Tour de France: i favoriti dell’edizione 2023

Ci siamo. Manca sempre meno alla partenza della Grande Boucle, del Tour de France, l’evento ciclistico più atteso dell’anno. Dopo aver parlato del percorso del Tour de France 2023, andiamo a parlare dei partecipanti e dei favoriti alla vittoria finale.

Grande Boucle: duello Vingegaard-Pogačar per la maglia gialla

Inutile girarci attorno, sono due i grandi favoriti per la vittoria finale: Jonas Vingegaard e Tadej Pogačar. Sono i due che in stagione hanno fatto meglio nelle corse a tappe, tra i partecipanti, e l’anno scorso si sono classificati rispettivamente 1° e 2°. Il danese, campione uscente, l’anno scorso è riuscito a fare qualcosa che si pensava fosse impossibile: staccare Pogačar in salita. Inoltre il capitano della Jumbo-Visma in questa prima parte di stagione è sembrato ancora più forte e convinto dei suoi mezzi dell’anno scorso, mentre lo sloveno ha dovuto rivedere la sua preparazione alla Grande Boucle dopo la caduta patita alla Liegi. Va però detto che, nell’unico confronto diretto della stagione, alla Parigi-Nizza, Pogačar ha prevalso nettamente.

Tour de France 2023: gli altri favoriti

In casa UAE Team Emirates c’è un altro atleta che punta a fare bene: Adam Yates. L’nglese finora ha corso un’ottima stagione, vincendo il Giro di Romandia e classificandosi 2° e 3° rispettivamente al Delfinato e all’UAE Tour. È quindi probabile che Adam, oltre ad aiutare il suo capitano, voglia anche provare a curare la classifica generale. Non si può poi non parlare del suo gemello: Simon Yates. Lo scienziato, come è soprannominato dai commentatori di Eurosport, ha corso l’intera stagione in preparazione del Tour, in cui cerca un posto sul podio dopo averlo centrato sia al Giro che alla Vuelta (corsa che ha addirittura vinto).

A proposito di vincitori di Grandi Giri, non si può non citare fra i big della Grande Boucle Jay Hindley e Richard Carapaz. L’australiano ha corso una prima parte di stagione anonima, ma al Delfinato ha dato segnali di ripresa. Carapaz invece ha fatto estremamente fatica per tutta la stagione, ma si sa che il campione olimpico nei grandi appuntamenti raramente fallisce.,

C’è poi il capitolo INEOS: i granatieri arrivano alla Grande Boucle con pochissime certezze, loro che, nelle precedenti 13 edizioni, l’hanno vinta 7 volte. Carlos Rodriguez ed Egan Bernal sono reduci da brutti infortuni, mentre Daniel Martinez ha corso finora una stagione anonima. Anche Kwiatkowski quest’anno ha combinato poco, mentre Pidcock non sembra essere in un buon momento di forma. Capitolo padroni di casa: gli uomini più attesi dai francesi sono Gaudu e Bardet, che qualcosa di buono in stagione hanno fatto vedere e il cui obiettivo è il podio. Altri uomini da considerare sono Skjelmose e Gall, che al Tour de Suisse hanno dato spettacolo, O’Connor, Landa, Mas e Jorgenson.

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Tour de France 2023: i cacciatori di tappe

Tanti sono gli uomini che cercheranno la gloria parziale in questa Grande Boucle. Partendo dai velocisti come Ewan, Jakobsen, Philipsen, Sagan, Cavendish, Groenewegen, Pedersen, Kristoff, Waerenskjold, passando da uomini da fughe come Wright, Mohoric, Bilbao, Woods, Teuns, Rui Costa, Izagirre, Cort, Barguil, arrivando agli uomini da classiche, come Van Aert, Van der Poel, Alaphilippe, Pidcock, Kwiatkowski, Girmay. Infine il capitolo italiani: solo 7, mai così pochi negli ultimi quarant’anni e con poche possibilità di fare bene. Le maggiori speranze sono riposte in Giulio Ciccone, che ha dichiarato di ambire a una tappa e alla maglia a pois di miglior scalatore.

Cesare Fabrizi

Ha 27 anni, ha studiato all’Accademia d’arte di scrittura e storytelling e sogna di pubblicare un fumetto da lui sceneggiato. Si è innamorato del ciclismo durante la terza tappa del Giro d’Italia del 2004, vinta da Damiano Cunego. Quel giorno decise che da grande avrebbe fatto il ciclista, purtroppo non è andata così e si consola con il tennis. Da allora non si è perso un Giro d’Italia e un Tour de France, e questo spiega la sua predilezione per i cronoman e gli scalatori come Wiggins, Contador e Pogacar.

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