In salita svetta Roglic, suo l'acuto vincente nella 4° tappa

Il Tour affronta il suo primo arrivo in salita, e i big sono chiamati all’appello. Il primo a rispondere è non a caso Primoz Roglic, lo sloveno della Jumbo-Visma centra una splendida vittoria con una zampata vincente negli ultimi 300 m.

L’arrivo in vetta e le prime schermaglie

La tappa non è di quelle da togliere il fiato, ma comunque capace di regalare spettacolo. Dopo una serie di brevi salite si giunge all’ultima ascesa, 1.825 metri, Orcieres-Merlette (7,1 km al 6,7% di pendenza) con il gruppo a ranghi compatti, e le squadre degli uomini di classifica nelle prime posizioni. Sembra quasi di assistere a un arrivo per velocisti, sia la Deceuninck Quick step che la Jumbo-Visma tengono alto il ritmo per tutelare i propri capitani, rispettivamente Alaphilippe (attuale maglia gialla) e Roglic. Gioca ancora d’attesa Bernal che tutela i propri uomini e resta in disparte. La Ineos Granadier tende a scoprirsi poco anche perché Sivakov, dopo le cadute della prima tappa, non appare al meglio. Si sale a ritmo forsennato, oltre i 20 km/h e come detto le squadre sembrano quasi voler tirare la volata per i propri capitani. A poche centinaia di m dal traguardo ecco l’acuto di Roglic, che con un poderoso scatto si regala la vittoria di tappa. Impressionante la sua azione in grado di mettersi dietro  il connazionale Pogaciar, Martin e Quintana. Buona la prova di Alaphilippe che giunge quinto al traguardo e mantiene la maglia gialla. Anche Bernal e Lopez giungono nel gruppo degli uomini di classifica.

Le prime fasi della gara

Una gara movimentata sin dalle prime fasi, con una fuga di sei corridori, che si sono contesi i vari abbuoni e GPM. Il tedesco Nils Politt e il lettone Krists Neilands (Israel Start-Up Nation), il belga Tiesj Benoot (Sunweb), i francesi Mathieu Burgaudeau (Total Direct Energie), Alexis Vuillermoz (AG2R-La Mondiale) e Quentin Pacher (B&B Hotels-Vital Concept) hanno staccato il gruppo con un vantaggio massimo di poco più di 4 min, concedendosi una bella vetrina, prima di essere ripresi a circa 10 km dall’arrivo.

In salita svetta Roglic, suo l'acuto vincente nella 4° tappa

E adesso chi vince il Tour secondo Gazzetta del Ciclismo?

Partiamo da Alaphilippe. Non avrà la condizioni migliore del 2019, ma il Tour è una competizione lunga e indossare il giallo, in particolare per un francese, può dare forze inattese. Ieri, infatti, il buon Julian ha retto bene, la salita non era impossibile ma il ritmo era davvero sostenuto. Se sostenuto dalla squadra e se dovesse migliorare la propria condizione nel corso della gara anche lui potrà sedersi al tavolo dei contendenti.

Pogacar, lo sloveno è giovane, motivato ed ha una gran gamba in salita. La squadra è costruita attorno a lui e l’esperienza di Aru e la forza di Formolo potranno certamente aiutarlo nei momenti più duri. Non partire con i favori del pronostico e senza tutti i riflettori puntati potrebbe aiutarlo ad affrontare con concentrazione e serenità questo Tour.

I favoriti?

Bernal, il vincitore del 2019 finora è rimasto nell’ombra. Tatticismo o semplice ricerca della condizione migliore. Quest’anno tutti guardano a lui, a differenza dello scorso anno, pertanto ogni suo gesto o ogni sua azione risalta alla cronaca. Anche la scorsa edizione si è distinto per la propria costanza con l’unico acuto che lo ha comunque portato conquistare la maglia gialla sul filo di lana alla penultima tappa. Da vedere quando sarà chiamato a essere protagonista. Punto debole sembra essere la sua squadra. La Ineos, finora non è mai stata decisiva nel guidare il gruppo, ed è apparsa troppo inesperta. Che i dirigenti abbiano avuto troppa fretta nel pensionare uomini come Froome e Thomas?

Roglic, ultimo in elenco, ma Primoz è tra i favoriti. Lo sloveno era dato come il corridore più in forma, e ieri non ha tradito le attese. Ha dato sempre impressione di controllare la corsa in tutte le sue fasi, con grande consapevolezza dei propri mezzi in salita. Quando è stato il momento di attaccare lo ha fatto con una forza disarmante e ha messo in riga tutti. Sarà da vedere come reggerà la sua condizione nel corso delle settimane, finora è apparso il corridore più sereno e consapevole. La sua forza principale, però, è la squadra compatta, unita e organizzata, in salita sembrano un treno e ognuno assolve perfettamente il proprio compito. In sintesi, forte e scattante in salita, guida una Bianchi, la sua squadra, fortissima in salita, veste di giallo c’è più di un’analogia con il Pirata che può far ben sperare Primoz.

 

Di Vincenzo Davide Catania

Vincenzo Davide Catania ha 35 anni e vive tra i ridenti colli di Bologna dove lavora come Chirurgo Pediatra presso l’Ospedale Sant’Orsola. Sposato con una donna meravigliosa che gli ha regalato 2 piccoli angeli, Giulia ed Emanuela. La passione per il ciclismo riemerge nei ricordi adolescenziali delle epiche imprese del Pirata, delle roboanti vittorie di Cipollini e Petacchi e delle imprese, nelle fredde terre del Nord, di Bartoli. Passista per natura e vocazione, nel poco tempo libero, spesso rubato al sonno alle prime luci dell’alba, coltiva la propria passione per la bici in una sfida costante con se stesso nella scoperta di nuovi e stimolanti percorsi che lo riportino ad un contatto puro con la natura delle montagne e del bosco.

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