Oggi è il giorno del campione. Oggi è il giorno della gloria. Pensavamo che Ganna ci avesse già mostrato tutto ciò di cui era capace. E invece no. Ancora una volta questo Giro ci dimostra come il ciclismo sia in grado di sorprenderci. Prendiamo i nostri appunti e i nostri copioni, gettiamoli via e impariamo a seguire e vivere questo ciclismo con il cuore e la passione. E’ il momento di cambiare, di non considerare più i corridori chiusi in categorie statiche. Oggi, Filippo, uomo del vento, uomo della potenza e della velocità ha dimostrato di poter essere un campione anche in strada in tappe infinite. Di poter affrontare le salite più lunghe senza cedere mai un metro. Oggi abbiamo imparato che se c’è un limite nelle nostre vite, il nostro obiettivo non è raggiungerlo, ma spostarlo ogni volta più in la; anche di pochi centimetri al giorno e accorgerci un giorno, voltandoci alle nostre spalle di aver percorso, metri o come Filippo centinaia di chilometri oltre le nostre aspettative. Non fermarti qui, hai dimostrato di poter vincere contro tutti e su tutti. Speriamo che quella di oggi per te possa essere solo la prova generale per iniziare a vincere anche le grandi corse di un giorno.

Una fuga difficile

La tappa di oggi fa gola a molti e in tanti tentano all’inizio la fuga. Ma il gruppo controlla astutamente non lasciando spazio. Dopo 50 km però sembra la volta buona. Si staccano in 8 tra cui Filippo Ganna e Salvatore Puccio (Ineos Grenadiers), Jan Tratnik (Bahrain McLaren), il norvegese Carl Fredrik Hagen (Lotto Soudal), Valerio Conti (UAE Team Emirates), Edoardo Zardini (Vini Zabù Brado KTM), lo spagnolo Hector Carretero (Movistar) e il colombiano Jonathan Restrepo (Androni Giocattoli-Sidermec). E’ l’inizio di una tappa incredibile che solo poche ore fa nessuno avrebbe mai immaginato. Torniamo ancora a quel copione che sembra perfetto. Ganna che traina come una locomotiva i fuggitivi consentendo di prendere oltre 5 minuti sul gruppo che cede spazio ma non troppo. All’imbocco di Monte Scuro le cose cambiano. In uno scenario quasi spettrale, tra nubi e nebbia, tra pioggia e alti lerci le corsa esplode. Il gruppo guidato dalla Deceuninck-Quick Step e dalla Sunweb dimezza il vantaggio dei fuggitivi.

Una locomotiva scavalca la Sila

I fuggitivi esplodono. Scatti e contro scatti degli attaccanti fanno selezione. Il più in palla sembra Carretero. Ma ogni suo tentativo di fuga viene immediatamente neutralizzato da Ganna. Ad uno ad uno saltano tutti i compagni della fuga. Dal gruppo si staccano DeGendt e Rubio che inseguono la fuga sino a reggiungerla. Sembra tutto scritto, i fuggitivi ripresi, gli scalatori pronti a darsi battagli lungo l’ascesa della Sila nella speranza di arrivare in fondo. Sembra, perché ciò a cui stiamo per assistere è qualcosa che trascende ogni logica. Ganna entra in modalità uomo bionico. Imposta il proprio software in modalità campione del mondo a cronometro e scala la vetta al proprio ritmo. Un ritmo veloce ma potente, con la corona sul 53 Filippo riprende tutti fino al punto di staccarli. Una locomotiva inarrestabile che si inerpica tra i tornanti, incurante del freddo e del vento. Arriva prima di tutti al GPM a 15 km dal traguardo. Da lì inizia una lunga e trionfale passarella. Dalle nubi spunta la sagoma antracite di Filippo che diventa ancora un tutt’uno con la bici e con l’asfalto. Il suo incedere è un perfetto automatismo, la sofferenza sul suo volto solamente tradisce la fatica dello sforzo odierno. Dapprima quello per trainare la fuga e poi quello per staccare tutti in salita. Ma la sua pasta è differente dagli altri, è quella del campione pronto ad esaltarsi, capace di tirar fuori energie nascoste, come una selva pronta ad afferrare la preda che diventa più feroce proprio quando questa è più debole. La sua gioia si scioglie sull’arrivo quando la fatica lascia lo spazio a lacrime di gioia miste a incredulità per ciò che ha compiuto.La sua impresa è un capolavoro che emoziona e soprattutto ci regala un campione che presto attendiamo sulle strade del Nord Europa.

Arrivo compatto degli uomini di classifica

Gli uomini di classifica non si scoprono e non rischiano nella pioggia. Lasciano fare l’andatura in discesa allo Squalo Nibali, sempre a proprio agio nelle asperità. Almeida non si perde e conserva il proprio primato Tengono il passo anche l’ottimo Pozzovivo e il danese Fulgsang.

Di Vincenzo Davide Catania

Vincenzo Davide Catania ha 35 anni e vive tra i ridenti colli di Bologna dove lavora come Chirurgo Pediatra presso l’Ospedale Sant’Orsola. Sposato con una donna meravigliosa che gli ha regalato 2 piccoli angeli, Giulia ed Emanuela. La passione per il ciclismo riemerge nei ricordi adolescenziali delle epiche imprese del Pirata, delle roboanti vittorie di Cipollini e Petacchi e delle imprese, nelle fredde terre del Nord, di Bartoli. Passista per natura e vocazione, nel poco tempo libero, spesso rubato al sonno alle prime luci dell’alba, coltiva la propria passione per la bici in una sfida costante con se stesso nella scoperta di nuovi e stimolanti percorsi che lo riportino ad un contatto puro con la natura delle montagne e del bosco.

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