia pare, impressione, che ci siano delle differenze di attuazione tra Comune e Comune dato che ieri ad esempio in Provincia di Parma sono stati multati tre escursionisti per una passeggiata. Senza dimenticare che non possiamo rischiare di farci male.

          1. La frase è contenuta nell’art 2 del dpcm dell’8 marzo e fa riferimento alle disposizioni relative alle zone diverse da quelle previste nell’art 1 (la ex zona rossa). Il dcpm del marzo estende le previsioni delle zone rosse a tutto il territorio nazionale, per cui non credo che quella previsione possa ancora considerarsi valida. E questo al di là di ogni ragione di opportunita

      2. Secondo il suo ragionamento tutti i tipi di sport all’aria aperta prevedono uno spostamento dalla propria abitazione, quindi non si capisce quale sarebbero le attività consentite. Deprecabile è censurare le uscite in bici e pubblicizzare i rulli o la cyclette.

        1. Mi spiace molto francamente per il suo commento. Ieri abbiamo ampiamente dibattuto su questo fatto e penso che dopo l’intervento di Davide Cassani e l’articolo di La Stampa che spiegava che dei ciclisti amatoriali sono stati rimandati a casa dalle forze dell’ordine, ci sia poco altro da aggiungere.
          Rispondo in merito ai banner:

          Non vedo cosa ci sia di male nel link pubblicitario. Questo sito costa ogni anno centinaia di euro per il mantenimento e tanto tempo. Io e l’altra persona che ci scrive lo facciamo per passione. Non penso che se utilizzando i banner qualcuno ci sostenesse, ci sarebbe qualcosa di male.. che poi le garantisco che si parla di spiccioli davvero irrisori. Comunque tutti noi preferiremmo uscire in bici.
          Buona giornata

  5. Si entra nel campo filosofico. Chi esce in bici in solitaria rientra nello esso luogo da cui è partito, senza avere contatti con nessuno per tutta la durata dell’uscita. La legge va onterpretata, non seguita bovinamente.
    La pssibilità di infortuni è un discorso a parte, ovviamente.

    1. Ci spiace ma non è così. All’interno della zona di sicurezza, come appena confermato dal Ministero dell’Interno, gli spostamenti sono consentiti solo con autocertificazione per lavoro, salute o urgenza.

      1. Io vado a lavoro in bicicletta e lo reputo molto più sicuro e migliorativo per il sistema immunitario , grazie aria fresca iperventilazione e sole , credo che se tutti evitassero auto smog e rafforzaznk il sistema immunitario con attività fisica leggera come la bici , sì contrasta meglio il virus ,

  6. Scusate ma non mi e ‘ molto chiaro ..uscire in bici in solitaria o gruppo di 3 persone in provincia di Como ( zona rossa quindi ) sarebbe da evitare ? La autocertificazione spostamento sembra essere inerente a mezzi trasporto auto

    1. Purtroppo può darsi che esistano delle differenze tra Comune e Comune nel modo in cui viene applicata la legge. Solo per fare un esempio ieri, in Provincia di Parma, 3 escursionisti sono stati multati per una passeggiata.

  7. La cosa che mi rattrista di questo articolo che finisca con una promozione commerciale…
    Non sono un agonista e mi dispiace, ma l’intento di q uesto articolo non lo condivido ed una passeggiata in solitaria su l’argine del fiume Po non può farmi sentire un fuorilegge

    1. Mi dispiace molto che lei la veda così. Non vedo cosa ci sia di male nel link pubblicitario. Questo sito costa ogni anno centinaia di euro per il mantenimento e tanto tempo. Io e l’altra persona che ci scrive lo facciamo per passione e non certo per un tornaconto ma non vedo se utilizzando i banner qualcuno ci sostenesse cosa ci sarebbe di male.. che le garantisco che si parla di spiccioli davvero irrisori. Comunque per l’altro punto la invito a leggere le risposte agli altri.

  8. Il Prefetto di Sondrio, zona arancione, ha detto che sono possibili gli spostamenti nel comune, non tra comuni. Ovviamente è una bella limitazione, ma un minimo si può fare. Vale il discorso sugli incidenti. Io valuto i rulli…

  9. Il decreto parla chiaro…..
    Lo sport di base e le attivita’ motorie in genere, svolti all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro di cui all’allegato 1, lettera d);

    Sembra che sia possibile praticare sport DA SOLI

    1. Da ieri mattina ci interroghiamo su quel punto, non a caso nell’articolo è scritto: ” Va comunque segnalato che il decreto non vieta l’attività all’aria aperta a distanza di sicurezza ma resta da capire come può essere inteso un allenamento in bici, se non uno spostamento”.
      Tuttavia pare, impressione, che ci siano delle differenze di attuazione tra Comune e Comune dato che ieri ad esempio in Provincia di Parma sono stati multati tre escursionisti per una passeggiata. Senza dimenticare che non possiamo rischiare di farci male.

