Tour de France e Giro d’Italia: quanto costano alle località italiane?

Quanto costa alle località italiane essere punto di arrivo o di partenza di una tappa del Giro d’Italia o del Tour 2024? Ecco la risposta

I costi che si porta dietro un Grande Giro sono diversi e numerosi ed oggi, in particolare, analizziamo quanto ciascun territorio debba investire ogni anno per ospitare arrivi e partenze di tappe del Giro d’Italia e, in seguito, quanto abbia investito l’Italia per ospitare le prime quattro tappe del Tour de France 2024. Si parla di cifre davvero importanti ma anche di un ritorno altrettanto significativo, come risultato della visibilità televisiva e del turismo che un evento come la Grande Boucle si porta dietro.

I costi del Giro d’Italia

La Corsa Rosa non ha richieste e costi così tanto differenti rispetto al GT francese, soprattutto per quanto riguarda partenze e arrivi, nonostante la differente esposizione mediatica della gara. Si tratta comunque di cifre importanti per un comune che viene, però, sempre messo in risalto dalle spettacolari riprese paesaggistiche che accompagnano la tappa dei ciclisti, diffuse in tutto il mondo.

Per ospitare una partenza di tappa si tratta di un’investimento che può andare da settanta ai centomila euro, mentre un’arrivo di tappa costa decisamente di più, circa duecentomila euro. Ovviamente l’arrivo è più prestigioso come località perchè è il momento in cui si concentra l’audience televisiva, vogliosa di scoprire il vincitore della frazione. Le cifre cambiano se si tratta di partenze dall’estero: ad esempio, come riporta Il Sole 24 Ore, Israele per ospitare la Grande Partenza del Giro d’Italia nel 2018 investì ben sei milioni di euro. Le partenze estere offrono sempre agli organizzatori cifre importanti, motivo per cui spesso vediamo partenze di Grand Tour da località non proprio avvezze al ciclismo e che altimetricamente non hanno molto da offrire.

Negli ultimi anni, la Corsa Rosa ha proposto il gran finale a Roma, con il circuito lungo i Fori Imperiali, e per ospita e la conclusione di un evento come il Giro d’Italia la Capitale ha investito una cifra intorno ai quattrocento mila euro. Ora che la conclusione davanti al Colosseo sta diventando una consuetudine è possibile che le cifre vengano un po’ ridotte di fronte a un’offerta complessiva che comprenda un accordo pluriennale tra il Campidoglio e RCS.

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L’investimento per portare il Tour de France in Italia

Come sappiamo tutti, il prossimo Luglio il Tour de France partirà dall’Italia. La scelta è frutto di una lunga trattativa condotta dalle Regioni Toscana, Emilia Romagna e Piemonte, tramite la mediazione di Davide Cassani, con ASO, l’ente che organizza la Grande Boucle. Una soluzione di grande prestigio per il Bel Paese che è stato selezionato tra moltissime altre candidature, probabilmente anche per la sua unicità nella proposta delle tappe, con il doppio San Luca nella seconda tappa, che richiama al grande spettacolo costantemente offerto al Giro dell’Emilia.

L’investimento complessivo, come riportato da La Nazione, risale a circa sei milioni di euro per le tre Regioni coinvolte nelle prime quattro tappe italiane. Certamente, un investimento parecchio importante ma ritenuto sostenibile proprio grazie alla collaborazione tra Toscana, Emilia Romagna e Piemonte, uno sforzo condiviso per portare il più grande evento sportivo del mondo in Italia.

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, intervistato sull’argomento ha confermato come: “per ogni euro investito ne torneranno dieci” e, pensando al turismo, ai posti di lavoro, alla riqualificazione della viabilità, si tratta sicuramente di un investimento tanto importante quanto corretto, che porterà inevitabilmente grossi benefici ai territori coinvolti. Per non parlare poi della visibilità: parlando del Tour de France si tratta di un evento seguitissimo in ogni angolo del mondo e le bellezze nostrane verranno messe in risalto dai media quotidianamente.

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Marco Rosso

Piemontese di 23 anni, appassionato di ciclismo fin dalla nascita. Sto studiando Lettere all'università di Torino e mi piace disimpegnarmi con il giornalismo. Ho partecipato da amatore a 2 Giri delle Fiandre, 1 Liegi Bastogne Liegi, oltre ad aver scalato lo Stelvio da Bormio a 13 anni, per assistere a una tappa del Giro. Inoltre ho assistito dal vivo a: 4 Mondiali di ciclismo su strada, 3 Giri delle Fiandre, 1 Liegi, 1 Freccia Vallone, oltre a numerosissime tappe del Giro d'Italia e del Tour de France. Insomma, per me il ciclismo non è solo una passione ma qualcosa di più.

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