Una gara pazza quella che ci ha riservato la più antica Monumento del World Tour. Un copione già scritto per Julian che con indosso l’iride da neo-campione del mondo era già pronto a celebrare la vittoria (peraltro giunto al traguardo con le braccia al cielo). Eppure no, qualcosa stavolto è andato storto. Un befferdo destino, ancora una volta, ha deciso di modificare un copione già scritto, concedendo stavolta la gloria a Primoz Roglic.

Un classico Monumento del Nord

Tra le campagne belga va in scena una classicissima Liegi. Percorso con tante piccole asperità e i classici muri a far selezione. COme lo scorso anno l’asperità più attesa è l’ultima, Cote de la Roche-aux-Faucons (1,3 km km all’11% con punte al 13%). Si parte e parte la fuga con 8 corridori. Un’azione decisa e compatta grazie alla presenza tra gli attaccanti di Schaer, Elosegui e Goossens. Metà corsa scorre via rapidamente, ma nel tratto di rientro verso Liegi diventano protagoniste le cadute che coinvolgono in particolare Yates, van Avermaet, Vlagren e il nostro Caruso (trauma al polso), Cade anche il campione del mondo Alaphilippe. lo svizzero Hirschi e il giovane Pogacar, ma per loro nessuna conseguenza e rientro in gruppo senza problemi.

Gruppo compatto e via allo spettacolo

Il gruppo a mano a mano riprende la fuga, già decimata dai tanti muri affrontati, e si prepara per lo show finale. In vista dell’ultimo muro è Alaphilippe con un’azione simile a quella che gli ha permesso di vincere il mondiale che stacca il gruppo. Stavolta gli restano incollati 3 corridori, Roglic, Pogacar e Hirschi. I 4 corridori, probabilmente più in forma del momento, trovano un accordo perfetto a circa 20 km dall’arrivo. Il loro incedere è devastante e il gruppo viene tenuto a distanza a quasi un minuto. Il calibro dei noi in gioco, ahinoi, sottolinea ancora una volta quanto il nostro Giro sia stato penalizzato dal calendario che lo ha sovrapposto alle tante classiche del Nord.

Ultimo lunghissimo Km

I corridori arrivano a sfidarsi negli ultimi 1000 m. Sembrano cow-boy che si scrutano negli occhi, per capire da un cenno da un movimento chi sarà a far fuoco per prima. Tra i 4 però giunge come un fulmine un altro sloveno, Mohoric che rompe l’equilibrio e prova ad andare al traguardo. E’ la miccia che Julian attendeva. Si fa lanciare per lo sprint e scarta di lato, colpendo però la ruota di Hirschi che a sua volta urta Pogacar. I 2 sono fuorigioco e Julian giunge al traguardo a braccia levate….Ma Primoz non ci sta, da tutto e batte il francese con un grande colpo di reni al fotofinish. Alaphilippe sarà poi retrocessso a fine tappa per il suo repentino cambio di direzione in volata.

Per Roglic un successo meritato e voluto e che in parte lo ripaga dalla grande delusione del Tour.

 

Di Vincenzo Davide Catania

Vincenzo Davide Catania ha 35 anni e vive tra i ridenti colli di Bologna dove lavora come Chirurgo Pediatra presso l’Ospedale Sant’Orsola. Sposato con una donna meravigliosa che gli ha regalato 2 piccoli angeli, Giulia ed Emanuela. La passione per il ciclismo riemerge nei ricordi adolescenziali delle epiche imprese del Pirata, delle roboanti vittorie di Cipollini e Petacchi e delle imprese, nelle fredde terre del Nord, di Bartoli. Passista per natura e vocazione, nel poco tempo libero, spesso rubato al sonno alle prime luci dell’alba, coltiva la propria passione per la bici in una sfida costante con se stesso nella scoperta di nuovi e stimolanti percorsi che lo riportino ad un contatto puro con la natura delle montagne e del bosco.

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