Sarà un Giro d’Italia in tono minore? La probabile startlist non convince

In questi ultimi giorni stanno trapelando molte voci sul probabile calendario dei big della biciclietta, e purtroppo una cosa pare certa: il prossimo Giro d’Italia non verrà corso da moltissimi di loro. Non è bastato alleggerire il percorso in modo da far prendere in considerazione l’idea di correre Giro e Tour. Nell’anno olimpico, i più grandi hanno puntato sull’accoppiata Tour-Giochi.

Niente Giro d’Italia per Pogaçar e i grandissimi

Da diverso tempo l’obiettivo di Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia, è quello di far correre la corsa rosa da Tadej Pogaçar, il ciclista più forte al mondo. In questa direzione si spiegava la sua scelta di un percorso con poco dislivello, in modo che lo sloveno potesse poi correre il Tour. Purtroppo anche quest’anno Pogi ha deciso di puntare su altri obiettivi. La stessa scelta hanno fatto il campione uscente Primoz Roglic, che nel 2024 andrà a caccia del suo primo Tour, ed Evenpoel, che correrà la Grande Boucle per la prima volta. Anche Jonas Vingegaard ha deciso di concentrarsi sul GT francese, di cui è il vincitore delle ultime due edizioni.

Per quanto riguarda due grandissimi interpreti delle classiche, anche Van Der Poel correrà il Tour, mentre delle voci sulla possibile partecipazione di Van Aert al Giro d’Italia si è parlato tanto in questi giorni. L’olandese, che l’anno prossimo avrà un fitto programma per quanto riguarda strada, ciclocross e mountain bike, correrà la Grande Boucle in preparazione delle Olimpiadi. Per quanto riguarda il belga, la sua partecipazione sarebbe una manna dal cielo: un personaggio come lui servirebbe come il pane al Giro.

Il programma degli altri big

Se scendiamo di livello, anche molti altri corridori prediligeranno il Tour rispetto al Giro d’Italia. Carapaz, Kuss e Mas hanno in programma Tour e Vuelta. I giovani spagnoli Rodriguez e Ayuso hanno puntato pure loro il mirino sul GT francese, il primo da capitano e il secondo da spalla di Pogaçar. Simon Yates anche lui correrà il Tour con l’obiettivo di migliorare il 4° posto di quest’anno, come il suo connazionale Geoghegan-Hart. Stesso discorso per Jasper Philipsen che, dopo aver corso alcune classiche in primavera, cercherà di bissare la maglia verde di quest’anno. Skjelmose-Jensen e Bernal, infine, punteranno tutto sulla Vuelta.

I possibili partecipanti al Giro d’Italia

Ma allora chi parteciperà al Giro d’Italia? Cian Uijtdebroeks ha già detto che ci sarà. Il belga classe 2003 è corridore di indiscusso talento e al suo primo GT in carrierà quest’anno è stato 9° alla Vuelta. Molto probabile anche la presenza del suo compagno di squadra e vincitore del Giro 2022 Jay Hindley. L’australiano al Tour sarebbe chiuso da Roglic e così tenterà il bis rosa. Il percorso però non si confà a uno scalatore puro come lui, visto il poco dislivello e i tanti chilometri a cronometro.

Infine quelli che potrebbero essere i grandi favoriti del Giro d’Italia 2024: Geraint Thomas, già secondo quest’anno, solidissimo in salita e contro il tempo (il più grande interrogativo sul gallese è la carta d’identità, che recita 25 maggio 1986) e Joao Almeida, altrettanto abile in entrambi i tipi di percorsi. Il portoghese però ha affermato che a 26 anni (li compirà l’anno prossimo) e dopo tante partecipazioni al Giro avrebbe preferito correre il Tour. Purtroppo alla UAE sono molti gli uomini da GT, uno fra tutti Pogaçar. In ogni caso si va verso un Giro d’Italia che, a differenza degli anni scorsi, non avrà dei netti favoriti. Speriamo che in tutto ciò un giovane italiano possa emergere e farsi strada.

Si va verso un fiasco colossale

In ogni caso, si va verso un prodotto dal punto di vista sportivo e dell’intrattenimento povero. Del percorso di Questo Giro d’Italia si è parlato ampiamente nelle ultime settimane. Se l’anno scorso Vegni aveva peccato nel senso opposto, costruendo un tracciato per certi versi troppo duro, nel 2024 potremmo assistere ancora a un Giro bloccato, ma stavolta perché mancherebbero delle occasioni in cui la gara possa essere spettacolare.

