Spunti interessanti per tutelare i ciclisti dalle aggressioni verbali e fisiche

Come Gazzetta del Ciclismo ci fa particolarmente piacere segnalare uno spunto offerto dall’avvocato fondatore dell’associazione Zerosbatti, l’unica associazione esistente a tutela dei ciclisti. L’analisi prende in rassegna i recenti fatti di cronaca, le ripercussioni che questi generano sui social e come i ciclisti possono tutelarsi dai cosiddetti “leoni da tastiera”.

L’analisi dell’Avvocato Federico Balconi si apre con una condivisibile costatazione sul fatto che al termine del lockdown si era respirata finalmente la percezione di una nuova ventata di novità. Anche grazie al famigerato bonus bici, si era diffusa l’idea che la bicicletta potesse essere il nuovo simbolo di una società migliore, meno basata su cattive abitudine e sull’inquinamento.

La bici, con la sua grande forza in grado di rappresentare al tempo stesso un simbolo del passato ma anche una certezza del futuro, poteva essere, per dirla con le parole dell’avvocato Balconi, un “mezzo di redenzione”. Purtroppo però la realtà ci parla ancora di una crescente intolleranza verso i ciclisti e di una costante mancanza di rispetto sulle strade. Questo vale sia nei confronti di chi la bici la utilizza per fini sportivi, sia nei riguardi di chi usa la bici come semplice ma stupendo mezzo di trasporto.

Niente è cambiato in meglio

Il ciclista continua dunque ad essere un soggetto molto debole, perché in balia di molti fattori pericolosi come vento, buche, acqua, paura che le auto possono provocare e tanto altro ancora. Certo siamo consapevoli del fatto che spesso noi ciclisti a volte siamo portati in modo naturale e richiedere “troppo spazio” (o semplicemente ad aspettarci comprensione), come avviene quando un ciclista ritiene di poter tranquillamente ingombrare la carreggiata per il suo diritto alla chiacchera con l’amico. Tutto ciò porta spesso a situazione ben descritte da balconi:

reazioni da film western, con autentici duelli da saloon, pugni e aggressioni al ciclista maleducato o semplicemente al ciclista, per il solo fatto che è ciclista e toglie spazio prezioso“.

Come comportarsi in caso di aggressioni fisiche o verbali

La storia simbolo che Balconi ha raccontato è quella di Andrea Vendrame, un ciclista professionista che pedala non solo per passione ma perché è il suo lavoro. Questa storia si è conclusa bene grazie alla sua padronanza della bici ma avrebbe potuto avere un esito ben peggiore. Qualcosa che purtroppo molto spesso capita ad ognuno di noi e che non tutti hanno sempre la fortuna di poterlo raccontare.

Stavolta però non c’è stata solo l’esigenza di evitare un incidente stradale. Come se non bastasse Vendrame è stato aggredito anche fisicamente con un pugno. Vendrame oltre a destreggiarsi in bici per evitare l’incidente, ha avuto il merito di estrarre il cellulare e di filmare il suo aggressore che si stava già dando alla fuga. Tutto ciò è avvenuto sulle strade di Conegliano, in Veneto.

Pochi giorni fa la Gazzetta dello Sport aveva pubblicato un altro video che ritraeva la ferocia con cui un automobilista infieriva a calci e pugni su un ciclista a terra. Non molto tempo fa noi abbiamo pubblicato un video che mostrava un “folle” che si divertiva a far cadere volontariamente i ciclisti con la sua auto. Insomma è evidente che questa società molto malata non solo non conosce più la civiltà e il valore del rispetto ma si spinge ben oltre dentro il confine della cattiveria.

Cosa accade poi sui social?

Vi ricordate la storia di Nobel che inventò la dinamite pensando ai tanti effetti positivi che avrebbe potuto avere per l’uomo e che finì per essere sconvolto dall’uso che le persone finirono per farne? Oggi avviene la stessa cosa sui social quando video di questo genere vengono pubblicati per suscitare giustamente disapprovazione. Il risultato, come racconta Balconi, è però molto diverso:

fanno emergere una ulteriore realtà, una categorie di persone impropriamente catalogata sotto la definizione “leoni da tastiera”, che incitano alla violenza, ad infierire, a condividere, minacciando e insultando con la stessa crudeltà dell’aggressore ripreso nel video di turno“.

Lo stesso legale ha poi fatto presente che vi sono dei giudici che hanno avuto il merito di condannare in modo esemplare le discussioni virtuali più pesanti. Questi comportamenti portano a due reati ipotizzati:

  1. diffamazione aggravata ai sensi dell’articolo 595 codice penale (III comma): chiunque, comunicando con più persone offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.032 euro. Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a 516 euro;
  2. minaccia: ai sensi dell’art. 612 codice penale chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 1.032.

Cosa fare per combattere il fenomeno?

Prima di tutto, questo lo diciamo noi, sarebbe consigliabile iscriversi all’associazione Zerosbatti. La quota simbolica di 15 euro annui vale ampiamente il valore della loro difesa legale in caso di problemi e dell’assicurazione prevista per gli incidenti stradali.

Riguardo alla difesa dai leoni da tastiera, il primo consiglio che ci viene dato dal legale è quello di salvare gli screenshot contenenti i post incriminati. Questa è la base per poter avviare una querela. Sarebbe molto utile anche uno screenshot del profilo del “leone da tastiera” prima che venga rimosso. E’ fondamentale non cadere mai nella trappola da lui preparata, cioè non rispondere con lo stesso tono ed eventualmente utilizzare questo sito per scaricare sul proprio pc il contenuto della pagina incriminata.

Una querela contro questi soggetti può poi essere presentata in una qualsiasi stazione dei Carabinieri, presso un commissariato di Polizia o tramite un avvocato. Balconi consiglia inoltre di chiedere di essere informati circa l’esito delle indagini di e dell’eventuale archiviazione del caso.

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DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel tempo libero.

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