Scelta-rapporto-bici

Ogni ciclista, in base alle proprie caratteristiche fisiche e al proprio livello di preparazione, è più o meno adatto ad una tipologia di rapporto, ovvero ad un particolare pacco pignoni. Le sensazioni percepite con questa componente possono essere molto soggettive e tanto dipende anche dalla tipologia di salite che intendiamo affrontare. Fatta questa premessa però, ovviamente ognuno di noi ha un certo grado di libertà nella scelta del pacco pignoni migliore per le proprie caratteristiche.

Oggi la stragrande maggioranza delle bici da corsa, monta all’anteriore una guarnitura compact, ovvero uno strumento che permette di avere una corona molto piccola, quasi sempre da 34 denti, occasionalmente da 36. Questa è la principale alleata di ogni ciclista in salita, in quanto permette di avere uno sviluppo metrico ridotto ideale per raggiungere le nostre ambite vette. Come si fa allora a scegliere il pacco pignoni (quindi posteriore) migliore per ognuno di noi? Vediamo subito.

Scegliere il pacco pignoni migliori

Per la scelta del pacco pignoni più adatto alle nostre circostanze dobbiamo considerare a che rpm, ovvero con che frequenza di pedalata al minuto, normalmente montiamo su una salita media. Se le nostre pedalate al minuto hanno un ritmo molto basso, diciamo che sono attorno alle 50 rpm, allora è evidente che abbiamo bisogno di un pacco pignoni più agile. Una buona idea potrebbe essere montare il pacco pignoni che arriva fino al 29 o in alcuni casi anche al 36, ovvero i più completi. Molti agonisti ritengono però che questa sia una decisione eccessiva, quasi un qualcosa che può offendere la forza fisica del ciclista. Lasciamo perdere l’ego e pensiamo a scalare le nostre salite.

La realtà è però infatti che in alcuni casi potrebbe risultare molto utile per arrampicarsi sulle salite peggiori. Non c’è niente di male ad utilizzare questo strumento che viene messo a disposizione dei ciclisti. Inoltre il ciclista potrebbe comunque sempre decidere di non utilizzare questo rapporto o di farlo in modo sporadico, tenendolo come elemento di scorta a cui ricorrere in caso di crisi o di un pesante affaticamento lungo l’ascesa. Infine questi pignoni sono a dir poco fondamentali se si vuol provare a scalare dei “muri” con salite molto impervie.

E se percorro molti chilometri in pianura?

Per chi percorre molti chilometri in pianura, montare il 29 o peggio ancora il 36 potrebbe essere leggermente penalizzante. Il consiglio che gli esperti danno in questo caso è quello di tenere in garage una seconda ruota con un secondo pacco pignoni da utilizzare nelle giornate in cui si intende affrontare delle salite particolarmente dure. Questo piccolo accorgimento può aiutare molto sui grandi dislivelli e sulle uscite di gruppo. Quindi in questo caso occorre avere un pacco pignoni per la salita e uno per la quotidianità.

Scelta del rapporto migliore e calcolo ipotetico

Il rapporto ideale per la propria gamba si costruisce giorno dopo giorno, con il sudore sulla fronte e conoscendo sempre meglio la propria bicicletta. I rapporti solitamente più utilizzati sono il 50-34 e il 53-39. Esiste un calcolo matematico che permette di determinare la velocità media ottenuta utilizzando un certo rapporto, ad una precisa cadenza di pedalata. Proviamo a fare un esempio con questi due rapporti più “utilizzati”.

Un ciclista che sale utilizzando un rapporto 34-28 in una salita ripida ad una cadenza di 60 rpm, svilupperà una velocità di 9 km/h. La stessa velocità sarà ottenibile con un 39-32. Ovviamente questa velocità media varia poi in base al peso del ciclista e alla percentuale di inclinazione della strada. La cosa davvero importante di questo calcolo matematico è che ci dimostra in modo chiaro che un amatore normale, quindi non allenato per competizioni molto dure, oltre certe pendenze ha bisogno di un pacco pignoni più completo. I rapporti più agili, arrivano fino al 36 dietro, e possono permetterci di salire con il nostro passo su qualsiasi salita.

Diversamente oltre una certa soglia fisica, superando pendenze dell’11%, la nostra cadenza crollerebbe drasticamente e faremmo anche molto più fatica. Per avere indicazioni sulle velocità medie ottenute con i rapporti 50-34 e 53-39, os sulla cadenza che dovreste avere per raggiungere una certa velocità media, scriveteci o commentate l’articolo. Ci piacerebbe molto anche sapere con quale rapporto vi trovate meglio. Scriveteci!

Di DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel (poco) tempo libero.

4 pensiero su “Come scegliere il rapporto migliore per la nostra bici da corsa?”
  1. Ciao io fino a poco tempo fa ho utilizzato come guarnitura un52/38 e poi sono passato ad un 50/36 e devo dire che mi trovo molto bene con il 50/36 perché mi permette di affrontare con più facilità tutti i percorsi e rientro a casa molto più fresco

  2. Cicliamatore di 56 anni, solo da 6 in bicicletta, amante delle salite, senza vena agonistica se non con se stesso , evidentemente con poca forza, ho trovato la pace con guarnitura GRX 46/30 e pacco pignoni 11-36.
    A 70 rpm e salvo la poca gamba, magari a 7 km/h ma quasi ovunque!

    1. Complimenti Stefano è un’ottima meta raggiunta, non tutti possono dire di salire quasi ovunque!! Certe salite per un amatore è anche difficile farle a velocità maggiori.

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