Pantani sarà sempre nella storia del ciclismo

In tempi in cui non è possibile parlare di ciclismo odierno la mente non può che correre a quello del passato. Un passato recente quello di Marco Pantani, destinato a restare per sempre nella storia perché irripetibile. Chi scrive si è innamorato di questo sport meraviglioso, il più bello al mondo, grazie a Pantani e a lui va la nostra riconoscenza e il nostro affetto. Chiunque oggi ha almeno 30 anni e sale su una bici, anche solo per farsi un giretto non può fare a meno di fantasticare andando con la mente alle sue imprese. Allora ripercorriamone alcune e gustiamoci un video fantastico.

1994 esordio al giro di Pantani

Poteva essere un buon gregario, dicevano. Nacque una stella del ciclismo. Il 4 giugno vince la sua prima tappa: scatta sul passo Giovo e va a riprendere Richard, vola sulla discesa di 40 km, inseguito dal compagno di squadra Chiappucci (uno che le discese sapeva farle) e dal campione del mondo Gianni Bugno. Niente, Pantani è inarrestabile e non lo prendono più. Scende a 80 chilometri orari, forse anni dopo solo Savoldelli avrebbe potuto seguirlo in discesa.

Il giorno dopo arriva il Mortirolo: 12 km con una pendenza media oltre il 10% con punte al 18%. Si blocca il cambio nel momento peggiore, la sua tappa sembra compromessa, ma lui sale con un rapporto durissimo, come se niente fosse. Sul tratto in leggera discesa si fa riprendere da Indurain, resta un po’ a ruota e poi riparte rifilandogli 50 secondi di distacco.

1995 nasce il pirata

Il 1995 non è un anno buono per Marco, viene investito da una macchina poco prima del Giro. Riesce a partecipare al Tour, seppur dolorante. Stravince sull’Alpe d’Huez, regalando agli appassionati un’altra impresa indimenticabile. Si taglia i pochi capelli rimasti e la mamma gli regala una bandana per proteggersi dal sole. Nasce così la leggenda del pirata più amato della storia.

1997 un anno incredibile

La Mercatone Uno costruisce attorno a Marco una grande squadra. Purtroppo Marco è ancora sfortunato al Giro, dove subisce una brutta caduta. Si presenta ancora una volta dolorante al Tour ma dalla seconda settimana riesce a siglare imprese da brivido, come un’altra grande impresa sull’Alpe d’Huez dove nessuno riesce a stare vicino al Pirata, appena inizia la salita.

1998 la consacrazione

Non c’è più modo di fermarlo, Marco è nella storia del ciclismo. Vince Giro e Tour de France. Un italiano torna a vincere 33 anni dopo Felice Gimondi e unico italiano insieme a Coppi a fare la mitica “doppietta”. Al Giro deve vedersela con Zulle e Tonkov, costretti ad arrendersi ad un ciclone. Il Tour de France è la consacrazione di un ciclista che semplicemente si rivela il più forte al mondo. In mente probabilmente abbiamo tutti la telecronaca di De Zan, che al ritmo di “E si alza sui pedali” ha scandito una storia d’amore che nessuno di noi potrà mai dimenticare.

Gustiamoci allora questo video, pronti anche a far cadere qualche lacrima, con la certezza che nessuno ci ha mai emozionato quanto il Pirata.

Raccontare per intero le cavalcate trionfali del Pirata sarebbe impossibile. Perché come disse Davide Cassini, lui sapeva accarezzare i pedali, partire quando la strada iniziava a salire e lasciare tutti dietro. Pantani era molto più di un campione, era una stella di quelle che non possono mai tramontare. Nervi saldi, cervello fresco, grandi gambe e un cuore immenso. Questo e molto di più era Marco Pantani.

Di DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel (poco) tempo libero.

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