Roberta Agosti e Nicholas Chiola: un sabato nero per il ciclismo

Roberta Agosti e Nicholas Chiola

Purtroppo il mondo del ciclismo si trova di nuovo a dover piangere lacrime amare, a causa di un normale sabato mattina che si è rivelato terribilmente insanguinato. Roberta Agosti, compagna di Marco Velo, è morta a seguito dell’impatto con un camioncino del latte. Il drammatico evento è avvenuto in Provincia di Brescia, dove Roberta stava pedalando assieme all’ex campionissimo Marco Velo, oggi braccio destro di Davide Cassani nella gestione della nazionale italiana di ciclismo.

Terribile anche l’incidente capitato in Provincia di Pescara al giovanissimo diciannovenne Nicholas Chiola. Il giovane, che corre nella categoria Under 23 per il team Stipa di Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo), si è scontrato con un fuori strada e ha sbattuto la testa. Apparso subito molto grave, è stato trasportato all’ospedale di Pescara. Al momento si trova in rianimazione e tutto il mondo del ciclismo italiano trattiene il fiato per lui.

Il ricordo di Davide Cassani

Il Ct della nazionale Davide Cassani ha voluto salutare pubblicamente Roberta ed esprime tutto il suo affetto a Marco Velo con queste parole:

Roberta aveva appena 51 anni ed era la compagna di vita di Marco Velo. Lo scorso fine settimana l’abbiamo trascorso insieme, tre fantastiche giornate all’insegna della bicicletta. Venerdì il Barbotto, sabato il Carpegna, domenica le colline romagnole di Longiano e Sogliano. Lei sempre sorridente, allegra, felice di stare insieme a noi, con la sua bicicletta, la nostra passione. E questa mattina la tragedia. Un gruppetto di amici, il solito giretto del sabato, una strada di campagna nel bresciano per nulla trafficata ed in leggera salita, nessuna curva. Roberta, per evitare due amici caduti davanti a lei, si è buttata sulla sinistra. Purtroppo, fatalmente, stava arrivando un camion che peraltro viaggiava a velocità ridotta. L’impatto è stato fatale e Roberta non ha avuto scampo.

Per me Marco è un fratello e non solo il mio collaboratore più fidato. Il giorno che sono diventato Commissario Tecnico la prima telefonata l’ho fatta a lui: ti voglio con me in nazionale. Abbiamo diviso molte cose io e Marco, lui sa sopportarmi, io ascoltarlo. Dimenticare Roberta sarà molto difficile ma vorrei garantire Marco che sono qui per aiutarlo, per abbracciarlo e per chiedergli di fare metà con me del suo dolore. La vita mi sta insegnando che niente conta di più dell’ affetto, dell’ amore che si può dimostrare ad una persona. La sincera partecipazione al suo dolore forse è poco ma è tutto quello che ho. Ciao Roberta che la terra ti sia leggera“.

Una situazione non tollerabile

Basta uscire con la propria bicicletta, a prescindere dalla tipologia, per capire che i rischi esistono sempre e non devono mai essere sottovalutati. Tuttavia è evidente che in Italia manca una cultura di rispetto per i ciclisti. Proprio pochi giorni fa parlavamo del tema legato alla sicurezza dei ciclisti in occasione della presentazione del Giro d’Italia Under 23. Dati alla mano in Italia muoiono ogni anno 250 ciclisti, uno ogni 35 ore. Questi non sono ovviamente tutti sportivi, molti di questi perdono la vita mentre si spostano con la propria bici da passeggio, forse per raggiungere il posto di lavoro.

Questo dato rappresenta un’istantanea fortemente ingiusta, soprattutto se si considera che stiamo parlando di un mezzo:

Per rendere bene l’idea basti pensare che è come se ogni anno sparisse l’intero gruppo che partecipa al Giro d’Italia o al Tour de France. Siamo sicuri che si potrebbe fare molto di più in materia di sensibilizzazione ma ancor più di prevenzione. Sappiamo di paesi in cui nel fine settimane alcune strade di collina e di montagna vengono chiuse per permettere ai ciclisti di divertirsi in sicurezza. Siamo sicuri che organizzare qualcosa di simile sarebbe così difficile per le amministrazioni locali? Restiamo in attesa di notizie su Nicholas Chiola, sperando di potervi presto aggiornare in senso positivo.

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Di DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel (poco) tempo libero.

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