Tappa 2: Agrigento è terra di conquista per Ulissi...

Un’altra vittoria italiana nella tappa 2

Ancora Italia al Giro, anche nella tappa 2 e stavolta con un grande finisseur. Diego Ulissi (UAE-Emirates) centra la sua settima vittoria in carriera nella corsa Rosa con una splendida azione nel finale. Alle sue spalle giunge Sagan (Bora) che inizia a familiarizzare con il Giro e posto d’onore per Honore (Decenick-QuickStep).

Si parte in fuga sulle strade di Sicilia

Una tappa che per come era disegnata, 145 km da Alcamo ad Agrigento, per la maggior parte pianeggiante e con arrivo in lieve ascesa, si presta perfettamente per un’azione da lontano. Pronti via e si parte in fuga, con 5 corridori a dettare il passo: Thomas De Gendt (Lotto-Soudal), Mattia Bais (Androni Sidermec), Alessandro Tonelli (Bardiani CSF Faizané), Ben Gastauer (Ag2r La Mondiale) e Etienne Van Empel (Vini Zabù KTM). La fuga tiene il passo e conquista, con De Gendt i traguardi volanti validi per le maglie Blu e Ciclamino.

Si cade e si ricade

Come abbiamo già assistito al Tour, anche nelle prime fasi di questo giro dobbiamo raccontare numerose cadute tra i corridori. Ne fanno le spese soprattutto gli uomini Cofidis con Viviani e Consonni. Tornano le stesse domande per cercare di capire come mai si cada così tanto tra i professiniosti…Pressioni troppo alte? Percorsi inadatti? Manto stradale scivoloso? Certamente non c’è una risposta univoca, ma i ritmi serrati e il nervosismo, che talvolta condiziona il gruppo, sono alla base delle tante cadute.

Ripresa la fuga a 8 dall’arrivo, pronti per il gran finale

Nel gruppo iniziano a lavorare le squadre interessate alla vittoria finale. La fuga, che raggiunge un vantaggio massimo di 5 minuti, e giunge in solitaria anche al traguardo intermedio di Porto Empedocle, viene ripresa a meno di 10 Km dall’arrivo. Generosa la loro prova. Bora e Decenick-QuickStep dettano il passo e il gruppo, che viaggia oltre i 60 km si prepara agli ultimi km caratterizzati da circa 2 km di salita con pendenza media al 5%. Non una prova impossibile per i corridori al secondo giorno di gara, ma un’asperità sufficiente per mettere fuori gioco i velocisti. Ne fanno le spese Viviani, ancora distante dalla condizione migliore e Demare.

Lo scatto di Ulissi e la vittoria nella tappa 2

All’ultimo km si accende la gara. Parte Conti (UAE) la cui accelerazione fa male e fa saltare il gruppo. Alle sue spalle scatta anche Wackermann, ma la sua azione spiana la strada ad Ulissi prima e ad Honore poi. I due guadagnano un buon margine su tutti ma a meno di 700 mdall’arrivo rallentano e Sagan rientra. Lo sprint a 3 è servito, ma l’azione di Ulissi è decisiva e lascia sul posto gli avversari vincendo con le braccia al cielo e coronando la sua Settima meraviglia al giro nella cornice della valle dei Templi. Così si conclude la tappa numero 2. Peter è affamato di vittorie, come una tigre che da troppo tempo non assapora della carne fresca. Ha dato tutto, anche su un arrivo del genere, che ne avrebbe potuto limitare l’azione, per cercare la gloria. Prepariamoci perché se questa è la premessa sicuramente attaccherà ancora nelle prossime gare.

Non cambia nulla in classifica

Ganna mantiene la leadership provvisoria, buona la sua prestazione scortato dalla propria squadra. La Ineos sembra molto più compatta di quella vista al Tour con gerarchie ben definite e tanti uomini di eseperienza. Nelle prime posizioni tengono gli uomini di classifica con una buona prestazione del nostro Nibali. Abbandona invece la gara Vlasov (Astana ) che lascia la corsa a meno di 50 km dall’arrivo per un malessere fisico già patito nel corso della notte. Saluta un altro possibile protagonista per le tappe più dure.

Domani arrivo sull’Etna

Terza tappa e secondo arrivo in salita. Stavolta però non si tratta di un semplice strappo come quello di Agrigento ma dell’ascesa del Vulcano Etna.  Da Linguaglossa inizia la salita finale di quasi 20 km, con pendenze superiori al 5% di media e con uno strappo finale tra il 9 e l’11%. Sarà la prima occasione per gli uomini di classifica per scoprirsi e vedere chi di loro è più pronto per questo magnifico Giro d’Italia.

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Di Vincenzo Davide Catania

Vincenzo Davide Catania ha 35 anni e vive tra i ridenti colli di Bologna dove lavora come Chirurgo Pediatra presso l’Ospedale Sant’Orsola. Sposato con una donna meravigliosa che gli ha regalato 2 piccoli angeli, Giulia ed Emanuela. La passione per il ciclismo riemerge nei ricordi adolescenziali delle epiche imprese del Pirata, delle roboanti vittorie di Cipollini e Petacchi e delle imprese, nelle fredde terre del Nord, di Bartoli. Passista per natura e vocazione, nel poco tempo libero, spesso rubato al sonno alle prime luci dell’alba, coltiva la propria passione per la bici in una sfida costante con se stesso nella scoperta di nuovi e stimolanti percorsi che lo riportino ad un contatto puro con la natura delle montagne e del bosco.

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