Tappa n° 20 Tour de France: Pogacar ha l’ultima parola, maglia gialla a Vingegaard

Era chiamato a dare una risposta, ad avere l’ultima parola in un Tour de France iniziato male, per via dell’infortunio alla mano, e finito peggio, terminato a 7’29” da Vingegaard. Tadej Pogacar vince la tappa n° 20 del Tour de France 2023 e conferma la sua seconda posizione in classifica generale. A completare il podio di Parigi il suo compagno Adam Yates, 3°.

Giulio Ciccone si aggiudica la maglia a pois

Anche la tappa odierna è stata corsa a ritmi e velocità folli, disumane, tanto che alcuni corridori hanno subito delle brutte cadute. Da citare soprattutto Sepp Kuss, che per via di una caduta a inizio tappa esce dalla top 10, e Rodriguez, caduto in curva con lo zigomo rotto. In ogni caso lo spagnolo della Ineos tiene duro e chiuderà il suo primo Tour in 5° posizione. I primi 100 km della tappa n° 20 sono caratterizzati da una fuga numerosa, che vede coinvolti uomini del calibro di Landa, Pinot e Ciccone. Proprio l’abruzzese, che passa per primo sui 4 GPM iniziali, ipoteca la maglia a pois, primo italiano dopo 31 anni. Un grande risultato per il ciclista della Lidl-Trek, che vince una classifica in cui solo i migliori italiani di sempre erano riusciti a primeggiare.

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La tappa n° 20 è quella del tributo a Pinot dalla sua gente

A -35 km dall’arrivo inizia la corsa per la vittoria della tappa n° 20. Ma sul Petit Baloon, durissimo GPM di 1° categoria, Thibaut Pinot, in fuga, riceve l’omaggio dai suoi fan. Il corridore francese, 3° al Tour del 2014, che a fine corsa si ritirerà, passa per primo sul GPM che è a pochi kilometri da casa sua. Una cornice di pubblico bellissima acclama il transalpino, ciclista sfortunato in tante occasioni ma che ha più volte acceso i cuori dei tifosi, non solo francesi. Nel frattempo la Uae Emirates di Pogacar fa il ritmo con Soler prima e Grossschartner poi, scremando notevolmento il plotone.

Lo squillo d’orgoglio di Pogacar

Sul Platzerweisel, Ultimo GPM del Tour, il gruppo si spezza in mille pezzi. Pogacar scatta, lo segue Vingegaard, Gall torna su del suo passo e detta il rirmo ai due per tutta la salita. Pinot viene ripreso da Pidcock e Barguil che a loro volta vengono raggiunti dai tre atleti sopracitati. Dietro ciclisti sparsi dappertutto sulla durissima salita, con Simon e Adam Yates che, sul falsopiano finale, raggiungono i battistrada. Simon scavalcherà Carlos Rodriguez nella generale e chiuderà il Tour al 4° posto, bravissimo comunque lo spagnolo a tenere duro nonostante la caduta. Siamo all’ultimo kilometro: Vingegaard, Pogacar, gli Yates e Gall si giocano la tappa n° 20. Adam tira la volata a Pogacar, Vingegaard prova ad anticipare ma è il fuoriclasse sloveno a imporsi.

Si chiude così, prima della passerella conclusiva di domani, la lotta per la classifica generale del Tour. Vingegaard ha dominato questa corsa, confermando di essere il miglior scalatore al mondo. Pogacar, vincendo la tappa n° 20, ha dimostrato di essere un grande campione, un atleta che sa rialzarsi dopo le difficoltà. La rivalità Vingegaard – Pogacar è destinata a continuare ancora per tanti anni e a scaldare il cuore e gli animi dei tanti appassionati. Domani l’ultima tappa con il tradizonale arrivo in volata sugli Champs Elysées.

Cesare Fabrizi

Ha 27 anni, ha studiato all’Accademia d’arte di scrittura e storytelling e sogna di pubblicare un fumetto da lui sceneggiato. Si è innamorato del ciclismo durante la terza tappa del Giro d’Italia del 2004, vinta da Damiano Cunego. Quel giorno decise che da grande avrebbe fatto il ciclista, purtroppo non è andata così e si consola con il tennis. Da allora non si è perso un Giro d’Italia e un Tour de France, e questo spiega la sua predilezione per i cronoman e gli scalatori come Wiggins, Contador e Pogacar.

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