Misuratore di potenza o cardiofrequenzimetro? Pro e contro delle due alternative

L’utilizzo sempre più diffuso, anche tra gli amatori, del misuratore di potenza ha consentito di avere una maggiore precisione sui dati relativi alle proprie uscite in bicicletta e di conseguenza oggi è possibile mettere a punto allenamenti sempre più mirati ed efficaci.

In merito alla preferenza o alla maggior efficacia di uno due strumenti, esistono diverse scuole di pensiero. C’è chi sostiene che, con l’avvento del misuratore di potenza, non sia più necessario tenere conto dei dati forniti dalla fascia cardio e si basa unicamente sulle zone di potenza a seconda della propria FTP (Potenza alla Soglia Funzionale), chi invece continua ad utilizzare e preferire il cardiofrequenzimetro, impostando i propri allenamenti tenendo conto delle zone di frequenza cardiaca che vengono calcolate in base alla percentuale della propria frequenza cardiaca massima.

Nell’articolo evidenzieremo quali sono le caratteristiche del misuratore di potenza e del cardiofrequenzimetro, soffermandoci su come cambia la gestione dell’allenamento e quali sono i vantaggi che possono apportare questi due strumenti nell’analisi delle proprie uscite e gli eventuali svantaggi, spiegandovi perché, a nostro parere, entrambi sono indispensabili per il monitoraggio ottimale dei dati poiché sono due strumenti tra loro complementari.

Il misuratore di potenza misura il carico esterno, la frequenza cardiaca registra le variazioni fisiologiche e può essere influenzata da diversi fattori esterni (ad esempio lo stress, il livello di stanchezza, l’idratazione).

Come anticipato, il monitoraggio ottimale prevede entrambi gli strumenti. Se il misuratore di potenza indica con estrema precisione la potenza erogata durante la pedalata, il monitoraggio della frequenza cardiaca può fornire indicazioni preziose su altri fattori che influenzano la pedalata, come la gestione dell’alimentazione o dell’idratazione.

Per monitorare sforzi brevi (dell’arco di qualche secondo o di pochi minuti), un sistema affidabile è quello del misuratore di potenza, per sforzi più lunghi (per esempio dai 5 minuti in poi) il cardiofrequenzimetro può essere utile per monitorare l’intensità dello sforzo.

Misuratore di potenza

Che cos’è?

Il misuratore di potenza, o Power Meter, è diventato uno strumento utilizzato non solo dai Pro, ma anche da tutti colori che vogliono saperne di più rispetto ai propri allenamenti e capire come incrementare le proprie prestazioni, facendo attenzione ai dati relativi alla potenza. In questo modo è possibile realizzare programmi di allenamento specifici in relazione alle proprie caratteristiche ed agli obiettivi prefissati.

Si tratta di un dispositivo che misura la potenza erogata dal ciclista, misurata in Watt. La potenza è l’espressione della forza applicata sui pedali moltiplicata per la cadenza di pedalata.

Il Power Meter fu brevettato nel 1987 e la sua invenzione si deve all’ingegnere tedesco Ulrich Schoberer, che nel 1986, per la prima volta nella storia, riuscì a misurare la potenza di un atleta durante un’uscita in bicicletta all’aria aperta.

Come funziona…

La potenza viene misurata tramite dei sensori (estensimetri) che rilevano le deformazioni dovute a forze esterne sui corpi (nel nostro caso la bici). La potenza meccanica viene misurata attraverso la deformazione del corpo sottoposto a sollecitazioni. La costante deformazione di queste parti calibrate permette al sistema di misurare la coppia di forza, espressa in Newton metri (Nm).

Il misuratore di potenza può essere inserito in diverse componenti della bicicletta: sul mozzo, sulla guarnitura, sui pedali, in corrispondenza delle pedivelle o sulle corone. Uno dei sistemi attualmente più diffuso è la misurazione della potenza attraverso i pedali, che ha il vantaggio di rilevare i dati sul punto di contatto tra il ciclista e la bicicletta, esattamente dove viene espressa la potenza.

Come allenarsi con il misuratore di potenza?

Il primo step da seguire per chi utilizza per la prima volta il misuratore di potenza è di calcolare la FTP (Potenza alla Soglia Funzionale) per stabilire le zone di lavoro di riferimento, che vengono calcolate sulla base di tale dato.

Per ricavare il dato della propria FTP si tiene conto della potenza media espressa durante 20’ di lavoro alla massima intensità, da cui si sottrae il 5%.

Una volta conosciuta la propria FTP è possibile creare le zone di potenza personalizzate:

  • Zona 1: recupero attivo < 55% della FTP
  • Zona 2: resistenza 56–75% della FTP
  • Zona 3: ritmo 76–90% della FTP
  • Zona 4: soglia anaerobica 95–105% della FTP
  • Zona 5: VO2 Max 106–120% della FTP
  • Zona 6: capacità anaerobica 121–150% della FTP
  • Zona 7: potenza neuromuscolare o sprint < 150% della FTP

Il misuratore di potenza richiede di essere calibrato abbastanza regolarmente per fornire con precisione i dati. Ciò è possibile farlo in breve tempo collegando il dispositivo con l’app del proprio smartphone tramite connessione Bluetooth.

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Vantaggi

  • Allenamenti più mirati e accurati grazie al fatto che i dati sulla potenza sono precisi e vengono forniti istantaneamente.
  • Ottimizzazione del tempo di allenamento poiché fornisce dati affidabili sulla zona di potenza interessata.

