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A distanza di qualche giorno torniamo a parlare dell’utilizzo di chetoni esogeni nel ciclismo, un argomento che sta creando divisioni nel ciclismo e destando molte polemiche. Partiamo da un dato oggettivo: è ormai noto che molte squadre professionistiche ne fanno uso, in quanto questo speciale integratore non è vietato dall’UCI. Diversi studi hanno evidenziato la loro utilità, sia per favorire un rapido recupero dopo uno sforzo, sia per disporre di una maggiore fonte energetica durante lo sforzo.

L’uso di chetoni nel ciclismo professionistico

L’uso di questi integratori è stato confermato dal team Jumbo-Visma e dalla Lotto Soudal. Stando ad indiscrezioni riportate da ciclismonews.biz sarebbero poi già utilizzati anche dalla Deceuninck-QuickStep. In realtà nel 2019 le cronache francesi parlavano già di molte squadre che al Tour avevano scelto di utilizzare questo integratore. Kieran Clarke, lo scienziato britannico che ha inventato il chetone come integratore, più di sei squadre utilizzavano i chetoni già nel 2018, volendo però restare nell’anonimato.

A tal riguardo il team manager della Jumbo – Visma Plugge aveva dichiarato che “i chetoni sono un integratore dietetico, un po’ come le vitamine ed è risaputo che altre squadre li usano“. Proprio l’uso da parte di questa squadra, che al prossimo Giro punterà su Laurens De Plus, ha fatto discutere. Recentemente infatti il campionissimo Dumoulin ha lasciato il gruppo MPCC, ovvero il movimento per un ciclismo credibile. Tom ha addotto due motivazioni per giustificare questa scelta:

  • Il fatto che la sua squadra abbia scelto di partecipare alla Parigi – Nizza quando, a suo dire, era già evidente il rischio Coronavirus;
  • il ricorso della sua squadra all’uso di chetoni, senza certezze sulle ripercussioni sulla salute.

Simon Verdonck medico della Cofidis aveva tempo fa spiegato che questo integratore ha il grande pregio di permettere ai corridori di salvaguardare delle energie, rimandando l’uso corporeo dei carboidrati, per il finale delle tappe. Per contro il presidente dell’UCI David Lappartient si è detto preoccupato per l’utilizzo di questo integratore, in quanto a suo dire non se ne conoscono gli effetti sul lungo termine. Per questa ragione l’UCI si è formalmente impegnata a comunicare alla comunità scientifica un eventuale riscontro negativo per la salute, derivante dall’utilizzo dei chetoni. Questa posizione e il conseguente divieto di utilizzo per il momento non sono arrivati. Anzi la realtà dei fatti è che questi integratori si stanno espandendo anche al mondo del ciclismo amatoriale.

La nostra posizione

Ci teniamo molto a chiarire la nostra posizione in merito. Questo è molto importante, soprattutto dopo essere stati oggetto di polemiche provenienti da altri portali che apprezziamo e stimiamo. Detto ciò, i chetoni al momento presentano un biglietto da visita molto interessante, molti medici ne parlano benissimo, presentandoli come un prodotto benefico. Francamente queste voci ci sembrano molto credibili e autorevoli, di conseguenza abbiamo intenzione di dar loro voce come riteniamo sia gusto.

Non avremo nessun problema a segnalare anche eventuali impressioni negative o a dar spazio a medici che avranno un’opinione contraria e vorranno parlarcene. Non a caso abbiamo segnalato che questi integratori presentano degli effetti collaterali, in alcuni sporadici casi, e che li troviamo al momento comunque cari. Detto ciò continueremo a seguire la vicenda, abbiamo anche attivato un canale di vendita con Pruvit. Quest’ultima è l’azienda che ha brevettato l’unica formula esistente al mondo al momento di chetone esogeno bioidentico.

Questa scelta è dettata dal fatto che noi vogliamo semplicemente descrivere questi integratori e cercare di capirne di più. Sottolineiamo che non vogliamo spingere nessuno all’acquisto ma che vogliamo mettere chi ha intenzione di provarli in condizioni di farlo. Come avviene nel caso degli acquisti su Amazon, chiediamo a chi acquista di passare dai nostri banner, solo perché questi acquisti (con provvigioni irrisorie) permettono a questo portale mosso solo dalla passione di continuare ad esistere.

Di DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel (poco) tempo libero.

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