Trentino in bici, cicloturismo

In bici nello splendido scenario del Trentino

Il Trentino da tanti è ritenuto il paradiso di noi ciclisti e anche io concordo dopo aver potuto sperimentare per diversi giorni queste magnifiche strade. Il richiamo della montagna, il fascino di valli attraversate da fiumi, la scoperta di splendidi laghi e cascate sono esperienze uniche e sorprendenti. Senti di poter scovare angoli segreti o scalare vette inesplorata in sella alla tua bici….al prezzo ovviamente di tanta fatica. Il trentino affascina con la sua storia e con i suoi passi leggendari che hanno scritto pagine indelebili del Giro. In questo breve articolo proverò a illustrarvi le strade e i percorsi che ho avuto modo di sperimentare durante le vacanze nei dintorni di Merano. Strade ideali da percorrere anche per il cicloturismo in Trentino.

Ascesa a Rio Lagundo

Una strada dura che racconta di luoghi unici tra gli scenari delle montagne del Trentino

Ci troviamo nei pressi di Merano, e più precisamente in località Parcines. Una valle contesa da maestose catene montuose che si innalzano su entrambi i lati, e allora quale occasione migliore per noi cicloturisti e amatori per salire sulla nostra bicicletta e conquistare le nostre vette.

La prima salita che vi propongo è quella verso Rio Lagundo. Si tratta di una salita di circa 10 km con un dislivello di quasi 800m fino alla vetta ai 1400m. Non una cima altissima, ma vi garantisco che arrivare su richiede tanta forza e costanza nella pedalata. I 10 km potremmo dividerli in 3 parti.

I primi 2,5 km partono subito cattivi. Dalla strada provinciale (Via Venosta) si prende la Via Quadrat che dopo appena 300m di pianura inizia a inerpicarsi con pendenze mai inferiori al 10%. Questi primi km mettono subito a dura prova la nostra gamba, la pendenza massima è del 15/16%, il manto stradale è in buone condizioni. Ciò che fa la differenza è la nostra gamba. In questo primo tratto non sono permesse pause e si deve salir su a testa bassa.

La seconda parte, di circa 5 km, invece è più clemente, la strada riposa leggermente e noi possiamo rifiatare. Si sale con una pendenza media del 6/7% e anche se ci sono punte del 14%, in linea di massima è pedalabile.

Ci si prepara per gli ultimi 3 km, puro pane per scalatori. Dimenticate quello che avete fatto finora, la strada si impenna nuovamente e le pendenze saranno inferiori al 10% solo lo spazio di alcuni tornati. La maggior parte dei km dovrete percorrerli in piedi sui pedali per affrontare muri anche al 16/18%… ma arrivare in cima tra il verde delle baite e godere della vista della valle non ha prezzo.

Rio Lagundo

Ecco i riferimenti di Komoot

In alto al monte Sole

Il muro del Sonnenberg

Il nome in tedesco richiama una strada da classica del Nord e incute il giusto timore. Insomma uno scenario davvero da favola per le vostre uscite in bici in Trentino. In effetti per molti aspetti sembra una strada delle Fiandre, con la differenza che l’ascesa non è di poche centinaia di metri ma di circa 10 km.

Stavolta la partenza è da Naturno, e ci si dirige verso il Monte Sole. Tale rilievo ha numerose vie di accesso e versanti, tutti piuttosto impegnativi e simili per caratteristiche. In fondo il link del percorso che ho scelto.

Si tratta di 10km di salita davvero duri con un dislivello di circa 1100m. Ci vuole gamba, tenacia e pazienza. La strada nel primo tratto attraversa poche abitazioni, per poi condurvi tra alcuni meleti. Ma non lasciatevi ingannare dal paesaggio, fin dai primi metri si sale con pendenze tra il 12 e il 14% e da qui non scenderanno mai sotto il 10% fino alla cima. Superati i primi km proseguirete su una stretta lingua d’asfalto dove troverete solo la natura ad accompagnarvi. Paesaggi unici con distese di verde, intervallate da scarpate rocciose con splendide cascate. Ma vi assicuro di tempo per ammirarle ce ne sarà poco…Bisogna essere molto costanti durante l’ascesa, le pendenze sono davvero impegnative, occorrerà risparmiare un po’ di gamba per gli ultimi 2 km dove la strada sembra impennarsi con pendenze medie del 14%.

Ancora una volta però vi garantisco che arrivare in cima e sentirsi immersi nella natura da un gusto e una soddisfazione…

Ecco i riferimenti di Komoot

Alla scoperta del lago Vernago

Ritrovarsi a costeggiare un lago a 1800m

Stavolta un percorso decisamente più clemente, quantomeno per quanto riguarda le pendenze. Una splendida salita nel Parco Naturale del gruppo di Tessa, fino a raggiungere il lago Vernago. Un incredibile specchio d’acqua sito a 1800m.

Lago Vernago, stupendo da raggiungere in bicicletta
Lago Vernago bici Trentino

Ancora una volta la partenza e da Naturno, seguendo le indicazioni verso il Monte Santa Caterina. L’ascesa che porta fino al lago è di circa 15 km con un dislivello totale di circa 1300m. Un percorso su una strada quasi statale a 2 corsie decisamente più pedalabile rispetto alle precedenti. Si sale in modo costante con pendenze medie del 6/7%. Non mancano tuttavia strappi impegnativi con punte anche del 16%, seppure per poche decine di metri.

Durante l’ascesa sarete accompagnati costantemente dal dolce scroscio dell’acqua del fiume Senales. La strada difatti segue il letto del fiume e si inerpica sino alla sua sorgente. Arrivati in cima lo spettacolo è garantito. Il lago, sormontato da una diga, purtroppo non accessibile, sembra un luogo magico sospeso a 1800m e circondato da vette che superano i 2000m. La strada vi permetterà di circondarlo in quasi tutta la sua estensione, consentendovi così di trovare gli scorci migliori per le vostro foto ricordo.

Come sempre la parte migliore di ogni salita è… la discesa. Preparatevi ad affrontare quindi 15 km di puro godimento sempre con casco in testa e luci accese anche di giorno, durante i vostri giri in bici in Trentino. Se vuoi scoprire altre salite molto interessanti leggi qua.

Ecco i riferimenti di Komoot

Guarda le occasioni dal mondo del ciclismo!

Di Vincenzo Davide Catania

Vincenzo Davide Catania ha 35 anni e vive tra i ridenti colli di Bologna dove lavora come Chirurgo Pediatra presso l’Ospedale Sant’Orsola. Sposato con una donna meravigliosa che gli ha regalato 2 piccoli angeli, Giulia ed Emanuela. La passione per il ciclismo riemerge nei ricordi adolescenziali delle epiche imprese del Pirata, delle roboanti vittorie di Cipollini e Petacchi e delle imprese, nelle fredde terre del Nord, di Bartoli. Passista per natura e vocazione, nel poco tempo libero, spesso rubato al sonno alle prime luci dell’alba, coltiva la propria passione per la bici in una sfida costante con se stesso nella scoperta di nuovi e stimolanti percorsi che lo riportino ad un contatto puro con la natura delle montagne e del bosco.

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