Meno ciclocross per Van Aert: una scelta in ottica Giro d’Italia?

Manca sempre meno ai primi appuntamenti della stagione e tutti gli appassionati di ciclismo sono in trepidante attesa per le tappe di ciclocross che opporranno per la prima volta Van Aert e Van der Poel, ormai soliti dare spettacolo in questi contesti. Purtroppo, come comunicato dallo stesso corridore belga al quotidiano Sporza, saranno solamente sei gli eventi in cui i due si incroceranno durante l’inverno. Van Aert, infatti, ha riferito di aver scelto “a malincuore” di sacrificare la stagione del ciclocross, diminuendo il numero di gare a cui partecipare per “non lasciare nulla al caso in vista delle classiche primaverili su strada“.

I sei big clash tra Van Aert e Van der Poel

Il campione del mondo di specialità, Mathieu Van der Poel continua a mantenere il ciclocross come parte cruciale della sua preparazione invernale con diverse gare a calendario, tra cui l’obiettivo Mondiale, per ripetersi ancora una volta. Probabilmente l’olandese sarà coronato ancora una volta re della disciplina, considerata l’assenza del suo più grande rivale, Van Aert che, come detto, ha scelto meno gare delle stagioni precedenti, escludendo, tra le altre, proprio la prova iridata.

Saranno circa dieci le gare a cui parteciperà il nativo di Herentals, tra le quali solamente quattro le prove di Coppa del Mondo, precisamente nelle tappe di Asper-Gavere, Hulst, Zonhoven e Benindorm, oltre a una di Superprestige, presso Heusden-Zolder, mentre le altre saranno gare presumibilmente di livello minore. Le gare da segnare in calendario dove VDP e Van Aert si incroceranno dovrebbero essere: Mol, Anversa, Asper-Gavere, Hulst, Baal, Koksijde. Certamente saranno spettacolari e mozzafiato dal primo all’ultimo giro.

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Una scelta in vista del Giro d’Italia?

La scelta di ridurre l’attività  invernale di ciclocross da parte di Van Aert va in controtendenza rispetto a quella fatta dal suo rivale Van der Poel che, infatti, correrà un calendario decisamente più fitto sulla terra e diversi non hanno risparmiato critiche al corridore della Jumbo-Visma per la sua scelta. Tra i tanti dubbiosi, spicca l’opinione di Roger De Vlaeminck che, a Het Nieuwsblad, ha dichiarato come non solo non condivida la scelta di Van Aert ma come ritenga la scelta incomprensibile, sostenendo come “faccia poca differenza in vista della classiche“. Proprio una migliore preparazione volta ad ottenere un livello di forma ottimale per le classiche primaverili è la motivazione del diverso approccio alla stagione del ciclocross data dal belga pochi giorni fa ma potrebbe non essere l’unica spiegazione.

Da qualche settimana, infatti, è uscita, lanciata in primis da La Gazzetta dello Sport, l’indiscrezione di una possibile partecipazione di Wout Van Aert al prossimo Giro d’Italia non solo come cacciatore di tappe, ma come capitano della Jumbo-Visma per curare la classifica generale. Negli ultimi giorni sarebbero giunte conferme dalla Colombia, dove il campione belga si trovava in occasione del Giro de Rigo, sulla possibilità che il portacolori giallonero sia alla partenza da Torino il prossimo maggio. Effettivamente il percorso, con i suoi oltre 60 chilometri a cronometro potrebbe favorirlo, certo che per reggere sulle grandi montagne ci vorrebbe una versione di Van Aert simile al Tour de France 2022, dove accompagnò egregiamente Vingegaard su quasi tutte le grandi salite.

Certamente è un bel tema da analizzare da qui a quando usciranno i programmi ufficiali dei corridori però, sicuramente, la scelta di sacrificare maggiormente il ciclocross in questa stagione potrebbe essere proiettata nell’ottica di un maggior lavoro di fondo e di qualità sia per le classiche di primavera che per un tentativo di classifica generale alla prossima Corsa Rosa.

Marco Rosso

Piemontese di 23 anni, appassionato di ciclismo fin dalla nascita. Sto studiando Lettere all'università di Torino e mi piace disimpegnarmi con il giornalismo. Ho partecipato da amatore a 2 Giri delle Fiandre, 1 Liegi Bastogne Liegi, oltre ad aver scalato lo Stelvio da Bormio a 13 anni, per assistere a una tappa del Giro. Inoltre ho assistito dal vivo a: 4 Mondiali di ciclismo su strada, 3 Giri delle Fiandre, 1 Liegi, 1 Freccia Vallone, oltre a numerosissime tappe del Giro d'Italia e del Tour de France. Insomma, per me il ciclismo non è solo una passione ma qualcosa di più.

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