Adios Vuelta, Evenepoel Campeón!!

Sì è conclusa ieri la settantasettisima edizione della Vuelta di Spagna, un’edizione che sarà ricordata soprattutto perché è il primo grande Giro a tappe conquistato dal talento di Remco Evenepoel (QuickStep). La sua vittoria ha un valore storico importante poiché dopo oltre 40 anni un corridore belga torna a trionfare in una gara di 3 settimane, l’ultimo era stato  Johan De Muynck, Giro 1978.

Arrivo a Madrid

L’ultima tappa, come di consueto, vede l’arrivo a Madrid. Passerella finale senza particolari asperità che è il palcoscenico ideale per l’ultimo assolo delle ruote veloci. A sorpresa vince Molano (UAE). L’apripista e ultimo uomo di Ackerman oggi ha dimostrato di essere più forte e giocando di squadra assieme al suo capitano riesce per primo a tagliare il traguardo davanti a Pederesen (Trek-Segafredo). La Vuelta del danese è stata comunque fenomenale condita da 2 vittorie di tappe e la conquista finale della maglia verde nella classifica a punti.

Nomi vecchi e nuovi in questa Vuelta

E’ il momento di tirare le somme e fare qualche bilancio su quello che abbiamo assistito nel corso delle tre settimane. Tutto secondo il programma, le tappe mediamente più brevi rispetto a Tour e Giro e i percorsi molto nervosi hanno favorito una corsa con tante fughe spesso vincenti. L’assenza di salite molto lunghe invece può aver in parte condizionato la lotta finale per il titolo. Percorsi adatti si a scalatori ma anche a passisti in grado di tenere in salita hanno fatto sì che in tanti abbiano avuto la possibilità di giocarsi la vittoria finale ma tra questi l’ha spuntata Evenepoel sicuramente per caratteristiche il corridore più completo tra quelli in gara.

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In questa Vuelta abbiamo ritrovato Sam Bennett, vincitore di 2 tappe e che ha finalmente recuperato lo smalto dei giorni migliori. Tra le vecchie conoscenze come non citare Carapaz (con 3 vittorie oltre alla maglia di KOM) e Uran.

Si è trattato anche di una Vuelta con tante novità e tante sorprese, al più incredibile è sicuramente quella di Vine. Il corridore australiano campione di E-Sports si è dimostrato un corridore validissimo anche nella vita reale ottenendo 2 successi di tappa.

E’ stata ancora la Vuelta di Roglic, nel bene e nel male. Il campione sloveno già 3 volte vincitore della Vuelta si era presentato con tanti dubbi dopo l’infortunio al Tour. Ma sin dai primi giorni ha mostrato grande convinzione e determinazione oltre a una forma fisica che è cresciuta di giorno in giorno. Suoi i principali attacchi alla Roja di Evenepoel sino allo sfortunato incidente all’arrivo della diciannovesima tappa.

Menzione speciale anche per Mas che centra un nuovo podio. La forza  del corridore c’è e le sue capacità in salita non si discutono. Ciò che si discute è il suo carattere e la capacità di reggere fino in fondo il ruolo di capitano in una grande corsa a tappe. La sua crescita e maturazioni sono risultate evidenti quest’anno e speriamo bastino per dargli la capacità di lottare in prima persona per la vittoria finale.

Remco Evenepoel

Il talento belga si toglie un’enorme scimmia dalle spalle e rimanda ai mittenti tutte le critiche sulle sue capacità di affrontare una corsa da 3 settimane. Remco ci è riuscito e lo ha fatto alla grande. Il percorso di certo è risultato adatto alle sue caratteristiche e l’uscita di scena di Roglic (seppure secondo ma a 2 minuti prima delle ultime 2 tappe) lo hanno agevolato, ma questo è un successo che lui ha saputo conquistare da solo km dopo km.

Evenepoel ha visto i suoi limiti (Giro 2021) ma non ne ha avuto paura, anzi ha trovato ancor più motivazione per affrontarli e superarli. Vince e stravince questa Vuelta Leader dalla sesta tappa ha dato sempre grande dimostrazione di poter gestire la corsa e respingere gli attacchi di tutti gli avversari. La stoffa del campione c’è vedremo anno prossimo cosa deciderà di fare se puntare a nuove corse a tappe o concentrarsi di nuovo sulle classiche.

Vincenzo Davide Catania

Vincenzo Davide Catania ha 35 anni e vive tra i ridenti colli di Bologna dove lavora come Chirurgo Pediatra presso l’Ospedale Sant’Orsola. Sposato con una donna meravigliosa che gli ha regalato 2 piccoli angeli, Giulia ed Emanuela. La passione per il ciclismo riemerge nei ricordi adolescenziali delle epiche imprese del Pirata, delle roboanti vittorie di Cipollini e Petacchi e delle imprese, nelle fredde terre del Nord, di Bartoli. Passista per natura e vocazione, nel poco tempo libero, spesso rubato al sonno alle prime luci dell’alba, coltiva la propria passione per la bici in una sfida costante con se stesso nella scoperta di nuovi e stimolanti percorsi che lo riportino ad un contatto puro con la natura delle montagne e del bosco.

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