Tour, Tappa 4 Matthews in solitaria a Mende, pari e patta fra Vingegaard e Pogacar

Dopo i fuochi d’artificio sulle Alpi (con annesso stravolgimento della classifica generale) ed in attesa dei Pirenei (e dei presumibili attacchi di Pogacar alla nuova maglia gialla Vingegaard) il Tour presenta una frazione comunque da bollino rosso: sia per le alte temperature di questa estate 2022, che ovviamente stanno caratterizzando anche la Grande Boucle, sia per il percorso accidentato, col classico arrivo di Mende, preceduto dalla impegnativa Cote de La Croix Neuve e da un sostanziale su e giù per il cuore della Francia.

Pronti via ed è subito bagarre per prendere la giusta fuga di giornata. Scatti e controscatti che i primi coraggiosi di giornata pagheranno ben presto. Nessuno riesce a distanziarsi realmente.

Sulla cote de Chataigner a centocinquanta chilometri di distanza Geschke per difendere la sua maglia a pois e Simmons sprintano all’ultimo respiro, con lo statunistense che precede il tedesco. Il gruppo nella sostanza è già esploso con la maglia gialla che precede Pogacar, comunque in controllo a pochi metri di distanza, mentre Roglic è già staccato. Le grandi squadre sembrano sciogliersi sotto il sole francese ed è solo dopo il secondo GPM che i migliori si tranqullizzano consentendo il formarsi di un fugone con una ventina di corridori fra cui la maglia a pois, Meintjes, Pinot, Martinez, il nostro Bettiol e Fuglsang fra gli altri.

I fuggitivi prendono presto un buon vantaggio che si attesta intorno ai tre-quattro minuti che presto diventano però dieci minuti. Roglic – grazie al rilassamento del gruppetto della maglia gialla – riesce nel frattempo a rientrare. I velocisti navigano già nelle retrovie.

La Loira accompagna i fuggitivi ed il gruppo per diversi chilometri mentre la Jumbo controlla.

Ai meno cinquanta la fuga si vivacizza. ci prova prima Simmons, per raggranellare qualche punto per la classifica scalatori in vista del terzo GPM di giornata, ma la vera azione la concretizza poco dopo Matthews. L’australiano della Bikexchange confeziona un’azione dapprima in solitaria, ma con pochi secondi di vantaggio e poco dopo in compagnia di Sanchez, Kron e Grosschartner, evasi del fugone di giornata.

Dietro, il gruppo lascia fare, completamente disinteressato al successo di tappa.

Ai piedi della iconica Montèe Jalabert, nei pressi del traguardo, tre chilometri circa al dieci per cento, è ancora Matthews a prendere l’iniziativa, staccando i compagni di fuga mentre i primi inseguitori cercano di rinvenire da dietro, con uno strepitoso Bettiol che con un’accelerata stile Giro delle Fiandre si riporta sui primi fuggitivi e poi si Matthews, staccandolo.

L’austarliano non demorde, rimane lì e riesce a riportarsi sull’italiano della EF a sua volta staccandolo poco dopo, a circa due chilometri dal traguardo ed involandosi verso la vittoria.

Dietro, uno sfinito Bettiol si prende la seconda posizione con Pinot terzo di giornata.

Parecchi minuti dopo, sull’ascesa finale arriva il previsto e prevedibile attacco di Pogacar alla maglia Gialla. Lo sloveno inizia sin da subito le sue accelerazioni ma Vingegaard non lo molla ed i due giungono insieme sul traguardo, dove fra i big è Thomas a perdere una manciata di secondi.

Tutto rimandato dunque fra il campione uscente e il danese, assoluti protagonisti di questo Tour per la vittoria finale.

In classifica generale l’operazione di giornata è di Meintjes, evidentemmente non temuto dai big, che grazie alla fuga ed al disinteresse del gruppo recupera circa docici minuti issandosi nella top-ten.

Anche oggi, come sempre, gran spettacolo di pubblico e di paesaggi, nel Massiccio Centrale, in vista dei presumibili attacchi du Pogacar sui Pirenei e di tappe che si preannunciano ancor più spettacolari.

Buon Tour a tutti.

Mario Delitala

Avvocato di professione, ma con una profonda passione per il ciclismo, praticato e guardato. Nel poco tempo libero a disposizione si allena, da solo ed in compagnia, studiando sempre nuovi percorsi da appassionato cacciatore di grandi salite, da percorrere rigorosamente al proprio lento passo, con la sola soddisfazione di arrivare in cima. Fra i suoi “scalpi” più importanti alcune mitiche salite della storia del ciclismo, come il Col de Vars ed il Col d’Allos nelle Alpi francesi o il Colle della Maddalena, nelle Alpi italiane. Realizza uno dei suoi sogni, quello di scrivere di ciclismo, col gusto di provocare discussioni e dibattiti, in linea con le proprie abitudini professionali.

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