Seconda tappa al giro dei Paesi Baschi…vince Aranburu sulle strade di casa

Secondo giorno della corsa dei Paesi Baschi e primo trionfo per uno dei tanti beniamini di casa. Il fattore campo, nel ciclismo come nel calcio può fare la differenza. Conoscere il terreno su cui si gioca, sentire gli umori della terra, percepire l’aria frizzante e fresca di pioggia, prevedere come cambia il terreno sotto le ruote sapendo già quali sono le insidie che potrai affrontare è un vantaggio non da poco.

Un fattore che ha saputo sfruttare benissimo il corridore dell’Astana Aranburu che piazza il colpo decisivo a circa 10 km dall’arrivo e che per alcune centinaia di metri diventa anche leader virtuale della corsa. Arriverà primo alla fine con circa 15 secondi di vantaggio dal gruppo dei migliori ma con la soddisfazione di vincere a casa propria e di far doppietta con compagno di squadra Fraile.

Roglic ancora leader ma attenzione a Tadej

Alle spalle del vincitore e ancor prima che Aranburu giochi le proprie carte si disputa un interessante duello tra gli uomini di classifica. Roglic, Schachmann McNulty e Yates si sfidano in un tentativo di fuga appena abbozzato. Una mossa giocata più per prevenire rischi di caduta sulla strada resa scivolosa dalla pioggia che per provare davvero a vincere la gara. Da questo gruppo Pogacar resta fuori. Pretattica, errore di valutazione, assenza ancora della miglior condizione fisica, ordini di scuderia per lasciar spazio al compagno e bravissimo anche oggi McNulty?

Lo sloveno riesce comunque con l’aiuto del gruppo a riportarsi sui fuggitivi e a riscattarsi poi piazzandosi al terzo posto di tappa e aggiudicandosi i secondi di abbuono. Roglic mantiene ancora il primato nella classifica generale e anche oggi ha dimostrato gamba e lucidità tattica andando a marcare i propri avversari nel tentativo di fuga. Non ha tentato l’impresa come gli abbiamo visto fare in altre occasioni.

Stavolta il predatore sloveno sembra voler giocare un po’ con le sue prede prima di finirle, forse rinfrancato dall’apparente appannamento di Pogacar. Attenzione però che la corsa, seppur breve può essere ancora lunghissima. Ciò che non riescono a fare km di strada, poche centinaia di metri possono riuscirci se si perde di lucidità.

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Vincenzo Davide Catania

Vincenzo Davide Catania ha 35 anni e vive tra i ridenti colli di Bologna dove lavora come Chirurgo Pediatra presso l’Ospedale Sant’Orsola. Sposato con una donna meravigliosa che gli ha regalato 2 piccoli angeli, Giulia ed Emanuela. La passione per il ciclismo riemerge nei ricordi adolescenziali delle epiche imprese del Pirata, delle roboanti vittorie di Cipollini e Petacchi e delle imprese, nelle fredde terre del Nord, di Bartoli. Passista per natura e vocazione, nel poco tempo libero, spesso rubato al sonno alle prime luci dell’alba, coltiva la propria passione per la bici in una sfida costante con se stesso nella scoperta di nuovi e stimolanti percorsi che lo riportino ad un contatto puro con la natura delle montagne e del bosco.

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