Una ventata della Bora si abbatte sul Tour, ma è il belga Van Aert a sorridere all’arrivo.

Nella ventosa Lavaur quale squadra poteva aver la meglio se non la Bora. A parte i giochi di parole, la settima carta che sulla carta doveva essere pane per velocisti puri ha determinato i primi distacchi significativi per gli uomini di classifica.

Pronti via e la Bora si scatena

Sagan non ha certamente gradito ad aver visto la “propria” maglia verde sulle spalle di Bennet, e con la sua squadra prepara una tappa all’attacco. Alla partenza gli uomini della Bora-Hansgrohe spaccano il gruppo si tira a tutta per staccare i velocisti sin dalle prime salite. Di nota la prova di Daniel Oss che si distingue nel gruppo per la propria grinta nonostante la fuga di ieri, e alla fine merita anche il premio combattività. L’imboscata riesce e i velocisti tra cui Bennet restano distanti dal gruppo di testa. Al traguardo intermedio Sagan è secondo ma si aggiudica comunque i putni necessari per ottenere la maglia verde.

Secondo strappo dopo Castres

A 38 km dall’arrivo dopo la località di Castres il gruppo si spezza di nuovo. La strada fuori dall’abitato è terreno per il vento e la Ineos fa la prima ma decisiva mossa del tuor. Bernal è in condizione e i suoi uomini in testa al gruppo giocano l’attacco decisivo che mette crea il vuoto con alcuni uomini di classifica. Ne pagano le spese Pogacar, Landa, Mollema, Porte, e Carapaz. La Jumbo-Visma risponde presente mantenendo tutti i prorpi uomini che contano nel gruppo di testa. Generose le prove anche di Yates, la maglia gialla fa gran parte del lavoro in proprio, Quintana, Pinot, Bardet e Uran che non perdono il treno giusto. Da citare nell’azione anche gli strappi di Bettiol che mantiene alto il ritmo per il proprio capitano.

Volata per pochi intimi

Si arriva con oltre 50 km orari di media all’arrivo con le squadre in gran parte scompaginate. L’unica ad organizzarsi è la NTT per Boassom-Hagen ma nell’ultimo Km in una volata uno contro tutti e con tante sgomitate l’esito è sempre incerto. Dalla contesa è vincente lo spunto di Van Aert che ancora una volta si dimostra in condizione eccellente e chiude su tutti una volata a quasi 70 km/h. Dietro di lui arrivano Boasson Hagen e Coquard. Nulla da fare per Sagan, cui è mancato lo spunto vincente nel finale e Alaphlippe che lamente un pericoloso contatto con lo stesso Coquard.

Prime vittime eccellenti in classifica

All’arrivo pagano quasi 1′ e 30” i corridori caduti nella trappola della Ineos. Resta in testa il britannico Yates seguito da Roglic e Martin.

Domani attesa per la prima delle 2 tappe sui Pirenei e chissà se la prova, durissima di oggi, non possa condizionare anche la tappa di domani, occasione per fuggitivi e scalatori ma anche terreno per qualche primo attacco per gli uomini di classifica.
Allora mettiamoci comodi e godiamoci questo Tour che finalmente inizia a essere spettacolare.

Vincenzo Davide Catania

Vincenzo Davide Catania ha 35 anni e vive tra i ridenti colli di Bologna dove lavora come Chirurgo Pediatra presso l’Ospedale Sant’Orsola. Sposato con una donna meravigliosa che gli ha regalato 2 piccoli angeli, Giulia ed Emanuela. La passione per il ciclismo riemerge nei ricordi adolescenziali delle epiche imprese del Pirata, delle roboanti vittorie di Cipollini e Petacchi e delle imprese, nelle fredde terre del Nord, di Bartoli. Passista per natura e vocazione, nel poco tempo libero, spesso rubato al sonno alle prime luci dell’alba, coltiva la propria passione per la bici in una sfida costante con se stesso nella scoperta di nuovi e stimolanti percorsi che lo riportino ad un contatto puro con la natura delle montagne e del bosco.

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