Vince Martinez sul Puy Mary. Crisi Bernale e Roglic è sempre più giallo

La grande gamba di Martinez

  • Gli 8 GPM e gli oltre 4000m di dislivello regalano una tappa nella tappa…

Sul Puy Mary trionfa il colombiano dell’EF, Martinez, davanti a Kämna e Schacmann (Bora – Hansgrohe). La tappa per la classifica generale si gioca alle loro spalle, dove il suo sloveno Pogacar (UAE) e il leader Roglic (Jumbo) approfittano della crisi di Bernal (Ineos) per incrementare il loro vantaggio.

Fuga doveva essere e fuga è stata

Il percorso segnato da così tante ascese e i tanti uomini tagliati dalla classifica generale, rendevano la tappa di oggi terreno ideale per una fuga. Dopo alcune schermaglie iniziali e passerelle l’affondo decisivo la sferrano 16 corridori, tra cui oltre colori finiti sul podio, vi è anche Alaphilippe (Deceuninck-Quick Step). L’attacco è quello decisivo e porta a guadagnare quasi 10 minuti sul gruppo dei migliori.

Attacchi e contrattacchi dei fuggitivi

A circa 35 km dall’arrivo la corsa si infiamma. Powless prova a fare il vuoto in discesa ma viene ripreso dal tedesco Schacmman che sul Col de Nèronne si mette in proprio. Il capitano della Bora, tagliato dalla classifica generale ha campo libero dal gruppo e guadagna sui compagni di fuga quasi un minuto. Alle sue spalle insegue Martinez marcato da Kamna. Gli ultimi km sono puro spettacolo, a poco meno di 3 km il tedesco viene ripreso dai suoi inseguitori. Martinez è indemoniato e dopo una serie di scatti riesce a staccare il compagno di fuga Kamna e giungere da trionfatore sul Puy Mary.

La tappa nella tappa degli uomini di classifica

La tappa regala spettacolo anche nel gruppo degli uomini di classifica. La corsa, controllata per lunghi tratti dalla Jumbo, si infiamma sull’ultima ascesa. La Ineos alza il ritmo e ne pagano le spese Martinez (Cofidis) e Bardet (Ag2R), che vittima di una caduta con Quintana a 80 km dal traguardo, sarà poi costretto al ritiro.

Crisi Bernal all’ultimo km

Dalla selezione però chi ne paga le conseguenze è proprio il capitano della Ineos e grande favorito Bernal. Prima della gara aveva dichiarato che oggi sarebbe iniziato il suo tour, ma non lo fa nel migliore dei modi. Il giovane talento colombiano va in crisi e negli ultimi 2 km accuserà un ritardo di quasi 50 secondi da Roglic e Pogacar. I 2 sloveni da bravi predatori fiutano l’occasione e accelerano negli ultimi 1500 m accendendo il Tour e creando i primi distacchi significativi.

Cosa cambia per la Vittoria finale

Adesso c’è da chiedersi cosa può significare questa tappa per la.classifica finale. Le verità emerse sono che Roglic e Pogacar sono gli uomini da battere, i 2 sloveni, finora alleati, hanno dato un duro colpo agli altri antagonisti dimostrando il primo di essere leader della squadra più forte e di saperne sfruttare appieno il lavoro, il secondo di essere giovane e sfrontato e di non temere salite dure. Bernal non ha ancora la condizione dello scorso anno. Finora il Tour gli ha regalato.poche occasioni e oggi doveva essere proprio il suo riscatto. È mancato lui e in parte la sua squadra. Nonostante sia già vincitore di un Tour, la sua giovane età non gli consente di aver maturato esperienza sufficiente e la sua squadra priva di veterani come Frome e Thomas è apparsa spesso in difficoltà e disorientata nel saper leggere le fasi della gara e incapace di prendere iniziative decise e vincenti.

14° tappa con arrivo a Lione

La tappa di oggi prevede un percorso quasi 200 km con arrivo a Lione. Percorso movimentato con alcuni gol anche di 4 categorie. Nonostante le asperità è possibile un arrivo in volata, una delle ultime chiamate per i velocisti in attesa delle montagne

Di Vincenzo Davide Catania

Vincenzo Davide Catania ha 35 anni e vive tra i ridenti colli di Bologna dove lavora come Chirurgo Pediatra presso l’Ospedale Sant’Orsola. Sposato con una donna meravigliosa che gli ha regalato 2 piccoli angeli, Giulia ed Emanuela. La passione per il ciclismo riemerge nei ricordi adolescenziali delle epiche imprese del Pirata, delle roboanti vittorie di Cipollini e Petacchi e delle imprese, nelle fredde terre del Nord, di Bartoli. Passista per natura e vocazione, nel poco tempo libero, spesso rubato al sonno alle prime luci dell’alba, coltiva la propria passione per la bici in una sfida costante con se stesso nella scoperta di nuovi e stimolanti percorsi che lo riportino ad un contatto puro con la natura delle montagne e del bosco.

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