L’assolo di Pogačar alla Strade Bianche è solo l’inizio: lo sloveno è pronto per un 2024 stellare

La stagione di ciclismo è appena iniziata ma la forza e l’autorità con cui Tadej Pogačar si è presentato ai nastri di partenza della sua gara d’esordio nel 2024, la Strade Bianche, non può passare inosservata.

L’assolo di 81 chilometri che ha portato lo sloveno al trionfo in Piazza del Campo a Siena e il distacco enorme – più di due minuti e mezzo, il più ampio di sempre nella classica senese – inflitto a tutti i suoi avversari dimostrano l’intento e la volontà di Pogačar di lasciare il segno nel 2024 in maniera storica e inequivocabile, soprattutto quando verrà il momento del grande scontro con Jonas Vingegaard al Tour de France.

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La Strade Bianche

Ha dell’incredibile ciò che è accaduto sabato 2 marzo sugli sterrati della Strade Bianche. Il collegamento televisivo pianificato per le 14, giusto il tempo di mettere in onda l’intervista pre-gara in cui Pogačar annunciava, quasi ironicamente, il luogo in cui avrebbe attaccato pochi minuti dopo: Monte Sante Marie, il settore più impegnativo, per la pendenza e la lunghezza del tratto sterrato, dell’intera gara.

E via con le immagini in diretta che mostrano il lavoro di Tim Wellens per il suo capitano, lo sloveno che ha in programma la doppietta GiroTour tra pochi mesi, e che non ha paura di esporsi, prendendosi il rischio di un attacco a più di 80 chilometri dal traguardo, alla prima gara stagionale. Nessuno segue la sgasata di Pogačar, probabilmente tutti ammirati da tanta audacia e tanta capacità. La bici dello sloveno sembra volare sullo sterrato, e in poco più di qualche chilometro il suo vantaggio si conta già in minuti e la gara – almeno per quanto riguarda la vittoria – è già terminata. Siamo in sabato pomeriggio di fine inverno italiano, e il corridore più iconico dei giorni d’oggi sta scrivendo l’ennesima pagina della sua personalissima, e ancor giovane, carriera, già costellata di successi straordinari.

Lo shock emotivo con cui i suoi avversari giungono al traguardo, con Tom Skujins della Lidl – Trek che ottiene un ottimo secondo posto e Maxim Van Gils che conclude il podio, raggiungendo un ottimo risultato per la Lotto – Dstny, spiega molto della differenza di livello che c’è tra Pogačar e gli altri avversari che lo sloveno ha affrontato alla Strade Bianche.

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I prossimi impegni di Pogačar

Dopo aver rotto il ghiaccio con una così spettacolare vittoria Tadej Pogačar sarà attesissimo al via della Classicissima di Primavera, la Milano Sanremo, il prossimo 16 marzo. Chiaramente, il livello dei corridori sarà ancora più alto rispetto alla gara senese, per la presenza – su tutti – di due corridori del calibro di Mads Pedersen e del campione del mondo in carica, Mathieu Van der Poel, che esordirà in stagione, su strada, proprio alla Sanremo. Vedremo chi avrà la meglio sul Poggio e chi arriverà a braccia alzate in Via Roma.

Successivamente, Pogačar dovrebbe prendere parte alla Volta a Catalunya per mettere qualche giorno di corsa nelle gambe prima di affrontare la Liegi – Bastogne – Liegi e poi concludere presumibilmente in altura la preparazione per il Giro d’Italia, che prenderà il via da Torino il 4 maggio. Alla Corsa Rosa sarà inevitabilmente il grande favorito e il faro della corsa ma dovrà prestare attenzione perchè, essendo la sua prima partecipazione, sicuramente le insidie saranno molte, anche se la qualità dello sloveno dovrebbe portarlo a trionfare al termine delle ventuno tappe, a Roma.

L’attesissima sfida con Vingegaard

Terminato il Giro d’Italia, Pogačar si appresterà ad affrontare quella che è probabilmente la sua più grande sfida stagionale: togliere il trono di campione del Tour de France a Jonas Vingegaard, che nelle ultime due stagioni ha battuto abbastanza nettamente proprio lo sloveno.

Le fatiche del Giro potrebbero togliere qualcosa a Pogačar ma, anche considerato il cambio di allenatore che Tadej ha effettuato nell’inverno e le prime risposte che sta dando in questo inizio di stagione sicuramente il portacolori della UAE Team Emirates darà battaglia per le strade di Francia provando a sconfiggere il suo grande rivale Vingegaard.

Lo sloveno esuberante contro il danese metodico, due grandissimi corridori che esalteranno gli appassionati, con la speranza che nel 2024 la lotta per il Tour rimanga avvincente per tutte e tre le settimane, magari anche grazie a Primoz Roglic che, passato alla Bora – Hansgrohe potrebbe anch’egli lottare per la maglia gialla.

La certezza sarà lo spettacolo che metteranno in strada i corridori, seguendo l’esempio di Pogačar che, già dalla prima gara, ha mostrato a tutti quanto sia motivato e come non voglia lasciare niente ai suoi avversari, mettendo tutti i suoi watt sulla strada per conquistare quante più corse possibili.

Marco Rosso

Piemontese di 23 anni, appassionato di ciclismo fin dalla nascita. Sto studiando Lettere all'università di Torino e mi piace disimpegnarmi con il giornalismo. Ho partecipato da amatore a 2 Giri delle Fiandre, 1 Liegi Bastogne Liegi, oltre ad aver scalato lo Stelvio da Bormio a 13 anni, per assistere a una tappa del Giro. Inoltre ho assistito dal vivo a: 4 Mondiali di ciclismo su strada, 3 Giri delle Fiandre, 1 Liegi, 1 Freccia Vallone, oltre a numerosissime tappe del Giro d'Italia e del Tour de France. Insomma, per me il ciclismo non è solo una passione ma qualcosa di più.

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