    2. Per il benessere e la salute di tutti anche la bici andra’ usata in maniera consapevole. Ci sposteremo all’ interno del nostro Comune facendo in modo di rispettare le norme di sicurezza imposte dal decreto. Nel mio caso mi muniro’ di autocertificazione per andare al lavoro (perche’ anche io utlizzo quasi esclusivamente questo mezzo a meno di eventi climatici particolari). Auguriamoci che la Municipale e le autorita’ preposte siano clementi coi ciclisti, specie se solitari…..

  10. Perche perché una volta non seguiamo le inficazioni che ci vengono date, siano anche non assolutamente condivisibili od imposte senza puntualizzare polemicamente su tutto. In questo momento credo sia più importante dare un segno di maturità che fare qualche uscita. In fondo la maggiore parte di chi scrive va in bici per hobby , non stiamo parlando di atleti che si preparano da anni per impegni importantissimi ed anche in questi casi , riterrei la situazione individuale comunque subordinata al bene comune. Paolo (ciclista )

  11. Ciao a tutti,
    vi sottopongo la mia situazione: non sono un pro’, amatore o granfondista ma solo un amante della bici . Da più di dieci anni vado in bici al lavoro, ho una macchina sola e la usa mia moglie.
    Se devo cambiare le abitudini devo optare per il treno con probabilità alta di beccarmi qualcosa! Ho la giustifica del mio datore di lavoro. Sono sempre andato da solo e mai con i grupponi domenicali.
    Oggi mentre raggiungeva il posto di lavoro mi sembrava di essere guardato come il pazzo o il solito ciclista c……ne!
    So che non esiste un divieto sul mezzo utilizzato, ma qualunque scelta potrebbe essere fonte di pericolo. Che ne dite?

    1. Ciao Stefano,
      la tua è un’ottima domanda perché davvero particolare. Sicuramente puoi ancora utilizzare la bici in questo caso. Ti converrebbe specificarlo nell’autodichiarazione in modo da non dare adito a impressioni che tu possa utilizzare quella del lavoro come scusa. Inoltre il sindaco di New York ha consigliato ai cittadini di andare a lavoro in bici per evitare i mezzi pubblici perché pericolosi. Questo ovviamente non fa legge in Italia ma è un paragone utile per capire cosa sia più pericoloso. Ovviamente serve molta accortezza.

  12. Vorrei un suo parere, non posso non andare a lavoro, anche prima di questi brutti tempi mi spostavo in bicicletta anche per andare sul posto di lavoro. Potrei continuare ad andare a lavorare in bicicletta? Anche muovendomi da solo ovviamente

    1. A mio parere:
      Sicuramente può ancora utilizzare la bici in questo caso. Credo che le converrebbe specificarlo nell’autodichiarazione in modo da non dare adito a impressioni che possa utilizzare quella del lavoro come scusa. Inoltre il sindaco di New York ha consigliato ai cittadini di andare a lavoro in bici per evitare i mezzi pubblici perché pericolosi. Questo ovviamente non fa legge in Italia ma è un paragone utile per capire cosa sia più pericoloso. Ovviamente serve molta accortezza.

  13. Ciao a tutti
    alla fine stasera del mio turno ho ripreso la strada di casa con la mia amata bici, luci e riflettenti e poi…..alla fine dopo averci ragionato ho deciso di finire il mio viaggio in treno!
    Proverò il brivido del rischio (vi farò sapere se sarò contagiato) di stare al chiuso nel vagone!
    Il mio pensiero è stato solo uno: quello di non creare problemi ulteriori ai sanitari. Inoltre con così poco traffico le strade sono diventate ancora più pericolose, macchine, furgoni e altro che sfrecciano alla grande…che paradosso!!
    Io metto in quarantena le mie bici..allenamenti sui rulli e vediamo di uscirne al più presto ..così torneremo a godere della nostra libertà di pedalare ricordandoci di cosa stavamo perdendo!
    Ciao a tutti!

    1. Grazie per il commento, il tuo impegno per non creare problemi è davvero encomiabile e ci auguriamo che serva di esempio ad altri. Anche la valutazione sulle strade deserte è molto utile. Grazie, speriamo che tutto passi presto e che possiamo essere tutti in salute per togliere le bici dalla quarantena, come hai ben detto.
      Saluti con affetto
      Davide

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