Un assolo d’altri tempi, Pogacar trionfa alle strade bianche

80 km, per la precisione 81. Un numero che continua a rimbalzare nella testa da ieri, come un martello pneumatico, che nella mente si alterna a sensazioni di totale stupore ad altre di incredulità quasi si faccia fatica a distinguere se sia stato qualcosa di vero o solo un sogno.

80 km dall’arrivo in una semi-classica fatta di continui cambi di pendenze oltre che di terreno, una distanza lunga lunghissima dove nessuno penserebbe di attaccare, ancora di più in questo ciclismo moderno spesso basato su calcoli minimalisti e marginal gain. Discorso che è valido per tutti i corridori normali, atleti elite professionisti di altissimo livello in grado di sfoderare prestazioni difficili anche solo da immaginare per le persone normali. Eppure un corridore lo ha immaginato già dal giorno prima, e come un giocatore di biliardo che dichiara un colpo che sembra impossibile anche solo da pensare, lui aveva avvisato tutti che avrebbe attaccato nel punto più duro della gara.

Tadej Pogacar scatta sulle Sante Marie, tratto di sterrato numero 18, – 81 km all’arrivo, e il suo non è un attacco per testare la gamba dei suoi avversari, bensì l’affondo deciso della tigre che anticipa la sua preda con tale ferocia da non lasciare scampo. Il cronometro segna il suo passo deciso e ineluttabile e nel giro di pochi km fa registrare +30 sec, +1 min, + 2 min fino quasi a 3 minuti di vantaggio. Atterriti i suoi avversari non sono riusciti neanche ad accennare a una risposta a un tentativo di replica, nulla.

Un assolo magnifico durato appunto la distanza di una fuga solitaria di una gara vissuta come se fosse un allenamento che Tadej ha celebrato ricoperto dall’entusiasmo della gente esaltato da 2 ali di folla esaltate dalle sue gesta che riaccendono entusiasmo e passione e portano a paragoni illustri come quello con l’airone Fausto Coppi la cui leggendaria fuga di oltre 140 km è ancora vivida nella memoria del nostro Paese.

Tadej riesce ogni volta a stupire e a esaltare a infrangere le regole a correre con istinto e talento, in grado di andare oltre i numeri e la razionalità che dominano il ciclismo moderno. Questo è il motivo per cui fa innamorare di sé più di ogni altro perché è in grado di rendere possibile ciò che a prima vista sembra non esserlo. Partire da questa vittoria, sulle strade italiane, per coltivare ancora una volta, oltre 20 anni dopo un nuovo sogno una nuova impresa impossibile quella di replicare la doppietta Giro e Tour per entrare anche lui nel novero dei miti della storia di questo sport e riprendere un filo lasciato interrotto dall’ultima epica impresa centrata dal nostro Pirata proprio a 20 anni dalla sua tragica scomparsa.

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Pogacar può riuscirci? Parlando dal punto di vista tecnico l’impresa è davvero ardua, considerando che molti dei suoi avversari hanno centrato il focus della loro stagione proprio sul Tour. Ma questo Pogacar ha qualcosa di diverso rispetto allo scorso anno. E’ apparso con la solita serenità e spensieratezza alla gara come di chi sta andando a fare un’uscita con gli amici, ma più che l’aspetto mentale ha colpito nell’impresa di ieri la forza che ha sprigionato. Tutti i suoi avversari ieri hanno dichiarato di non essere rimasti a guardare ma di aver provato a reagire convinti che a 80 km la corsa non potesse essere già decisa. Eppure nessuno è riuscito ad avvicinarsi o a mettere in dubbio anche solo per un istante la vittoria dello sloveno. Pogacar è apparso ancor più magro e tirato dello scorso anno, ancor più solido e forte di testa e di gambe. Un indizio non può essere una prova e le prossime gare ci dimostreranno se anche stavolta il suo genio è già riuscito a realizzare cose che noi non riusciamo neanche ad immaginare.

Vincenzo Davide Catania

Vincenzo Davide Catania ha 35 anni e vive tra i ridenti colli di Bologna dove lavora come Chirurgo Pediatra presso l’Ospedale Sant’Orsola. Sposato con una donna meravigliosa che gli ha regalato 2 piccoli angeli, Giulia ed Emanuela. La passione per il ciclismo riemerge nei ricordi adolescenziali delle epiche imprese del Pirata, delle roboanti vittorie di Cipollini e Petacchi e delle imprese, nelle fredde terre del Nord, di Bartoli. Passista per natura e vocazione, nel poco tempo libero, spesso rubato al sonno alle prime luci dell’alba, coltiva la propria passione per la bici in una sfida costante con se stesso nella scoperta di nuovi e stimolanti percorsi che lo riportino ad un contatto puro con la natura delle montagne e del bosco.

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