Qual è una buona velocità media per un ciclista amatoriale? La regola del 28:6

Ci siamo già occupati di come valutare la velocità media in bici da corsa per ciclista amatoriale e sappiamo che si tratta di un articolo molto letto, ricercato e apprezzato (di questo come sempre vi ringraziamo). Però quell’articolo è pieno di valutazioni generali, come è giusto che sia. Ci viene però spesso chiesto: sì ma se io volessi avere un riferimento preciso, qual è una buona velocità media per un ciclista amatoriale?

Premesso che ovviamente il miglior parametro per la valutazione di un’uscita in bici è la potenza media, rilevabile con misuratori di potenza che però usano (giustamente) quasi soltanto professionisti e semi professionisti. Abbiamo spulciato i manuali dei preparatori e abbiamo scoperto che una “regola”, o meglio sarebbe dire un indicatore esiste. Noi lo abbiamo chiamato la “Regola del 28:6“. Vediamo subito di cosa si tratta.

Rapporto tra velocità media e dislivello

Ovviamente se una persona si allena in Trentino o in Appennino non può valutare la velocità media come chi si allena nel Tavoliere pugliese o in Pianura Padana. Ecco allora che serve un rapporto tra questi due dati per avere un parametro di massima, di riferimento generico e in assenza di un misuratore di potenza.

La regola del 28:6 (che non abbiamo inventato noi ma gli abbiamo solo dato un nome) è stata stabilita da alcuni preparatori atletici che indicano che un ciclista amatoriale tiene una buona media se riesce a mantenere i 28 di media in un’ora (25 per le donne), facendo almeno 600 metri di dislivello. Questo è il valore che delimita la linea tra chi passeggia in bici da corsa e chi fa un’uscita in bici da corsa.

Ovviamente si tratta solo di un’indicazione di massima, da prendere con le pinze, per avere almeno un parametro di riferimento. Ricordate però che:

  • non ha senso limitare il dislivello percorso per aumentare la velocità media (a meno che non abbiate poco tempo), perché la bici da corsa è salita;
  • la vita è fatta anche di piacevoli passeggiate in bici (anche quelle sono allenanti) e in ogni cosa è bello trovare il giusto mix;
  • aumentando il dislivello non dovrete dare molto peso alla velocità media, in quel caso subentra la velocità ascensionale (che tratteremo in un prossimo articolo);
  • se, come noi, siete cicloamatori nel 99,9% dei casi non andrete al Tour de France. Non abbiamo detto 100% perché un’eccezione esiste e risponde al nome di Vingegaard.

Tutto ciò per dire che non serve essere fanatici ma ovviamente siamo i primi a dire che per ricercare la condizione ideale è necessario “durare fatica” e alzare di volta in volta l’asticella delle proprie performance. E’ anche vero che avere un parametro di valutazione rende più divertenti le uscite di un ciclista amatoriale. Quindi in conclusione speriamo che la Regola 28:6 ci sia utile per migliorare la qualità delle vostre uscite e trovare un parametro di valutazione… molto di massima.

DavePeriodista

Davide Bagnoli è un giornalista iscritto all’albo dell’Emilia Romagna. Nella sua carriera si è occupato di cronaca di ogni genere, ha sempre cercato di farlo con passione e con il sorriso sulle labbra. Quando possibile cerca di trasmettere il suo sorriso anche ai lettori, ama scrivere e questo lo ha portato a pubblicare due libri. La sua più grande passione sportiva è il ciclismo, sport che ama e pratica nel tempo libero.

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