Bestseller n. 1
ROCKBROS Kit Riparazioni Attrezzi 16 in 1 per Bicicletta Multiutensili Manutenzione Multifunzionale Pieghevole in Acciaio
  • MULTIFUNZIONE: multiutensili 16 in 1: chiave esagonale 2/2.5/3/4/5/6mm, cacciavite a croce, cacciavite a taglio, chiave multiplo-uso, prolunga della bussola, bussola 8/9/10mm.
  • PORTATILE: peso circa 205g, dimensioni 4.4*9cm e design pieghevole, è comodo riporre il kit riaparazione ovunque vuoi tali come la tasca di abiti, lo zainetto, la borsa della bici etc.
  • MATERIALE: È fatto di acciaio al carbonio zincato di qualità che è molto robusto e durevole. E non si ossida facilmente.
  • DESIGN PRATICO: Il design è come un coltellino svizzero, ma con gli attrezzi che servono per la riparazione della bici.
  • INDISPENSABILE: Per gli amanti delle due ruote a pedali, il kit attrezzi è indispensabile soddisfacendo le tue esigenze di manutenzione e riparazione durante il viaggio.
Bestseller n. 2
Lumiere & Co. Cycling Wallet Waterproof | Biking Wallet and Cycling Pouch for Jersey | Riding Wallet for Professional Bicycle Riders | Cycling Phone Wallet for Bicycle with Zipped Pockets (black)
  • Migliora la tua esperienza ciclistica: migliora la tua attrezzatura e goditi i vantaggi di questo portafoglio da ciclismo rivoluzionario. È ora di portare le tue avventure in bicicletta al livello successivo con comodità, organizzazione e tranquillità.
  • Organizzato ed efficiente: molteplici scomparti e tasche offrono spazio specializzato per telefono, chiavi, portafoglio e altri elementi essenziali, per organizzare ordinatamente la tua attrezzatura.
  • Resistente all'acqua e durevole: il nostro portafoglio da ciclismo presenta un design resistente all'acqua, garantendo che i tuoi oggetti di valore siano al sicuro da pioggia, schizzi e sudore.
  • Spazioso ma compatto: con il suo layout progettato in modo intelligente, il nostro portafoglio da ciclismo offre ampia capacità di stoccaggio, adattandosi perfettamente alla tasca della maglia
  • Versatile e sicuro: si ripone in tasca per un viaggio senza preoccupazioni.

È inutile creare un percorso con il solo scopo di attirare un solo corridore (Pogaçar) se tanto non ci viene. Negli ultimi due anni Vegni ci aveva provato facendo passare il Giro molto vicino alla Slovenia o addirittura attraversando il confine, quest’anno con un percorso soft. Il problema non sta nel percorso, quanto in una questione di sponsor, di soldi e di punti World Tour che pendono per la Grande Boucle. È sotto questo punto di vista che bisogna lavorare, in modo tale che il Giro torni a essere un prodotto importante per le squadre, cosicché portino nel Belpaese i loro corridori migliori. Il Giro d’Italia sotto questo punto di vista deve migliorare molto e prendere esempio dai rivali francesi.

Il Giro d’Italia deve imparare dal Tour de France

Un esempio è il documentario Netflix sul Tour del 2022 che ha reso il ciclismo un prodotto più mainstream. Altro punto a favore dei francesi sono i percorsi che da anni disegna Proudhomme. Il direttore della Grande Boucle ha portato una ventata d’aria fresca nel ciclismo. I tracciati disegnati sono più vari, completi, spettacolari, moderni e non legati a schemi fissi a differenza di quelli italiani. In generale, il Tour, tramite una gestione sapiente degli organizzatori, è riuscito a ripulirsi dalle bruttezze del periodo dell’epo, cosa che in Italia non sembra essere ancora avvenuta. Mentre in Francia il ciclismo è tornato a essere uno sport di primo piano e un fenomeno di costume, in Italia la bicicletta è stata relegata a sport di nicchia. Su questi aspetti bisogna lavorare, in modo tale che il Giro d’Italia torni ai fasti del passato.

Abbiamo commentato insieme la stagione fantaciclistica e le tematiche del momento, tra le quali il prossimo Giro.

Cesare Fabrizi

Ha 27 anni, ha studiato all’Accademia d’arte di scrittura e storytelling e sogna di pubblicare un fumetto da lui sceneggiato. Si è innamorato del ciclismo durante la terza tappa del Giro d’Italia del 2004, vinta da Damiano Cunego. Quel giorno decise che da grande avrebbe fatto il ciclista, purtroppo non è andata così e si consola con il tennis. Da allora non si è perso un Giro d’Italia e un Tour de France, e questo spiega la sua predilezione per i cronoman e gli scalatori come Wiggins, Contador e Pogacar.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *