Un inseguimento a squadre tutto d’oro…Top Ganna trascina gli azzurri

– “L’hai sentito anche tu?”

– “Sì ma non sono riuscito a vederlo”

– “Eccolo di nuovo quel rombo, sembra quello di un treno ad alta velocità ma qui non ci sono binari…”

– “Beh in questo velodromo c’è solo una squadra che può andare così veloce….”

-“Allora esiste davvero, non è una leggenda?”

– “Sì è giunto il momento di credere davvero che le frecce tricolori, Francesco Lamon, Simone Consonni, Jonathan Milan, Filippo (TOP) Ganna esistono anche su una pista di ciclismo….”

Estasi azzurra a Tokyo, Oro e Record del mondo nell’inseguimento a squadre

Perdonerete l’introduzione da sceneggiato cinematografico, ma ancora a poche ore dal successo nella finale per l’oro nella specialità dell’inseguimento a squadre abbiamo difficoltà a credere sia vero. La gara, o meglio l’intera competizione è sembrata un perfetto sceneggiato ricchi di colpi di scena ed improvvise rivelazioni, oltre ai tanti e numerosi record frantumati ad ogni gara.

Oggi, però, parleremo trascinati dalla gioia e dalle emozioni che ci ha regalato il nostro quartetto, lungo 4 km, percorsi a velocità forsennata e vissuti con il fiato sospeso.

Dopo il pasticcio in semifinale, la Danimarca viene confermata come la vincitrice del confronto con la Gran Bretagna e ammessa a disputare la finale per l’oro. Sono forti, e noi lo sappiamo, ma oggi i nostri sanno anche che hanno lavorato e sudato per centrare questa finale, strappata con i denti ai Neozelandesi ieri grazie all’ennesimo record mondiale centrato.

Si parte, e per i primi 2 km la gara è disputata sul filo di lana. Noi e i danesi ci alterniamo al comando con differenze inferiori al decimo di secondo….poi….La Danimarca da’ tutto, nel corso del terzo chilometro scava un solco che sembra incolmabile fino a circa 8 decimi.

– Tranquilli non ci siamo sbagliati, non stiamo parlando di Formula 1 o Moto GP. In questo ciclismo moderno, fatto di prestazioni al limite e marginal gain, la differenza tra la sconfitta e la gloria passa per il tempo di un battito d’ali di farfalla, o quello in cui chiudiamo e riapriamo i nostri occhi.

Torniamo alla gara…8 decimi per corridori che vanno a quasi 70 all’ora sembrano impossibili da recuperare in una pista che esalta le caratteristiche di potenza e velocità.

Invece…invece inizia una lenta rimonta. Ogni mezzo giro riprendiamo un po’ di tempo. Nelle gambe di tutti entrano nuove energie. Vogliamo l’oro e lo vogliamo a tutti i costi…-0.5, -0.3, -0.2, arriviamo agli ultimi 250 m ancora in gioco. Adesso è giunto il momento di fare sul serio. Top Ganna risparmiatosi finora inizia il suo lavoro. Il nostro alfiere entra in modalità Record Man e divora la pista a una media che per lunghi momenti e superiore ai 69 all’ora. Gli altri tengono botta e non mollano il capitano neanche di un centimetro. Sanno che se resteranno uniti lui sarà in grado di trascinarli alla vittoria….Il muro danese crolla…Si arriva agli ultimi metri separati da pochi centesimi fino alla volata finale e…all’urlo liberatorio è ORO è ancora Record del Mondo 3’42’’032 (un numero da ricordare come un Mantra :))).

L’emozione fluisce nei nostri occhi con la stessa intensità con cui abbiamo visto gli scatti del Pirata, le volate all’ultimo respiro di Cipollini e Petacchi, i trionfi di Nibali, l’oro di Rio di Viviani fino a scavare nella nostra memoria collettiva per ricordare tutti gli eroi che hanno reso meraviglioso questo sport fatto di sofferenza e sacrifici ma che sa regalare gioie uniche e imparagonabili.

Personalmente la pista mi emoziona come la strada, la sofferenza e il lavoro, seppur diversi nelle espressioni, raccontano sempre storie di grandi passioni. Adesso non pensiamo se Ganna è o sarà uomo da pista o da strada. Pippo Ganna è un corridore unico e polivalente capace di esprimersi al meglio sia sulla strada che in pista. Sarà lui a decidere più avanti cosa sarà meglio per il suo futuro e la sua carriera. Noi non possiamo che ringraziarlo per ciò che ci ha regalato assieme agli atri compagni di squadra.

Vincenzo Davide Catania

Vincenzo Davide Catania ha 35 anni e vive tra i ridenti colli di Bologna dove lavora come Chirurgo Pediatra presso l’Ospedale Sant’Orsola. Sposato con una donna meravigliosa che gli ha regalato 2 piccoli angeli, Giulia ed Emanuela. La passione per il ciclismo riemerge nei ricordi adolescenziali delle epiche imprese del Pirata, delle roboanti vittorie di Cipollini e Petacchi e delle imprese, nelle fredde terre del Nord, di Bartoli. Passista per natura e vocazione, nel poco tempo libero, spesso rubato al sonno alle prime luci dell’alba, coltiva la propria passione per la bici in una sfida costante con se stesso nella scoperta di nuovi e stimolanti percorsi che lo riportino ad un contatto puro con la natura delle montagne e del bosco.

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