Tirreno – Adriatico, quinta e sesta tappa: l’impresa eroica di Van der Poel

Dopo il ritardo patito il giorno prima sapevamo che Van der Poel che avrebbe dato battaglia nella quinta tappa; però che riuscisse con una tale impresa, no questo davvero non lo immaginavamo. Vince anzi stravince, il corridore olandese tutto istinto e forza decide di riscrivere la storia del ciclismo dimostrando che ancora oggi imprese eroiche sono possibili. In una tappa infinita di oltre 200 km con arrivo a Castelfidardo abbiamo vissuto una pagina memorabile di questo sport.

Van der Poel ci ha fatto toccare con mano la sua forza ma anche la sua fragilità come nel momento in cui anziché esultare sembra accasciarsi al traguardo, privo di ogni forza dopo quasi 60 km in solitaria. Una gara che vive di alte velocità (oltre 55 di media per la prima ora) di attacchi e contromosse, fino alla selezione decisa fatta dagli uomini di classifica.  Poi la mossa decisiva, Van der Poel sente la gamba ha fiducia, il percorso è congeniale a quello di una grande classica e il tempo freddo e piovoso lo proietta in uno scenario da Nord Europa. Sembra follia che possa riuscire da solo a vincere.

Un’impresa d’altri tempi

Ma con il tempo che passa e i Km che sfilano via veloce il sogno pian piano si concretizza sino a divenire una splendida realtà. La vittoria forse non più dura della sua carriera ma quella che certamente ricorderà più a lungo e che lo prepara al meglio per la stagione delle grandi classiche. Alle sue spalle la gara viene giocata dai grandi protagonisti ed anche qui è evidente il salto generazionale e il vuoto con il passato. Pogacar e Van Aert si studiano si marcano e si seguono a lungo. Lo sloveno, però dimostra ancora di essere il più forte e il più reattivo quando la strada inizia a salire e le tappe diventano decisive.

Il suo estro però non è mai privo di una lucida intelligenza. Misura le forze conta i passi e ai meno 15 dall’arrivo decide di partire e rimette tutti in riga. Il suo incedere è prepotente e inarrestabile. Inizia la sua personale cronoscalata all’inseguimento di Van der Poel. Meno 2 minuti che si assottigliano fino a diventare una manciata di secondi in vista del traguardo. Non riesce (o non vuole) per poco a centrare l’ennesima vittoria che sarebbe stata clamorosa lasciando le luci della ribalta a Van der Poel. Alle sue spalle però l’alfiere della Jumbo si mette in proprio e limita i danni contenendo il distacco finale entro un minuto.

Un’impresa per Van Aert che sta facendo le prove generali per il suo futuro, testando non solo le proprie forze ma anche la propria tenuta psichica. Una Tirreno Adriatica già decisa…Tutt’altro, siamo a -2 dall’arrivo classico di San Benedetto con una cronometro finale che potrà ancora sbaragliare le carte…ma stavolta proveremo a non meravigliarci di ciò a cui potremo assistere. 

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Sesta tappa

In un ciclismo moderno basato su freddi calcoli che tendono a mortificare alle volte l’estro di alcuni corridori che una fuga arrivi al traguardo è sempre più raro. Eppure oggi qualcosa si è interrotto. Nell’economia così sofisticata di una gara spesso gestita da DS con cronometro alla mano che radiocomandano i corridori qualcosa non ha funzionato. In una tappa di poco meno di 200 km, pane per i velocisti, prima della crono conclusiva di domani, il gruppo ha lasciato la fuga e questa è sfuggita di mano giungendo gloriosamente al traguardo. I 6 alfieri e coraggiosi eroi di giornata Velasco, Bakelants, Wurtz Schmidt, Van Moer, Oliveira, Liepins, partono con oltre 80 km da percorrere.

La loro azione è sorniona ma ben congegnata. Guadagnano con astuzia e scaltrezza fino ad ottenere addirittura 7’ di vantaggio. Il gruppo si sveglia e riduce il distacco fino a 2’. Due minuti che divengono una barriera spazio-temporale insormontabile per un gruppo che sembra smarrirsi. Non si crea un accordo in testa per andare a riprendere la fuga e quest’ultima segue a veleggiare verso l’arrivo. Il suono della campanella che indica l’ultimo giro del circuito conclusivo di Lido di Fermo certifica anche che oggi la fuga arriverà in testa. Non vi saranno sconvolgimenti in classifica né crolli di campioni ma oggi rivive come sempre il ciclismo e abbiamo l’oppurtunità di scrivere una nuova pagina in questa memorabile Tirreno-Adriatica.

I 5 fuggitivi, dopo il crollo di Liepins, percorrono studiandosi gli ultimi 10 km. L’arrivo si infiamma a poco meno di 400 m con azioni e controattacchi, ad avere la meglio sarà Wurtz Schmidt, che ritrova la vittoria dopo quasi 5 anni nei professionisti. Onorevole terzo per il nostro Velasco. Oggi crono conclusiva a San Benedetto e come sempre aspettiamoci di tutto, ovviamente dietro le spalle di Ganna grande favorito per la passerella di domani.

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Vincenzo Davide Catania

Vincenzo Davide Catania ha 35 anni e vive tra i ridenti colli di Bologna dove lavora come Chirurgo Pediatra presso l’Ospedale Sant’Orsola. Sposato con una donna meravigliosa che gli ha regalato 2 piccoli angeli, Giulia ed Emanuela. La passione per il ciclismo riemerge nei ricordi adolescenziali delle epiche imprese del Pirata, delle roboanti vittorie di Cipollini e Petacchi e delle imprese, nelle fredde terre del Nord, di Bartoli. Passista per natura e vocazione, nel poco tempo libero, spesso rubato al sonno alle prime luci dell’alba, coltiva la propria passione per la bici in una sfida costante con se stesso nella scoperta di nuovi e stimolanti percorsi che lo riportino ad un contatto puro con la natura delle montagne e del bosco.

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