Svantaggi

  • Prezzo d’acquisto alto. Essendo uno strumento specifico ci si deve aspettare che il suo prezzo non sia così agevole. Tuttavia negli anni i misuratori di potenza hanno avuto un progresso tecnologico sempre maggiore e questo ha comportato anche la riduzione dei prezzi, che varia in base alla tipologia e alla marca. Non è uno strumento indispensabile per uscire in bicicletta, ma se si vuole fare un salto di qualità per incrementare i propri allenamenti e migliorare le prestazioni vale la pena fare questo investimento.
  • L’alimentazione è a batterie che periodicamente andranno sostituite (svantaggio che interesserà i più smemorati).

Cardiofrequenzimetro

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Che cos’è?

Il cardiofrequenzimetro, spesso definito anche fascia cardio per ciclismo, è uno strumento che consente di monitorare l’attività cardiaca durante le uscite in bicicletta misurando il numero di battiti al minuto, nonché la frequenza cardiaca.

Come funziona…

Viene anche chiamato anche fascia cardio perché consiste in una fascia che si allaccia intorno al torace (in alcune tipologie intorno al polso) che presenta un sensore da posizionare all’altezza del cuore e che deve rimanere a contatto con la pelle. Questo trasmette le informazioni della propria frequenza cardiaca al ciclocomputer, con il quale è collegato tramite una connessione Bluetooth o ANT+, da cui sarà possibile leggerne i dati.

Come allenarsi con il cardiofrequenzimetro?

Per svolgere esercizi con il cardiofrequenzimetro è importante conoscere la propria frequenza cardiaca massima (FC max), dalla quale si calcolano le proprie zone di frequenza cardiaca. Questo dato si calcola approssimativamente facendo per gli uomini 220 – età e per le donne 226 – età. Tuttavia si tratta di regole generali, calcolate a partire dalla media di popolazione, ma possono esserci delle variabilità, talvolta anche significative.

Una volta calcolata la FCmax si conoscono le proprie zone di frequenza cardiaca che verranno utilizzate per l’allenamento o per tenere sotto controllo la propria condizione durante le uscite in bicicletta. Un altro dato che è importante conoscere è quello della frequenza cardiaca alla soglia anaerobica, perché da questo parametro è possibile migliorare l’allenamento di resistenza. Per maggiori informazioni vi consigliamo di leggere l’articolo sulle zone di allenamento.

  • Zona 1: recupero attivo 50-60 % della FCmax. Smaltimento del lattato tra una ripetuta e l’altra.
  • Zona 2: fondo lento/lungo 60-70 % della FCmax.
  • Zona 3: fondo medio/veloce 70-80 % della FCmax. È una zona sotto la soglia anaerobica. Si lavora a un’intensità che amplifica l’adattamento del fondo lento/lungo. Apporta vantaggi a livello metabolico.
  • Zona 4: soglia anaerobica/lattacida/FTP 80-90 % della FCmax. Miglioramento della capacità di lavorare con livelli di acido lattico superiori.
  • Zona 5: VO2max 90-100 % della FCmax. Si consumano principalmente carboidrati (no grassi). Incremento del massimo consumo di ossigeno.
  • Zona 6: capacità anaerobica.
  • Zona 7: potenza neuromuscolare. Zona in cui produciamo la massima potenza possibile.

Vantaggi

  • Prezzo d’acquisto basso.
  • Fornisce dati che consentono di capire come il corpo sta rispondendo agli stimoli.
  • Consente di vedere i propri miglioramenti nell’allenamento in base alla frequenza cardiaca, che più è bassa a riposo, più è indice di un buono stato di forma.

Svantaggi

  • La frequenza cardiaca è un dato piuttosto variabile che, come dicavamo all’inizio, può essere influenzato da fattori esterni come il caldo o il freddo che provocano un innalzamento o abbassamento della temperatura corporea, dall’altitudine, dal sonno, dallo stress, dall’alimentazione e dallo stato di idratazione.
  • Se si vogliono svolgere lavori specifici tenendo conto delle zone di frequenza cardiaca ci vorrà un po’ più di tempo per “portare” la frequenza cardiaca nella zona desiderata e quindi svolgere l’esercizio, non è un dato immediato, a differenza di quello della potenza indicato dal misuratore di potenza.

Conclusioni

  • La combinazione tra misuratore di potenza e fascia cardiaca offre una visione completa dell’allenamento, consentendo di valutare sia l’aspetto fisico che fisiologico.
  • L’analisi congiunta dei dati di potenza e di frequenza cardiaca fornisce indicazioni precise sulla condizione fisica e sulle aree di miglioramento.

In conclusione, il misuratore di potenza e il cardiofrequenzimetro non sono strumenti concorrenti, ma complementari. La loro combinazione offre una prospettiva più ampia sull’allenamento e sulle prestazioni, consentendo di massimizzare il proprio potenziale e migliorare, qualsiasi siano i propri obiettivi.

Letizia Nepomuceno

25 anni di Varese, aspirante giornalista e appassionata di ciclismo. Laureata in Lettere Moderne, pratica ciclismo a livello amatoriale. Le salite sono il suo habitat naturale e la scrittura è la sua grande passione insieme al ciclismo. Le piace raccontare il ciclismo femminile per promuovere un mondo in continua evoluzione e diffusione.

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