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Acquistare una bici con un gruppo meccanico e freni classici, ovvero i cosieddetti “rim” o “freni a pattino”, ha ancora senso davanti alla grande avanzata di freni a disco e cambio elettronico? La domanda è molto utile e importante, visto che da un lato troviamo l’avvento delle nuove tecnologie, le quali impongono bruschi cambiamenti al mercato, il quale segue sempre le tendenze dei clienti. E’ quindi in corso un parziale deprezzamento sui modelli classici. Diciamo parziale perché l’impressione è che valga prevalentemente per chi vuol dare indietro al rivenditore la propria bici e tenda un po’ a sparire poi nella vendita dell’usato.

Da un punto di vista estetico va detto subito che, secondo noi, la bici tradizionale è molto più pulita alla vista e di conseguenza più bella. Come ogni valutazione estetica comunque si tratta di una considerazione personale e soggettiva che quindi lascia il tempo che trova.

Cambio elettronico

Per prima cosa è evidente, anche dall’utilizzo che ne fanno i pro, che il cambio elettronico è eccezionale dal punto di vista delle prestazioni. Tutto però va visto in funzione dell’uso che ne facciamo e del budget di cui disponiamo per l’acquisto della bici. Ad esempio non è difficile ipotizzare che oggi, cambio meccanico e freni rim, permettono di tenere i prezzi più bassi. Questo consente quindi all’acquirente di investire la parte eccedente di un budget restante in ruote migliori. In questo caso quindi, a parità di budget, sarà migliore la bici allestita in modo tradizionale.

Il cambio elettronico inoltre, a detta di chi lo utilizza, è molto divertente. Non dimentichiamo però mai che si tratta di un prodotto da ricaricare prima dell’uso. Non è raro che qualche ciclista si dimentichi e finisca per tornare a casa senza cambiare rapporto.

Vediamo riassunto qualche aspetto critico del cambio elettronico:

  • Si può scaricare. In caso di batteria scarica, solitamente, sono programmati per spostarsi automaticamente sul rapporto più agile.
  • A differenza dell’elettronico il gruppo meccanico semplifica la manutenzione, per chi sa dove mettere le mani. Il cambio elettronico avrà sempre bisogno di uno specialista per la sua manutenzione.
  • Costa ovviamente molto di più.

Rispetto alla necessità di caricare questo dispositivo va comunque detto che stiamo andando verso un orizzonte sempre più usa e ricarica. D’altronde già adesso dobbiamo ricaricare i nostri ciclocomputer, la luce con sensore posta dietro la sella e forse altri dispositivi che potremmo utilizzare.

Freni a disco

I freni a disco a noi continuano a sembrare un elemento un po’ strano su una bici da corsa, almeno a livello estetico. Hanno però sicuramente dei grossi vantaggi, anche in termini di sicurezza, per chi fa molti km in discesa e nella guida sul bagnato. Sorvolando sul piano estetico, che abbiamo detto essere soggettivo, i freni a disco hanno sicuramente questi svantaggi:

  • prezzo più alto;
  • peso maggiore di circa 400/500 grammi.

Frenare-bici-corsa

Questi sembrano essere gli unici elementi negativi al momento riscontrabili sul freno a disco. Le prestazioni del freno a disco sul bagnato e in discesa appaiono di gran lunga migliori, mentre non sono riscontrabili differenze sostanziali sull’asciutto pianeggiante.

La nostra conclusione

Per quanto concerne i freni l’impressione è che il mercato stia andando in modo deciso verso il disco, orientando tutti i nuovi clienti verso questa soluzione. L’impressione è che questo sia un cambiamento destinato a restare nel tempo, anche se per fortuna restano ancora dei telai top di gamma che vengono allestiti con i classici freni rim. Vedremo con la prova del tempo ma la nostra idea è che il disco sia un elemento molto valido, che toglie qualcosina in termini di peso (ininfluente per gli amatori) ma può aggiungere in termini di sicurezza.

I freni a disco sono quindi adatti a chi esce molto anche con il brutto tempo, a chi frena tanto in discesa e a chi si fa molti km di discesa che portano spesso a indolenzimento delle mani, con i freni classici.

Il discorso per quanto riguarda il cambio elettronico è molto più incerto. Vi ricordate anni fa quando uscirono le prime macchine con cambio automatico? Dissero che sarebbero sparite negli anni le auto con il cambio “classico”. Questo ovviamente non è avvenuto e non avverrà mai perché la guida classica ha un suo fascino, dei vantaggi e piace moltissimo a tanti utilizzatori. Per il cambio elettronico possiamo dire la stessa cosa. Secondo noi appassionerà e divertirà molti ciclisti ma negli anni almeno il 50% continuerà ad utilizzare il cambio meccanico. Questo infatti offre un notevole fascino, è comunque divertente da usare ma soprattutto per molti di noi è qualcosa di strettamente familiare, a cui siamo affezionati e di cui conosciamo il significato di ogni minimo sibilo.

In conclusione quindi i nostri consigli sono:

  1. Se cercate una bici leggerissima da salita, potete continuare ad usare rim e cambio meccanico, investendo ciò che risparmiate su due buone ruote;
  2. Se frenate molto in discesa, volete prestazioni migliori in discesa o cercate la massima sicurezza optate per i freni a disco. Per quanto riguarda il cambio scegliete quello che più vi aggrada, ovviamente anche in funzione del vostro budget.
  3. La scelta se prendere o meno il cambio elettronico dipende unicamente dal divertimento che questa soluzione vi offre e dalla vostra simpatia personale per il cambio meccanico. Solitamente i ciclisti che hanno iniziato a macinare km da meno anni, presentano meno scrupoli nel passaggio all’elettronico.

Fateci sapere cosa ne pensate, come vi trovate e quali sono le vostre preferenze.


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Di DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel (poco) tempo libero.

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