Uscite in bici e limitazioni Dpcm: ecco come le stanno affrontando i ciclisti

I ciclisti sono costretti a fare i conti con le limitazioni agli spostamenti imposte dal nuovo Dpcm per le uscite in bici. E’ sempre più evidente, anche dalle sanzioni che iniziano a fioccare, che per chi si trova in zona arancione o rossa è fondamentale restare all’interno del proprio Comune anche durante l’attività sportiva. Allora ecco che la comunità dei ciclisti si sta organizzando in maniera distinta, sempre però con lo scopo di reagire alla perdita di motivazioni e continuare a pedalare.

La tipologia di Comune aiuta molto

Purtroppo per alcuni e per fortuna per altri la tipologia di Comune aiuta molto. Probabilmente in questo momento vivere in un Comune non troppo piccolo e che presenti anche delle salite è vitale, per non arrendersi all’acquisto dei rulli. Tra i nostri lettori ci sono alcuni che percorrono più volte l’intero perimetro del proprio comune per mettere insieme un po’ di km e un dislivello accettabile. Altri invece vivono in un Comune più grande e di conseguenza riescono comunque a creare anelli di 60/70 km senza troppa difficoltà.

I più fortunati sono però quelli che hanno delle frazioni di montagna all’interno del proprio Comune, in modo da poter includere nel proprio giro anche delle stimolanti salite e itinerari invidiabili.

I meno fortunati

Tra i lettori non mancano però quelli meno fortunati che segnalano il problema di dover uscire all’interno di Comuni che non hanno nemmeno un metro di dislivello. Francesco, ad esempio, scherzosamente dice che nel suo Comune l’unico dislivello è la “salita del garage“. Non va meglio poi a chi vive in territori molto trafficati che hanno il problema delle tante auto e dello smog.

Non mancano poi coloro che, potendo girare solo all’interno di territori non stimolanti, preferiscono restare a casa nell’attesa che questo periodo finisca. Speriamo tutti che questo avvenga molto presto ma non dimentichiamo che un po’ di sport e quindi anche le nostre uscite in bici, può aiutarci ad affrontarlo con maggior serenità emotiva.

I più fortunati

Altri hanno la fortuna di vivere in Appennino o all’interno di parchi di montagna dove non vengono a mancare i luoghi in cui pedalare. Tutti però devono affrontare il problema dell’uscita in solitaria. Su questo aspetto le forze dell’ordine non transigono e molti ciclisti stanno già prendendo delle sanzioni salate. Per chi non è abituato a uscire da solo può essere molto noioso ma con un po’di organizzazione si possono comunque trovare sempre i giusti stimoli.

Non va male anche in alcune grandi città come Torino, Roma o Bologna dove si possono percorrere molti km e raggiungere i colli circostanti ma occorre sempre prestare molta attenzione al traffico. Tra i Milanesi dove la situazione è più complessa, essendo la metropoli divisa in vari comuni e sempre molto trafficata, va meglio a chi lavorando in smart working ha optato per vivere questo difficile periodo nella seconda casa al mare o in montagna.

Alternative possibili

Viste queste limitazioni territoriali, molti hanno preferito optare per un passaggio momentaneo alla MTB, in modo da sfruttare l’eventuale presenza di sentieri e boschi. Ovviamente si ricorda che anche in questo caso vige l’obbligo di restare nel territorio comunale. Il nostro lettore Davide consiglia poi saggiamente di controllare l’elenco delle frazioni presenti nel nostro Comune, in modo da verificare di averle effettivamente “esplorate” tutte anche durante le nostre uscite in bici.

Altri hanno invece optato per ripetere più volte lo stesso percorso, come ad esempio Silvia che percorre per 5 volte gli stessi 13 km nell’Oltrepò Pavese, per un totale di 65 km e un dislivello di 1150 mt. In ogni caso l’unico “consiglio” che ci viene in mente di darvi è quello di concentrarsi su alcuni aspetti stimolanti come ad esempio:

  • migliorare in salita in vista della riapertura (per ripetere questi allenamenti è sufficiente anche solo una salita);
  • cercare nuovi segmenti e valutare su questi le proprie prestazioni;
  • fissarsi un obiettivo (come ad esempio uscite di almeno 60 km o un quantitativo minimo di dislivello);
  • provare a migliora su una specifica salita;
  • alternare l’attività con una corsa.

Si tratta solo di semplici consigli che possono aiutarci ad affrontare questo periodo così complesso anche dal punto di vista delle uscite in bici e della nostra “fissa” di “non perdere la gamba”.

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DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel (poco) tempo libero.

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